giovedì 24 febbraio 2011

L'arte di scendere le scale

Fra le cose che adoro della libreria ci sono le scale.
Scenderle, con pile di libri fra le mani, scansando clienti che ti chiedono: “possono chiedere” senza darti alternativa alcuna se non quella di farti venire un’ernia per lo sforzo, cercando di non inciampare in cani o bambini, è diventata una vera arte.
Fra le discese memorabili ricordiamo:
Discesa alla Lady Gaga: io con una pila di libri a tematica GLBT fra le mani che scendo ballando Poker face.
Discesa “Modello numero 5, Giuditta!” sfilata di moda con i libri sulla testa per mantenere il portamento.
Discesa: “Ma chi me lo ha fatto fare potevo usare l’ascensore”, libri davvero molto pesanti.
Discesa: “Librai che odiano i clienti”, un muro di ragazzini e ragazzine che non hanno nessuna intenzione di lasciarti lo spazio per passare.
Discesa alla Rossella O’Hara, mano sulla fronte, sguardo addolorato, urlo da attrice americana degli anni ’30 e caduta con stile.
Discesa alla Tania Cagnotto, caduta con doppio avvitamento, rovesciato in avvitamento con finale in carpiato.
Marino Buzzi

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