venerdì 17 dicembre 2010

In principio era il libro

La signora mi guarda con quei suoi occhietti nascosti da un paio di occhiali con la montatura rossa, indossa una voluminosa pelliccia e io cerco di mantenere il mio spazio vitale perché il contatto con quel pelo che una volta è appartenuto a un animale vivo mi fa senso.
“Vorrei quel libro di quel giornalista che va sempre a quella trasmissione su canale cinque alle sei del pomeriggio. Ha capito quale, vero?”
Non mi ricordo più perché volevo fare il libraio.
Quando frequentavo l'università e per mantenermi facevo il cuoco fra i miei sogni c'era quello di diventare libraio, di lavorare in una libreria, magari a Bologna.
Ho cominciato dal magazzino grazie alla mia ex direttrice che è una donna molto esigente ma anche molto preparata, grazie a lei ho imparato a conoscere i libri. Il primo giorno da libraio, al servizio con il pubblico, è stato un incubo, la gente mi chiedeva autori che non avevo mai sentito in vita mia, non conoscevo nulla di filosofia (elemento abbastanza grave visto che mi occupavo e mi occupo ancora del settore di saggistica) e mi capitò un cliente particolarmente esigente che mi guardò, alla fine di quello che vissi come un vero e proprio interrogatorio, con aria di sdegno. Dopo tre giorni ero immerso nello studio di epoche, filosofi e movimenti. Sono passati quasi sei anni e ho imparato a gestire i clienti, ho avuto la fortuna di frequentare la scuola per librai di Umberto e Elisabetta Mauri, mi sono formato sul campo.
Amo il mio lavoro e cerco di svolgerlo nel migliore dei modi ma se avrete la pazienza di seguire questo blog, che non verrà aggiornato con la frequenza dell'altro mio blog ( http://perseo.blog.kataweb.it/) scoprirete come, a volte, un sogno può trasformarsi in un incubo.
“Non guardo quasi mai la televisione, signora.”
“Ma sì dai, quel giornalista che va a canale cinque.”
“Signora non guardo la televisione.”
“E cosa fa nel tempo libero?”
Respiro profondamente.
Uno, due, tre, quattro...
“Può darmi qualche elemento in più signora?”
“Ah non lo so mica, mi sono addormentata mentre guardavo la televisione, quando mi sono svegliata c'era quel giornalista lì.”
“Ma il libro di cosa parla?”
“Boh di una cosa che ha scritto.”
“Non ricorda neanche la copertina?”
“Ah non l'hanno mica fatta vedere, ho solo sentito che dicevano libro e poi hanno inquadrato il giornalista.”
“Quindi non siamo neppure sicuri che abbia scritto un libro, giusto?”
“Ah, se non lo sa lei che è un libraio.”
Davvero, un incubo.
Marino Buzzi

1 commento:

  1. Lucia Capparrucci31 maggio 2011 20:26

    Finito! Dal più recente questo fatidico primo post, senza oltretutto perdermi gli aggiornamenti.
    Sei un assoluto genio (libraio) del male, ho riso davvero tanto, grazie di cuore per queste tragicomiche cronache.

    Un saluto
    Lucia

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