mercoledì 22 ottobre 2014

Basta che sia corto



“Ciao devo leggere un libro per la scuola. La prof ha detto che deve essere sul razzismo ma non ho voglia di leggermi dei titoli, puoi darmene uno qualsiasi basta che sia corto?”
Sono certo che lo scopo della professoressa fosse proprio quello di farti venire in libreria a comprare un libro qualsiasi basta che sia corto!

martedì 21 ottobre 2014

Meledetti librai

“Scusi ma questo libro c'è solo con la copertina cartonata?”
“Al momento sì Signora, è una novità.”
“Che vuol dire è una novità, non è che tutti i libri escono con la copertina cartonata.”
“Vero ma in questo caso, al momento, esiste solo con la copertina rigida.”
“Dite piuttosto che è una vostra scelta quella di tenere solo il libro con copertina cartonata perché costa di più!”
Sì, Signora, lo ammetto fa parte del grande complotto per boicottare le copertine morbide e i libri in formato economico. Il nostro obiettivo è quello di far sparire tutte le librerie nel giro di cinque anni. Poi andremo di casa in casa a bruciare tutti i libri in formato economico e alla fine... alla fine... rimarranno solo i libri con copertina CARTONATA! BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
Attenzione la risata è malefica.

lunedì 20 ottobre 2014

clienti affezionati... ad altre librerie.

“Buongiorno secondo lei questo libro Feltrinelli potrebbe averlo?”
Mi passa un ritaglio di giornale, io lo guardo senza capire.
“Feltrinelli non so ma noi se vuole lo abbiamo.”
“E Feltrinelli?”
“Non lo so signore, Feltrinelli è un'altra catena...”
“E non può telefonare per sentire se lo hanno?”
“Mi perdoni, no. Se vuole noi ne abbiamo diverse copie.”
“E ma io lo voglio comprare da Feltrinelli.”
E... allora.... perché.... non.... va... da... FELTRINELLI????????

venerdì 10 ottobre 2014

Splendido, splendente...

“Scusi sto cercando un libro per lucidarmi un po' le idee.”
Provi con il bicarbonato, l'argento viene bene....

mercoledì 8 ottobre 2014

Troppa fatica

“Scusi ha il libro Roma di Brizzi?”
“L'ho terminato mi arriva fra un paio di giorni è già in ordine.”
“Ah, e può telefonare alla Feltrinelli per sentire se loro ce l'hanno? Così mi evito di andare sino a là.”
Certo tesoro, ti preparo anche la colazione mentre ci sono?

martedì 7 ottobre 2014

Sì, ma...

“Buongiorno, ha questo titolo?”
Mi passa un bigliettino, io controllo.
“Mi spiace è terminato.”
“Ma sul vostro sito dice che è disponibile.”
“Ciò che vede on line è quello che si può acquistare direttamente sul sito, non abbiamo le stesse giacenze. Se vuole posso ordinarlo.”
“Sì ma a me serve oggi!”
“Mi spiace signore non riesco ad averlo in giornata.”
Lui con tono adirato.
“Sì ma sul VOSTRO sito il libro è DISPONIBILE!”
“Come le dicevo il sito internet e le librerie sono due cose diverse, ciò che è presente in libreria non è detto sia disponibile sul sito e viceversa. Lo possiamo ordinare ma ho bisogno di tre giorni.”
“Lo ordino solo se arriva oggi!”
“Mi spiace non è possibile.”
“Sì ma sul vostro...”
Lo so, lo so... sul nostro sito è DISPONIBILE!
Rimane valida l'opzione: vi prego, uccidetemi subito!

giovedì 2 ottobre 2014

Intrighi... internazionali.

Dalla scheda di presentazione di un libro:
“Un intrigo internazionale tra Bologna e la Romagna!”
Internazionalissimo proprio!

mercoledì 1 ottobre 2014

Le novelle di Piero Angela

“Scusi ha il libro Decamerone. Dieci novelle raccontate da Piero Angela?”
Mmmmm temo che Piero Chiara avrebbe qualcosa da ridire in proposito...

Decamerone. Dieci novelle raccontate da Piero Chiara.

martedì 30 settembre 2014

Cose che non amo più del mio lavoro


  1. Dover prendere il treno ogni santissimo giorno
  2. La gente che si accalca davanti alla porta nel periodo scolastico e, appena apri le porte, comincia a correre per arrivare prima a prendere il numerino
  3. Sentirsi dire che “secondo i metri lineari e gli incassi” siamo troppi quando hai passato otto ore a correre da un settore all'altro per coprire buchi e servire clienti
  4. I libri di attori, cantanti, ex qualcosa che sai che non sono stati scritti da loro ma, guarda un po', sulla copertina c'è proprio il loro nome...
  5. Clienti che iniziano la frase dicendo: “Sono qui da mezz'ora” e in realtà sono appena entrati in libreria
  6. Le fascette dei libri (davvero, basta!)
  7. Le classifiche dei libri (Voglio il numero delle copie vendute accanto al numero della classifica, i numeri VERI non quelli fasulli)
  8. Le vetrine comprate
  9. Gli spazi in vendita
  10. Le snervanti campagne promozionali (libri in sconto 360 giorni altro che legge Levi)
  11. Gente che ti dice: “Se non mi fai lo sconto vado da un'altra parte”
  12. Il marketing
  13. Quelli che ti dicono che bisogna crederci e poi, quando ci credi, fanno di tutto per demolirti
  14. I libri su come guarire i gay ( o come essere sottomesse)
  15. Quelli che ti dicono: “Che bel lavoro, chissà quanti libri leggerai!”. Ecco, no, leggevo molto di più quando facevo il cuoco.
  16. Gente che urla al cellulare
  17. Quella brutta sensazione che ti spinge a pensare che il tuo lavoro, presto, sparirà
  18. La coda fuori dal negozio che vende costosi articoli tecnologici e il sentirsi dire “questo libro costa troppo però!” e magari è un libro da nove euro
  19. Ore 16 e ore 17 (non passano mai)
  20. Clienti che in arrivano in cassa, vedono che hai venti persone da servire e siete solo in due, passano davanti a tutti, pretendono di essere serviti subito e quando chiedi gentilmente di attendere un attimo mandano mail in sede lamentandosi della maleducazione. E, ovviamente, è colpa tua.

lunedì 29 settembre 2014

Cose che amo ancora del mio lavoro

Due post in due giorni diversi. Mi sono guardato dentro e ho tirato le somme. Nel primo mi chiedo: “Cosa amo ancora di questo lavoro?” e nel secondo: “Cosa non amo più di questo lavoro?”.
Le risposte sono state meno scontate di quel che pensavo.

  1. L'odore dei libri
  2. Il desiderio di sistemare un libro fuori posto (non solo nella mia libreria)
  3. Togliere la polvere dai libri
  4. Lo sguardo felice di chi cerca un libro da tempo e, finalmente, lo trova
  5. Vedere ristampato un vecchio libro fuori catalogo
  6. Le persone che rispondono al mio “buongiorno" o “buonasera” anche solo con un sorriso
  7. I cani che accompagnano i loro umani in libreria
  8. La pausa caffè (ora diventata pausa caffè d'orzo a causa della gastrite)
  9. Le persone che tornano e dicono: “Ho letto il libro che mi hai consigliato, bellissimo”
  10. I piccoli momenti di solitudine libraria
  11. Le battute con i colleghi
  12. I clienti che passano il loro tempo a scegliere i libri
  13. Il mio settore QUEER
  14. Le proposte dei librai
  15. le chicche che ancora capita di avere in libreria
  16. la potenza della letteratura
  17. i clienti che comprano libri per i propri figli, nipoti, figli di amici ecc...
  18. Le piccole menti curiose che chiedono di avere un libro in regalo
  19. Gli Adelphi, i Bollati Boringhieri, i Guanda, i Neri Pozza, i Garzanti, i Tunuè, i Saggiatore, i Sellerio e le tante case editrici, grandi o piccole, che non posso citare per motivi di tempo e spazio
  20. La passione che, in certi momenti, riesco ancora a sentire.

giovedì 25 settembre 2014

Le cose della vita

Io sono fatto così.
Per chiudere i conti col passato ho bisogno di scrivere, ho bisogno di tempo per analizzare, sezionare, studiare, capire, accettare. Faccio così anche con il dolore. Di solito quando mi succede qualcosa di molto brutto mi chiudo in me stesso, cerco un angolo di mondo in cui rannicchiarmi, mi lecco le ferite e poi, dopo che il cuore è scoppiato e che i brividi hanno lasciato il mio corpo, la parte razionale di me si fa avanti e analizza la cosa. La passa al microscopio, cerca le cause, elabora una possibile spiegazione e poi archivia e dimentica.
È un post molto difficile, lo ammetto.
La prima cosa che mi sento di dire è che non sono una brava persona.
Sono un essere umano con i suoi pregi e i suoi difetti, non voglio passare per il “giusto” o il “santo”, ho fatto degli errori, ho provato sensazioni molto brutte, ho fatto pensieri terribili. E la consapevolezza finale è che le cose sono andate come sono andate. Punto. Che non si torna indietro e non si piange sul latte versato, che ho fatto delle scelte, giuste o sbagliate che fossero, le ho fatte. Mi assumo tutta la responsabilità di queste scelte.
Parliamo di Sedici anni, il libro che ormai dal 2012 mi fa dannare e che ho deciso, almeno per il momento, di rimettere nel cassetto. È un libro a cui tengo moltissimo ma che non ha trovato, per ora, mercato. Per mia scelta, principalmente, ma anche per scelte che non dipendono da me.
Innanzitutto devo dire che avevo l'opportunità di pubblicarlo con la casa editrice con cui ho pubblicato il mio precedente libro. Sembrava andare tutto bene, avevo un ottimo rapporto con lo staff, Un altro best seller, tutto sommato, era andato abbastanza bene. Chi è nel mondo dell'editoria sa che tutto questo è molto difficile da trovare. Io, dopo aver insistito per avere conferme sulla pubblicazione o meno del libro, ho cominciato a guardarmi intorno. Per farla breve la risposta (positiva) alla pubblicazione è arrivata e io ho deciso di rischiare, di fare un salto nel vuoto, di provare altre strade. Ho scritto una lettera di scuse, sentendomi una vera merda perché sapevo che c'era gente che si era spesa in prima persona per me, rifiutando, dopo che avevo insistito per mesi per avere una risposta positiva, la pubblicazione. Non l'hanno presa bene, la persona con cui mi relazionavo ha chiuso i rapporti, improvvisamente il cordiale rapporto è diventato di ghiaccio. Forse se qualcuno mi avesse aiutato a fare chiarezza, se mi avessero mostrato una strada alternativa, non avrei fatto questa scelta ma l'ho fatta. È stata una MIA scelta e ne ho pagato le conseguenze. Punto. I rapporti si sono deteriorati in fretta e su questa vicenda, che trovo triste nonostante tutto e di cui mi dispiace più di quel che posso dire, non aggiungo altro.
Sedici anni ha proseguito poi il suo percorso finendo fra le mani di un editore piuttosto grosso che ha definito il finale “inadatto” perché “senza speranze”. Il protagonista del mio romanzo è un ragazzo di sedici anni obeso, che porta spessi occhiali, che viene preso per il culo dalla mattina alla sera, che ha problemi a casa. È un libro sul bullismo. Cavolo. L'unica possibilità per la pubblicazione era quella di cambiare il finale. Ho detto di no, per la seconda volta. Un errore gravissimo in campo editoriale perché certe occasioni andrebbero prese al volo. Ma non io, ehi, non Marino (perché sono un coglione che vive nel mondo dell'utopia e buonanotte al secchio). Il problema è che in questo libro ci credo così tanto da aver sperato in altre opportunità. E infatti una terza opportunità è arrivata. Quando mi hanno telefonato per dirmi che il libro sarebbe uscito con una casa editrice importante del panorama letterario italiano, una casa editrice che continuo a stimare molto, ho riso come un bambino. Era gioia pura quella che provavo? Sì, era gioia. Ho chiamato mamma, e mia sorella, il mio compagno, le mie amiche e i miei amici più cari, ho abbracciato ogni singolo collega. Era il mio momento, eccolo qua, aspettato per anni, cercato disperatamente, il mio momento. La mia occasione, mi sono detto, per dimostrare qualcosa.
Per due settimane ho vissuto il sogno, gustato ogni attimo, mi sono scoperto persino ottimista.
Poi è arrivata l'altra telefonata, stavo andando con il mio compagno a fare l'aperitivo. “Gira la macchina e portami a casa” gli ho detto.
Avevano cambiato idea.
Alla fine si sono tutti arresi. Un buon libro, uno dei tanti, che però non ha mercato.
Può sembrare esagerato ma questo sogno è dall'età di tredici anni che lo inseguo. E mi sono sempre sentito inadeguato alla scrittura, mi sono sempre sentito troppo “piccolo” per l'editoria. Io che sogno di scrivere come McCarthy o McEwan mi trovo improvvisamente in un mercato editoriale molto strano, che non si fida dei suoi lettori e nemmeno dei suoi scrittori mi viene da pensare.
Dentro di me è crollato un castello di carte ma la mia reazione non è stata quella che mi aspettavo. Sono tornato, paradossalmente a credere nella scrittura, ho abbandonato l'idea di “successo”, mi sono liberato da un'ossessione.
Ho ricominciato a scrivere.