sabato 9 aprile 2011

Il "pacco" sospetto

I due poliziotti parcheggiano l'automobile sul marciapiedi davanti all'entrata della libreria, uno scende e si allontana, l'altro rimane per deviare il traffico umano delle persone che vogliono passare da lì. La direttrice esce per chiedere spiegazioni e il poliziotto, candidamente, le dice che devono controllare un pacco sospetto.
UN PACCO SOSPETTO????
E chi lo avrà mandato? Gheddafi? Al quaeda? Bondi?
Ma che si mandano pacchi sospetti così? E poi, con tutti i luoghi “sensibili” ad attentati proprio vicino a una libreria lo mandano?
Sarà mica stato il cliente capro espiatorio, vero? Brutto bastardo!
Già mi vedo la scena di lui che va in posta:
“Scusi dovrei spedire questo pacco sospetto!”
“Bene la tariffa per i pacchi sospetti è stata alzata per disincentivare gli attentati.”
Bastardo!
Quando ho deciso di fare il libraio non sapevo che mi sarei ritrovato a vivere una vita così avventurosa, sono il libraio 007, Bon. Molto Bon!
Aliti cattivi, clienti isterici, sottoscorta da un milione di pezzi. E adesso pure un pacco sospetto. Non mi ferma nessuno!
La collega memoria di ferro mi guarda:
“Non sarebbe il caso di far evacuare il locale?”
Amo questa donna! E pensate a che suono dolce ha la parola EVACUAZIONE.
Mi fa sognare ad occhi aperti, tipo io che esco dalla libreria in una splendida giornata primaverile, durante l'orario di lavoro, mentre, alle mie spalle, la libreria crolla!
Il poliziotto entra in libreria:
“Tutto a posto! Falso allarme!”
Ma come falso allarme? Ma che si fa così? Si illudono le persone a questo modo?
Io già mi pregustavo un gelato in centro con le colleghe presenti a sparlare di qualche altro collega assente e questo mi viene a dire che è stato un falso allarme?
Non esistono più i pacchi sospetti di una volta!

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