venerdì 10 marzo 2017

Tondelli Mon Amour


Rileggo Pier Vitorio Tondelli per un incontro che terrò a Castiglione delle Stiviere ad aprile e rimango colpito dalla sua scrittura immediata e fresca, l’avevo domenticato, l’ho letto tanto tempo fa, mi rinnamoro immediatamente di Tondelli, delle sue pagine, della sua umanità disgraziata. E riscopro gli anni a cavallo fra la fine degli anni settanta e i novanta, rivedo tutto quello che abbiamo dimenticato degli anni ottanta, la difficoltà di dirsi, le discriminazioni violente, la droga, la periferia lenta e noiosa, Bologna, città viva, attiva, i movimenti, la politica e mi sembra tutto così lontano, così disperatamente lontano. Sto male nel rileggere Tondelli, sto male per le aspettative tradite e andate, per le vite perdute, per i sogni rimasti a metà. E mi rendo conto che ho cominciato a scrivere anche grazie a lui, grazie alla sua letteratura. Un intellettuale lontano dall’immagine classica, un giornalista curioso e intelligente, capace di una scrittura ironica, violenta, diretta, anche volgare, immediata, che si forma nella tua mente come un film.
Rileggo Tondelli e gli sono grato per avermi strappato da quel senso di solitudine che aleggiava nelle mie giornate adolescenti, lo rileggo con la consapevolezza di cosa abbia significato vivere gli anni ottanta, l’eroina, le droghe, il sesso, le lotte, l’AIDS. Finisco ogni pagina con un senso di tristezza crescente, mi chiedo se sarò mai in grado di disegnare personaggi come quelli di Tondelli, se sarò mai in grado di descrivere la vita come faceva lui. Improvvisamente il mio cuore si fa pesante. Ancora una pagina. Ancora una pagina.

martedì 21 febbraio 2017

Autrici imboscate



“Scusi ha i libri della Simbosca? (Szymborska)”
Sì, aspetta che vedo dove si sono imboscati e arrivo…

giovedì 16 febbraio 2017

Per lei qualsiasi cosa!



Al telefono
“Libreria… buongiorno sono Marino.”
“Ah buongiorno, senta sto cercando il libro… non lo trovo da nessuna parte.”
“Aspetti controllo… no purtroppo non lo abbiamo neppure noi, mi risulta essere fuori catalogo quindi non è neppure ordinabile, ho anche già controllato all’interno delle nostre altre sedi ma non ce l’ha nessuno, mi dispiace.”
“Ah e io come faccio allora?”
“O va in biblioteca oppure si arma di pazienza e lo cerca come giacenza in qualche libreria.”
“A Bologna ho già chiamato Feltrinelli e coop ma non ce l’hanno, lei ne conosce altre?”
“Certo ce ne sono parecchie, anche piccole e indipendenti…”
“Allora facciamo così, lei le chiama tutte perché io sono un po’ stanca di chiamare e quando lo ha trovato mi telefona e mi dice dove, va bene?”
E perché mai dovrei farle fare la fatica di andare a prenderlo? Vado io in pausa pranzo e glielo porto direttamente a casa! Serve altro? Una pulitina al bagno? Un massaggino ai piedi? Le lavo la macchina?

martedì 31 gennaio 2017

Che libraio ignorante!



“Buongiorno ha il Postino di Neruda?”
“Certo, lo vado a prendere.”
Consegno il libro alla signora. Lei lo guarda e poi guarda me.
“No mi scusi c’è un errore io volevo Il postino di Pablo Neruda.”
“Il postino di Neruda è di Antonio Skarmeta, non mi risulta che esista un libro di Neruda con quel titolo.”
“Può controllare a computer?”
Controllo, così è contenta.
“Il libro è di Skarmeta Signora.”
“No, no deve esserci un errore, forse non ha cercato bene. Va bene andrò in un’altra libreria.”
Colpa mia, colpa mia. Dovrei conoscere il famoso libro Il Postino di Pablo Neruda, nello scaffale è vicino a: Le lacrime di Friedrich Nietzsche, Il problema di Baruch Spinoza e Sul Lettino di Sigmund Freud…