venerdì 8 aprile 2011

Il cliente capro espiatorio

Mi vede da lontano, subdolo bastardo, con quegli occhietti sempre sfuggenti, nascosti da quegli occhialini da saputello. Avanza titubante, mani conserte dietro la schiena, già suda, lo vedo, con quel modo di camminare che mi ricorda una papera che esce dallo stagno.
Viene tutti i giorni. Pioggia, neve, cataclismi di ogni genere, invasione dei marziani. Nulla gli può impedire di venire a fare il suo giro in libreria.
È il cliente capro espiatorio.
Ogni libraio ha il suo cliente capro espiatorio, qualcuno da detestare senza nessun motivo.
Non ha fatto nulla, è sempre gentile eppure io lo detesto.
È una questione chimico fisica, probabilmente,l’unica realtà, l’unica verità scientifica sino ad ora provata, è che mi sta sulle balle.
Non è mai diretto, gira un ora per la libreria prima di chiedermi libri che, regolarmente, non ho e che, secondo me, neppure esistono. Ha questa vocina da lecchino ma quando gli dico che il libro non c’è i suoi occhi rivelano l’anima bastarda che ha dentro. Quegli occhi mi dicono: “Mi stai sfidando, vero? Dillo che mi stai sfidando!”
Lo detesto e lui lo sa.
So che mi può leggere nella mente, so che può vedere le immagini di io che lo spingo in una botola insieme a Vespa e Pippo Baudo e lo lascio lì ad ascoltare la storia, con tanto di plastico della casa di Garibaldi, dell’unità d’Italia.
È un Gremlins, non è un uomo, è un dispettoso Oompa-Loompa della fabbrica dei libri.
Visto che è un capro espiatorio… speriamo almeno che se lo mangino per Pasqua!

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