sabato 7 maggio 2011

Libraio lascivo

Ora, diciamocelo, è di nuovo sabato e io non sono pronto. Ho dormito quattro ore e, alla veneranda età di 35 anni, vi assicuro che è decisamente una cosa contro natura. Ho preso il solito treno, ho ammiccato al manzo che vedo ogni mattina e che legge lo stesso libro da sette mesi. Giuro, è allo stesso punto da un lasso di tempo così lungo che ormai conoscerà a memoria i punti e le virgole. Però indossa delle tute da ginnastica che mettono in risalto ogni muscolo del corpo quindi anche se non è molto intelligente direi che ci passiamo sopra.
Ho già mangiato due paste a colazione, una al cioccolato e una al miele, prendo quella al miele perché mi da l'impressione di “naturale” e mi sento meno in colpa per aver mangiato anche quella al cioccolato. Il senso di colpa si trasforma, giorno dopo giorno, in strato adiposo che va a depositarsi sui miei fianchi e sulla mia pancia. Le maniglie dell'amore, nome idiota visto che tutto sono tranne che un richiamo sessuale, sono più accentuate sul lato destro. Non chiedetemi perché, sono i misteri della fede, immagino.
Comunque, non divaghiamo, dicevo che è sabato e io già non sopporto nessuno. Però guardatela, lei, qui nel video.

Ma se potessi venire al lavoro vestito così, almeno il sabato, secondo voi non sarei il libraio più felice del mondo?
Immaginate la scena, tipo io che apro l'armadio, scelgo la parrucca, le scarpe e il vestito, libero la truccatrice che tengo nello sgabuzzino, mi faccio truccare e, lungo tutto il tragitto ballo e canto. Quando arrivo in libreria non ci sono i soliti colleghi maschi che, diciamocelo, sono tanto dei bravi ragazzi e dei bravissimi librai ma che azzerano, immediatamente, la mia libido. No, diciamo che li congediamo il sabato, gli diamo la libera uscita e al loro posto mettiamo i ballerini del video. Io passerei tutta la mattina a usarli come sgabelli per prendere i libri dagli scaffali più alti. Li luciderei con lo Chante Clair, che so, li userei come macchinetta del caffè!
Invece niente!
La vita è terribilmente ingiusta, voglio essere la Lady Gaga dei librai!

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