martedì 12 aprile 2011

Pessimismo e fastidio

Subisco l'ennesimo viaggio in treno in stile carro bestiame con l'aggravante di un'intera classe di terza liceo. Ragazzine troppo truccate per la loro età, ragazzi con mani e piedi grandi, foruncoli in faccia e ormoni in subbuglio. Fanno a gara, ragazze e ragazzi, a chi urla più forte, le loro voci si sovrastano. Alla fine del viaggio non ho sentito una sola frase di senso compiuto che meritava di essere pronunciata. Si scattano foto, si mettono in presa diretta su youtube e su facebook. Sorridono e ridono.
Sono le sette e mezza del mattino, ma che avranno questi da essere così felici? Io ho ancora la piega del cuscino sulla faccia e qualche pelo della mia gatta in bocca, vorrei già essere morto, figuriamoci ridere.
Se capissero qualcosa, questi giovani baldanzosi, sarebbero tutti depressi e/o in fuga dal paese. Ma sono ragazzi e il mondo appare ancora bello ai loro occhi.
Non li capisco, non sono mai stato ragazzo.
Cioè giovane si, ancora ora, ma ragazzo, mai!
Comunque ne riparliamo fra una decina d'anni quando nei loro sguardi sarà scomparsa quella luce piena di speranza e le loro schiene saranno piegate dalla fatica della vita!
AH AH AH AH! (Risata crudele)
In libreria, per una volta, torno di buon umore.
Una signora guarda schifata i libri su Berlusconi e mi dice:
“Lo vedo sin troppo alla televisione, perché dovrei anche comprare un libro su di lui?”
Sorrido, vorrei abbracciarla, la giornata è salva.
Ma la mia schiena è ancora piegata!

2 commenti:

  1. Ringrazio il cielo per non dover più prendere il Napoli-Roma-Venezia. Carro bestiame. hai usato la parola perfetta. Capisco l'epopea del viaggio!

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  2. Ho viaggaito per anno anch'io, vedo che la condizione dei pendolari è solo peggiorata

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