sabato 2 luglio 2011

Con la dolcezza si ottiene tutto

Sono convinto che occorre parlare a questi ragazzi. Occorre farlo per comprendere le nuove generazioni, perché, dietro quegli occhiali a specchio e al di la' di quelle creste di gallo piene di gel, c'è il cuore di un ragazzino spaventato e confuso. Sì, questi ragazzi che ogni giorno affollano la libreria in cerca di libri che sono obbligati a leggere e che sostengono che “da grandi” non leggeranno mai più un libro in vita loro, vanno capiti. Vanno accolti, ascoltati. Bisogna parlare con loro. Magari strappandogli dalle orecchie le cuffiette dell'ipod che non si tolgono neppure quando chiedono informazioni. Ti guardano inebetiti con questa musica idiota sparata a palla nelle orecchie e tu le puoi vedere le sinapsi sotto acido che si scontrano nei loro cervelli al suono della “musica” house.
Bisogna andare oltre questi pregiudizi, abbattere le barriere generazionali. Io sono certo che se si riesce a strappargli via queste cuffiette e il cellulare e l'ipod e quel microchip che gli hanno impiantato nel cervello alla nascita, quello con la dicitura MTV in basso, allora si può raggiungere un livello di comprensione reciproca. Non occorre essere chiusi e intolleranti verso questi ragazzi che, dopotutto, non hanno scelto loro cosa leggere e quindi neppure di essere qui in libreria.
Mi avvicino a un gruppetto di bulletti che sembrano usciti da un esperimento di laboratorio sui gemelli, uno di loro gioca con un accendino.
“Scusa potresti smetterla di giocare con l'accendino?”
“Non sto mica facendo niente di male.”
“No, però, vedi... sei in una libreria e ci sono molti libri...”
“Apposta ho l'accendino.”
Ridacchia.
“Guarda c'è un sistema antincendio estremamente sensibili, se rivela calore eccessivo o fumo si mette in azione.”
“Non sto dando fuoco a niente.”
“Mi sentirei più tranquillo se la smettessi di giocare con l'accendino.”
“Non sto facendo niente.”
“Ok, non stai facendo niente ma puoi mettere via l'accendino?”
“No.”
“Puoi mettere via l'accendino?”
“No.”
“Metti via l'accendino.”
“No.”
Lo guardo, mi guarda.
“ Hai tre secondi per mettere via l'accendino poi ti sbatto fuori dalla libreria e qui dentro non ci metti più piede, sono stato chiaro?”
Ha messo via l'accendino.
Visto? Con le buone maniere, il dialogo e la dolcezza si ottiene tutto!

1 commento:

  1. Ho la contromisura: da noi ogni giorno un clone dimentica una cuffietta nell'attacco dei nostri pc degli utenti. E le cuffiette puff...spariscono e ricompaiono magicamente in fondo a un cassetto dimenticato. Prima o poi al mondo finiranno le cuffiette e allora i loro cervelli potranno tornare a respirare un po' di vita dalle orecchie! L'altra sera passavo in strada a Trento...e ridevo con mio marito al sentirci vecchi decrepiti (nemmeno nel mezzo del cammin di nostra vita) circondati da torme di ragazzi tutti vestiti uguali, tutti con le stesse pettinature, tanto che a ogni angolo aguzzavo la vista perchè mi sembrava di vedere il mio fratellino. Eppure questo fare il giro al Sass (così si chiama il nostro struscio in città) dimostra che hanno bisogno di incontrarsi, di toccarsi, di verificare di esistere al di fuori della realtà virtuale. E questo dà un minimo di speranza!

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