lunedì 25 aprile 2011

Guarda come dondolo!

Barcolla sino al settore di fotografia, si pianta li davanti con lo sguardo perso, piega un po' le ginocchia e poi comincia a dondolare.
Dondola, dondola, dondola.
Va prima indietro e poi avanti.
È flessibile, però, ogni volta che va indietro penso che si sfracellerà al suolo e invece niente, ginocchia piegate, schiena inarcata e avanti e indietro.
Se lo faccio io mi spezzo in due, ho giocato con mia nipote a xbox 360 ieri sera e oggi sembro l'uomo di latta!
Mi allontano per servire un cliente, è il 25 aprile dovrei essere in giro a cantare Bella ciao, invece sono qui a far da balia ai libri.
Torno nella sala d'arte, il tizio è ancora lì. L'ho riconosciuto, una volta è andato nel settore di cartoleria e ha cominciato a sniffare la colla.
La nostra colla!
Lo guardo da lontano, lui, a un certo punto, si siede su uno degli sgabelli della libreria e... si addormenta.
Mi avvicino:
“Scusa.... ti senti male? Devo chiamare qualcuno?”
Lui fa un balzo.
“No, no... sto bene, è che ho lavorato troppo ieri sera.”
Ah è questa la scusa ufficiale eh? Si dice così adesso? Mo me la segno, non si sa mai che mi torni utile...

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