venerdì 22 luglio 2011

10 cose che odio della scolastica

1) I clienti che si fermano alla mia postazione e mi chiedono: “Scusi posso chiedere a lei?” e io: “Certo dica pure!” e loro (consegnandomi un foglietto di carta scritto a mano dal figlio o dalla figlia in cui non si capisce nulla) : “Avete questo libro?” e io (dopo aver decifrato il titolo): “Si tratta di un libro scolastico… deve andare infondo nell’ultima sala e chiedere ai colleghi” e loro, guardandomi male mentre si accomodano in scolastica: “Per fortuna che gli avevo chiesto se potevo chiedere a lui…”
Tesoro ho la sfera di cristallo? Come posso sapere, in anticipo, che genere di libro stai cercando?
2) Gli stessi clienti di prima che tornano alla mia postazione incavolati e con voce alterata mi dicono:
“Senta! Di la c’è una gran fila, io voglio solo sapere se il libro c’è o meno!” E come gliela spieghi la cosa? Che i libri di scolastica, in questo periodo, li possono vedere solo da magazzino? Che sono gli incaricati che conoscono alla perfezione tali libri? Che c’è una fila da rispettare e non vedo perché dovrei far passare loro davanti agli altri clienti che stanno aspettando diligentemente in fila? Quando provo a spiegare questi problemi l’obiezione di solito è: “Ma io ho preso un permesso dal lavoro per venire qui”.
Ma tuo/a figlio/a dov’è? In vacanza? In piscina? A rifarsi le unghie? Non può venire lui/lei a prendere i SUOI libri?
3) I clienti che si siedono sui libri e quando fai notare loro che non sono degli sgabelli ti rispondono: “Eh ma gli sgabelli non ci sono!”
Ah, be’, allora…
4) I clienti che tornano arrabbiati dal settore scolastico e se la prendono con te che non c’entri nulla e quando glielo fai notare loro si arrabbiano ancora di più e tu gli chiedi, in modo gentile, se vogliono parlare con la direttrice e loro ti mandano a fare in culo.
5) I clienti che ti telefonano e ti chiedono informazioni di scolastica e tu gli dici che gli devi passare il settore ma che ci sono già altre due telefonate in attesa e la fila al banco e che forse e meglio che telefonino più tardi e loro: “No, no… mi metta in attesa!” E quando cade la comunicazione ti richiamano e ti dicono: “Ma che modi sono? Mi ha messo in attesa…”
E io sono sempre più confuso, lo devo ammettere!
6) Gli annunci vocali della collega Sergente istruttrice che ti invita ad andare al punto informazioni in saggistica e tu la chiami e le fai presente che non ti sei mai mosso e lei ti risponde che lei sta lavorando.
Io invece sto prendendo il sole…
7) Dover ripetere la stessa frase un milione di volte al giorno: “Per la scolastica deve andare nell’ultima sala infondo sulla destra al banco!”
Potrei provare a fare come il nano di twin Peaks, parlare al contrario: “Rep al acitsalocs eved eradna amitlu’llen alas odnofni allus artsed la ocnab!”. Ok mi vestirò di rosso.
8) I ragazzini che arrivano con centinaia di libri da vendere e poi, quelli che non gli hanno acquistato, li lasciano in giro per la libreria e poi chiamano le madri dicendo che “quei bastardi” della libreria non glieli hanno comprati e che loro sono “stanchi” e vogliono andare al “bar con gli amici”.
E io dietro come un operatore ecologico a raccogliere quello che seminano lungo la strada.
9) I clienti che ti danno la lista dei libri scolastici e tu glieli cerchi e glieli porti e loro ti dicono: “Ah ma volevo solo sapere se li avevate!” e se ne vanno felici e contenti.
10) In realtà io odio tutto della scolastica
Così facciamo prima

3 commenti:

  1. Mi fai morire dal ridere! Da quando leggo il tuo blog, ogni volta che entro in una libreria, osservo con curiosità l'atteggiamento di chi ci lavora!

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  2. IO ODIO le famigerate liste dei libri: 20-25 ragazzi che vengono tutti a chiedere gli stessi testi. E quando gli dici che li devi ordinare ad altre biblioteche perchè la nostra UNICA copia è in prestito (a volte, a onor del vero, all'insegnante della lista che ha sequestrato i libri da tre mesi)si scavolano e dicono che loro non hanno tempo perchè devono partire per le ferie. La risposta sorge spontanea: "Venire una settimana prima era un peccato capitale? Esistono anche le librerie!(E I LIBRAI FILOSCOLASTICI...)", ma è sostituita da un diplomatico: "Se non va in un posto sperduto forse una biblioteca la trova anche in ferie." Sottotesto: "Almeno lì avrà tempo."

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  3. Mi viene voglia di venire in libreria a chiederti "scusi, posso chiedere a lei?" per vedere che faccia fai!

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