giovedì 30 maggio 2019

In treno

Bambino rivolto a madre  indaffarata con il cellulare:
"Mamma di cosa parla Pinocchio?"
"Racconta la storia di un anziano signore che fa un bambino con una sega."
Ah, il dono della sintesi...

venerdì 29 marzo 2019

Chiedi pure

Entra un signore mai visto prima:
“Ciao, senti sono in imbarazzo,  davvero. Lavoro per lo studio legale... Che è qui nel palazzo. Ho dimenticato le chiavi nello studio insieme al portafogli. A mezzogiorno devo essere in tribunale, mi servirebbero cinquanta euro per il taxi poi te li porto appena finisco.”
Cinquanta bastano? Sicuro? Ne vuoi cento? Centocinquanta? Non fare complimenti, è mia abitudine prestare soldi a gente che non conosco e che non ho mai visto prima! 

venerdì 22 marzo 2019

Rispondere o non rispondere, questo è il dilemma!



"Non rispondete mai al telefono!"
Poi tu rispondi al telefono (dalla cassa, anche, perché fra le 200 mila cose da fare c'è, appunto, quella di rispondere a un telefono che squilla in continuazione) e arriva la recensione geniale:




mercoledì 30 gennaio 2019

Conciliare il sonno

"Scusi stavo cercando Melatonina di Houellebecq"
Quando si dice: Un libro che fa dormire

Serotonina
Michel  Houellebecq
La Nave di Teseo

venerdì 18 gennaio 2019

FAME! (Da leggere all'inglese o all'italiana)


Un signore entra in libreria e mi mostra un libro autoprodotto.
"Buongiorno ho pubblicato questo libro, volevo sapere se potete metterlo in vetrina."
"Guardi temo di non avere neppure una copia del suo libro."
"Le posso dare questa."
"Mi perdoni ma non funziona così. Al massimo se il libro è distribuito ne posso ordinare una copia per la libreria."
"Allora facciamo così. Lei adesso me lo mette in vetrina, io faccio una foto da mandare a tutti i miei amici così posso dire loro che il mio libro è in vetrina in una libreria."
 Io:







martedì 15 gennaio 2019

INPS sospetta

Al telefono:
"Libreria... buongiorno sono Marino."
"Ah sì senta ma gli assegni familiari quando me li date?"
"Come scusi?"
"Gli assegni."
"Signora  temo che abbia sbagliato numero."
"Io ho chiamato l'INPS."
"No signora ha sbagliato numero, noi siamo una libreria."
"Ah no eh! Io ho fatto il numero esatto, mi hanno messo in attesa e poi ha risposto lei!"
"No signora le ripeto che siamo una libreria."
"E io le ripeto che ho fatto il numero giusto!"
Sono i poteri forti Signora. I poteri forti! La manina, Soros, la Boldrina! è colpa loro, è tutto frutto di un grande inganno! 
Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del Bianconiglio.

lunedì 24 dicembre 2018

24/12/2018

24/12/2018 ore 9.45

Cliente: "Scusi riesce a procurarmi un libro per DOMANI?"

Certo Signore, aspetti che chiamo subito Babbo Natale, lo consegneremo a mezzanotte, lei guardi sotto l'albero, mi raccomando, guardi intensamente.

E se va bene a me... BUON NATALE a TUTTE/I!

lunedì 12 novembre 2018

Tipologie di venditori


Da qualche anno ormai mi occupo dell'acquisto dei libri usati da parte dei clienti, ho individuato alcune tipologie:
  1. Quelli che portano qualsiasi cosa, dal giornale pornografico al libro sporco di urina di gatto, ragnatele, escrementi di topo, intriso di umidità e con la muffa. Di solito uso lo sguardo: "Ok ci hai provato" e il venditore in questione fa un mezzo sorriso e porta via la sua roba.
  2. Quelli che, come sopra, portano qualsiasi cosa ma quando gli dici che i loro libri sono invendibili ti rispondono che no, i loro libri sono vendibilissimi e che sei tu che non sai fare il tuo mestiere.
  3. Quelli che telefonano prima, ti chiedono cosa acquistate, tu gli spieghi nel dettaglio cosa ti interessa e cosa no, loro ti rispondono che hanno capito e poi ti portano esattamente ciò che gli hai detto di non portare.
  4. Quelli che non gli va mai bene il prezzo perché se un libro costa dieci euro e tu gli dai due euro sei un ladro. Gli spieghi che il libro lo vendi a 5 euro e non a dieci, tolti i due che dai a loro, ci metti l'etichetta (che, incredibile, ha un costo) ci perdi del tempo (che, incredibile, anche questo ha un costo) alla fine ci guadagni due euro tu. Ma no, sei lo stesso un ladro e se lo vendi a cinque euro lo devi pagare loro 4,99.
  5. Quelli che scambiano la libreria per la Caritas (e, che ci crediate o no, purtroppo mi capita di avere a che fare con un sacco di gente che ha bisogno e ogni volta mi sento una versa merda se non posso comprare loro qualcosa).
  6. Quelli che "mi dia qualsiasi cifra l'importante è che il libro continui a girare" (e io adoro).
  7. Infine quelli che, new entry della giornata, "Dai comprali lo stesso anche se non ti interessano tanto i soldi non sono mica tuoi, no?"

mercoledì 26 settembre 2018

Contro il telefono (come sopravvivere alle chiamate)


Alla domanda: "Perché non rispondete al telefono"? Alle rimostranze di chi, giustamente adirata/o, sbraita un po' meno giustamente al telefono: "Sono ore che provo a mettermi in contatto con voi" la risposta più semplice da dare sarebbe: "Non rispondiamo al telefono perché non riusciamo ad alzare quella maledetta cornetta" che, detta così, sembra un po' una scusa banale.
La verità è che in determinati periodi dell'anno, in particolare nel periodo scolastico, rispondere al telefono diventa un'impresa quasi impossibile e vi spiego perché.
La libreria apre alle 9.30, in libreria siamo al massimo quattro con la direttrice, una persona è fissa in cassa, due sono in scolastica, uno, io o il mio collega, si occupa di tutto il resto della libreria. Apro le porte e ci sono già una ventina di persone che aspettano, metto fuori i carrelli con i libri da 2 a 5 euro districandomi dalle richieste della gente. Vado in postazione, ci sono almeno tre persone che devono vendere, altri cinque sono universitari con liste infinite di libri da chiedere, poi c'è il corriere che deve scaricare i colli dei libri che poi saranno da aprire, le novità e le prenotazioni incombono su di noi, se il libro nuovo non è sul banco lo stesso giorno in cui esce la Dea dei libri nuovi ci fulminerà con il suo sguardo incandescente. Poi ci sono i clienti che hanno comprato i libri on line con spedizione del pacchetto in libreria, nel frattempo, mentre noi tutti corriamo come indemoniati che al confronto Regan MacNeil sembra una cresimanda, il telefono non smette di squillare.
Ora immaginate un telefono che squilla dalla mattina sino a sera, entriamo in libreria che il telefono sta squillando e usciamo dalla libreria che squilla ancora, cinque linee, cinque,. continuamente illuminate di rosso.
Ora, Signore e Signori, sapete che amo lamentarmi ma anche se non avessi nulla da fare probabilmente non riuscirei a rispondere a tutte le persone che chiamano in libreria. Spesso, poi, per chiedere una cosa che la voce registrata ha già ampiamente spiegato.
Non è cattiveria o maleducazione, il nostro non rispondere al telefono è sopravvivenza. Rispondiamo quando possiamo che, in questo periodo, significa quasi mai.
Abbiate pietà, guardate cosa è diventato il favoloso mondo del commercio. Non siamo più librai, non siamo neppure più commessi.
Siamo diventati degli zombie.
E io lo so che un giorno cominceremo a mangiare i vostri cervelli.

martedì 4 settembre 2018

Le figure del libraio

Cliente: "Ciao, scusa hai il libro "Mi vivi dentro"?
Io: "Non ho capito il titolo, scusa... Mi vieni dentro?"
Cliente paonazzo: "Mi vivi dentro"
Editori, vi prego, pensate anche a quei librai che, come me, sono ormai sulla via del lento declino mentale... non date titoli ambigui che poi faccio enormi figure di cacca.