mercoledì 1 luglio 2015

Insolazione....

“Scusi ha La svastica sotto il sole?”
No, è andata a prendere l'ombrellone che ha la pelle delicata....

Philip K. Dick
La svastica sul sole

lunedì 29 giugno 2015

La lista della vergogna

Il nuovo sindaco di Venezia, appoggiato da tutto il centro destra, come suo primo atto politico ha ordinato il ritiro delle fiabe “arcobaleno” dalle scuole elementari e dagli asili. Questa vicenda assume una connotazione tutta politica in quella che ormai è diventata una vera e propria crociata contro l'educazione al rispetto e alla parità di genere. Nelle settimane precedenti il Family Day sono state dette nefandezze di ogni genere ed è stata gettata una enorme quantità di fango sulla scuola pubblica e sul lavoro di insegnanti e operatori scolastici. Si è detto, senza mai fare in nomi delle scuole e degli insegnanti che lo farebbero, che in alcune scuole si insegna la masturbazione ai bambini. Il MIUR ha persino dovuto mandare un'ispezione dopo che una preside aveva fatto girare una circolare, risultata poi basarsi su mere bugie, per avvisare i genitori del pericolo “gender”. Alcuni gruppi oltranzisti si sono inventati questa favoletta dell'ideologia gender per impedire che nelle scuole venga insegnata la parità di genere. Inutile obiettare che le Teorie (teorie non teoria) di Genere sono strettamente legate agli Studi di Genere e che nulla hanno a che fare con la falsa e inesistente Ideologia Gender che questa gente va pubblicizzando. Si è fatto, a mio avviso, un danno irreparabile all'interno della scuola pubblica ma la vicenda ha messo in evidenza anche la violenza ideologica di certi gruppi e, soprattutto, l'isterismo sessuofobo che alcune persone vivono e impongono agli altri. Purtroppo questa gente, invece di trovare esponenti politici ragionevoli in grado di arginare il fondamentalismo, ha trovato esponenti politici che, in malafede e per un pugno di voti, sta cavalcando la follia estremista. È un danno, e lo dico da ateo convinto, anche per tutte quelle persone credenti, coloro che vogliono uguaglianza e che vorrebbero una chiesa dal volto umano.
Questa crociata contro le persone omosessuali e contro la parità di genere e l'educazione al rispetto nei confronti del sesso opposto è sfociata, grazie al sindaco di Venezia, in una lista di proscrizione dei libri.
Ma quali sono questi pericolosissimi libri “gender”?
Probabilmente il neo Sindaco di Venezia non ne ha idea, aveva fatto una promessa per accaparrarsi i voti dei fondamentalisti e della destra e ha deciso di mantenerla. Credo che, al di là del credere o meno al gender, siano ben altre le cose da fare per tutelare una città come Venezia.
In ogni caso la lista di proscrizione contiene titoli come: Il sonnellino, Il dottore, Buon Compleanno (LAPIS), Più ricche di un re, Piccola storia di una famiglia, Qual è il segreto di papà, Il Bell'anatroccolo (Lo stampatello), Pezzettino (Babalibri), Il pentolino di Antonino (kite Edizioni),  Dov è il mio papà? (Editoriale Scienza), Di mamma ce n'è una sola, Che forza papà (Fatatrac), Ninna nanna per una pecorella (Topipittori), Diverso come uguale (Becco Giallo), Se io fossi te (Il Castoro) A caccia dell'orso (Mondadori), Tutti diversi tutti uguali (Gribaudo). Non mancano testi come: Piccolo Blu, Piccolo Giallo (Babalibri), Nei panni di Zaff (Babalibri) Piccolo uovo (Lo Stampatello). Sono solo alcuni dei 49 titoli presi di mira dal neo sindaco di Venezia. È chiaro che questa iniziativa è pericolosissima, si tratta di una inutile, dannosa, violenta caccia alle streghe che non riguarda solo le persone omosessuali ( solo pochissimi libri toccano direttamente il tema dell'omogenitorialità) ma riguarda la libertà di TUTTE le persone. La stessa libertà che gruppi come le sentinelle vanno rivendicando spesso nelle piazze e che poi vorrebbero togliere agli altri. Io credo che tutte le persone che amano la democrazia e la libertà dovrebbe intervenire aiutando la scuola pubblica a mantenere la propria indipendenza. Il governo deve intervenire per fermare questa vergognosa crociata. Il prossimo passo quale sarà? Bruciare i libri?


Fonti:
Internazionale 
Il Libraio
La Repubblica
Il mattino di Padova
La Nuova di Venezia Mestre
Huffington Post

giovedì 25 giugno 2015

La seconda vita dei libri

La signora posa i libri sul banco, nell'aria si diffonde un leggero odore di chiuso.
“Erano in cantina.” Mi dice, ne prendo uno fra le mani, sfoglio le pagine ingiallite, è un vecchio Einaudi, guardo la copertina, passo un dito su piccole gocce di cera.
“Probabilmente qualcuno lo ha letto a lume di candela.”
Le dico.
“Era di mia nonna.”
Mi risponde lei.
Viviamo in un'epoca in cui ogni giorno vengono pubblicati centinaia di libri. Eppure non leggeremo mai tutti i libri che sono già in commercio. La macchina editoriale potrebbe fermarsi per decenni ma non riusciremmo lo stesso a finire tutto il catalogo di libri pubblicati. Forse ci vorrebbero dieci vite. I long seller vengono ripubblicati con nuove copertine, nuove traduzioni, nuove introduzioni. Tutto deve avere un sapore nuovo.
Questi libri usati, antichi, vecchi, chiamateli come vi pare, non sono solo oggetti, non sono solo storie scritte da qualche scrittore. Sono, a loro volta, portatori di storie. Sono le storie di coloro che li hanno posseduti. Una dedica, un segnalibro, una cartolina. Sono stati in case, dita curiose li hanno sfogliati, hanno dato emozioni e sensazioni. Alcune storie si ritrovano solo grazie al circuito dell'usato, altre le conosciamo già, sono “famose”, eppure assumono un sapore nuovo, anzi antico, se vengono “ritrovate”. Credo che questa idea “sostenibile” del libro usato sia molto dolce.
“Mi piace l'idea che abbiano una seconda vita.”
Mi dice la signora.
Del resto a chi non piacerebbe una seconda vita?

martedì 16 giugno 2015

Ma a queste cose ci pensate?

Cliente con tono alterato:
“Comunque era meglio se restavate in via Rizzoli, per me era più comodo, adesso mi tocca fare della strada in più per comprare un libro. A queste cose dovreste pensarci, ai clienti che devono fare strada in più per raggiungervi!”
Guardi scommetto che è stata la prima cosa a cui hanno pensato quando hanno preso la dolorosa decisione di chiudere l'altra sede. E anche noi, mentre eravamo in cassa integrazione, non ci chiedevamo: “Ma riapriremo”? No, no. Chi chiedevamo: “Ma adesso come farà quella povera gente costretta a fare due passi in più per raggiungerci...”

venerdì 12 giugno 2015

L'angolo della pornografia

Signore sulla sessantina:
"Ciao sto cercando dei libri sulla pornografia..."
"Avevo qualcosa ma al momento temo di non avere nula, se vuole posso procurare qualche testo."
"Sì però io vorrei quelli con le foto..."
A bello ma che voi li giornaletti? Ma che sei parente de quello dell'artro giorno?

lunedì 8 giugno 2015

Film sexy...

Si avvicina un signore:
"Scusa... avete film sexy?"
"Sullo stile di Velluto blu?"
"Eh?"
"Ok... vuole qualcosa sul genere 50 sfumature?"
"Eh?"
"Ehm... che genere di film sexy sta cercando?"
"Quelli,,, quelli per adulti."
"Porno?"
"Eh... quelli..."
Sì guardi li trova nella dark room, ultima sala infondo. Le serve altro? Fazzolettini? Gel? Giochi erotici?

venerdì 5 giugno 2015

Lo sconto sullo sconto

Nel nuovo punto vendita la grande novità è che fuori dalla libreria sono posti dei “cesti” (in realtà banchetti in ferro) che contengono libri a 2, 3 o 5 euro. Si tratta di libri in ottime condizioni (nella maggior parte dei casi9, testi finiti fuori catalogo, usati di qualità, libri nuovi che magari hanno cambiato collana o edizione.
Entra un signore con un libro a 2 euro, lo prendo e lo batto in cassa, si tratta di un libro cartonato nuovo, un romanzo di tre o quattro anni fa.
Lui: “Ah mi fa un po' di sconto, vero?”
Io lo guardo con uno sguardo in stile: “Che cavolo stai dicendo Willy?”
“Mi perdoni il libro costa due euro...”
“E allora?”
“E allora non facciamo ulteriori sconti su questo genere di libri.”
Lui prende il libro: “Poi non vi lamentate se non vendete libri!” dice prima di andarsene.
Facciamo che i libri li regaliamo, eh? Tanto non vedo perché si dovrebbero pagare! E poi lo sanno tutti che noi librai campiamo solo di letteratura.

mercoledì 3 giugno 2015

La libreria inesistente

Al telefono:
“Libreria... Buongiorno sono Marino.”
Cliente, tono preoccupato:
“Ma... senta... io sto parlando con lei ma sono qui in centro e la libreria non esiste più... voglio dire... come è possibile?”
È che le ho risposto da un universo parallelo. L'universo dei librai felici. Accedono solo coloro che hanno il cuore puro.

mercoledì 27 maggio 2015

Libri per...

Succede alla Collega Femminista:
"Scusi sto cercando un libro da leggere a mia moglie prima di fare l'amore..."
Che ne dice de: "Le favole della buonanotte"?

lunedì 25 maggio 2015

La nuova libreria

Entri in una sala e ti infrangi contro i libri gialli e d'avventura, il genere che, a quanto pare, in editoria funziona di più e allora lo devi mettere in “prima battuta” per attirare l'attenzione della gente o almeno così dicono gli esperti. A sinistra c'è una sala con le pareti nere e una grande vetrina che la illumina, i libri d'arte sono disposti su scaffali pesanti, a terra, nelle diverse sale, ci sono Azalee, intorno al vaso una carta crespa e rossa. Le vetrine così grandi permettono una visuale piena della libreria. Così che tu abbia la sensazione di essere dentro anche se sei ancora sotto al portico. Appena fuori dalle porte ci sono banchi neri con proposte di libri a basso prezzo. All'entrata trovi un punto informazioni, un libraio o una libraia che ti accoglie e poi passi alla sala di narrativa, ti perdi fra classici e nuove uscite. C'è un divano vintage, rosso, proprio davanti alla vetrina. Ti puoi riposare o passare alla sala successiva, quella dei dvd e dei remainders dove trovi un grande tavolo di legno, sopra c'è un bel vaso di ceramica e una pianta. Se non trovi nulla che ti interessa puoi entrare nella sala viaggi e tempo libero e poi accedere al settore saggi e ragazzi. Il giorno dell'inaugurazione ci sono librai nervosi ma gentili che si aggirano per le sale, il libraio vestito di nero, che poi è il libraio che scrive su questo blog, è felice anche se spera che il giorno finisca presto. Gli fanno male i piedi e vuole godersi un po' di riposo dopo dieci giorni di allestimento frenetico. Sono venuti tutti i nostri clienti storici, c'è l'autrice che parla di cucina vegana e comportamenti etici, la sala si riempie di volti, voci, sorrisi. I camerieri dispongono piatti in giro per la libreria, un signore si riempie il taschino della camicia con dei capperi, un'altra signora prende uno stuzzichino, dice che non le piace e poi ne prende uno uguale. Dice che è proprio cattivo e poi ne mangia un altro e passa al piatto successivo. La variegata umanità che riempie questa libreria, oggi, è la speranza per una nuova avventura. Eppure sappiamo che le dinamiche non cambieranno, sappiamo che non sarà facile. Ma non riesco ad essere pessimista, ora, il 2014, l'anno orribile, è finito. Il 2015 mi sta regalando sogni e gioia ed io mi crogiolo al sole come un gatto, rimango lì a pancia in su a godermi ogni singolo istante di felicità. Consapevole che passerà, che torneranno le nubi e che il sole farà solo sporadiche apparizioni. La felicità non è cosa che dura, per fortuna, altrimenti non ne apprezzeremmo l'intensità. Sento il cuore che batte, finalmente, è la felicità di un progetto che si realizza, di qualcosa di bello che sta per nascere. 
Di un sogno o una speranza. 
Chiudo gli occhi e sorrido.

martedì 19 maggio 2015

Stiamo per tornare

La cassa integrazione è finita l'11 maggio, è durata meno di quel che ci aspettavamo. Stiamo allestendo la nuova libreria. È in una zona diversa, non centrale ma con molte potenzialità. È una zona migliore (dal mio punto di vista), con parchi e università vicina, un museo, il Cassero. La libreria è più piccola, abbiamo perso il magazziniere che lavora in altra sede ora, è luminosa e su un piano solo. Non ho idea di come andranno le cose ma non voglio fasciarmi la testa ora. Ridimensionare la libreria era ormai una necessità, ci sono arrivati con molti anni di ritardo ma ci sono arrivati. Purtroppo le dinamiche dall'alto non sono mutate. Forse cambieranno fra dieci anni mentre in molti paesi europei le cose sono già mutate. Non voglio essere polemico, credo non sia il caso, anche se qualche bel rospetto ce lo siamo ingoiati. Tornerò a scrivere su Cronache ma lo farò con calma, questo periodo di pausa mi ha regalato moltissimo: più tempo per me, una situazione di calma che sarà messa in discussione, lo so, a brevissimo, un viaggio bellissimo a Oporto e Lisbona. Lo stress mi ha regalato ulcere all'intestino e una colite cronica, dovrò rivedere la mia alimentazione pur rimanendo vegetariano ma soprattutto devo imparare a stare calmo, a non arrabbiarmi, a non prendermela. Ci sono bellissime notizie e non vedo l'ora di potervele dare. Per il momento annuncio il ritorno di Cronache dalla libreria anche se non so quando ricomincerò a scrivere. Aspettateci, ancora un po', stiamo per ricominciare.

mercoledì 8 aprile 2015

Tempo (prezioso)

Lunedì ho schiacciato il naso contro la vetrina della libreria in cui lavoravo, ho guardato quei locali spogli di libri e mobili. Non l'avevo ancora vista. Con borbottii benevoli dei colleghi al secondo giorno di «sgombero» mi è venuta la febbre a 39. La mia collega Elisabetta direbbe che è psicosomatica, mi sono ammalato per non veder smantellare il luogo in cui ho lavorato per molti anni. Ho sentito un tuffo al cuore, una sensazione di vuoto.
I lavori nel nuovo locale non sono ancora iniziati. Intanto hanno proposto il trasferimento a un collega che ha accettato. Anche un'altra collega ha chiesto il trasferimento. La squadra perde pezzi importanti.
Quando mi preparo per la corsa sono sempre carico. Dopo dieci minuti mi chiedo chi me lo abbia fatto fare. Dopo venti sono certo che morirò giovane ma quando arrivo al parco e vedo i colori, sento gli odori e i rumori degli animali respiro a fondo e mi rilasso.
Le mie sono parole di un irresponsabile. I soldi della cassa integrazione li vedremo, se va bene, fra sei mesi. Il mio compagno mi sta aiutando, mi chiedo come farei, in questo momento, senza il suo supporto. È la stessa persone che lo stato non riconosce come parte della mia famiglia.
Eppure questo tempo libero «imposto» è la cosa migliore che mi sia accaduta da anni. Non ho programmi. Non ho ancora fatto nulla di quel che mi ero riproposto: andare in piscina, iscrivermi a yoga, andare in giro per città. La prima settimana di cassa integrazione ho dormito. Nulla di più. Andavo dal divano al letto e viceversa.
Mi rendo conto di non avere, per la prima vota nella mia vita, preoccupazione alcuna. Sono tranquillo. Lo sono perché fra qualche mese si torna al lavoro. Se sapessi che non 'è futuro probabilmente questo tempo che perdo a fare niente lo impegnerei a cercarmi un lavoro. Ma ora è così. Dormo quando voglio, mangio quando voglio, leggo. Leggo molto. Infastidisco la gatta che si sta abituando alla mia presenza costante, corro e vado al parco. Al parco ci passo un sacco di tempo. A volte respiro a fondo, alzo lo sguardo al cielo e sorrido. È il mio tempo, per la prima volta dopo tanto, il tempo che posso dedicare solo a me stesso, spesso in solitudine a guardare il mondo che che corre con ritmi che per il momento non mi appartengono.
Marino