mercoledì 27 aprile 2011

Un libro di troppo

Immaginatemi come un boxeur, con quei meravigliosi pantaloncini, quelle scarpe molto fetish e degli splendidi guantoni rosa pieni di swarovski. Ho un libro in mano, un libro di religione, tanto per cambiare, e una parete strapiena, così piena che non ci entra più nemmeno uno spillo. Ci sono già troppi titoli di faccia, non ho né l'opportunità di rendere né di far scorrere altri testi in spazi liberi. Rimango inerme davanti alla parete, il libro deve entrare, non ci sono (è proprio il caso di dirlo) santi.
Così comincio a spingere e le persone che si affacciano alla saletta vedono un libraio sull'orlo di una crisi di nervi che si getta con tutto il peso del corpo, nemmeno stesse ballando una canzone dei Nirvana, contro il libro per fargli spazio fra gli altri testi, e, mentre prova anche con mosse di karate, dice cose del genere: “Entra bastardo! Lo so che ci stai... dai un altro po' e ci siamo... ce la possiamo fare, vedrai che ce la fai!”

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