sabato 9 luglio 2011

Dalle ferie... con furore!

Il vostro libraio preferito (Ma daiiiii! Sono io!) si gode la sua meritata vacanza in una parte imprecisata del paese Italia e, fra una siesta e uno spuntino, fra una partita a carte e una passeggiata, ha trovato il tempo di... entrare in libreria.
Oltrepasso la soglia della libreria non da libraio ma da cliente.
Entro e cerco di capire quale ordine abbiano i libri. Saranno in ordine per autore? Per editore?
Ci perdo dieci minuti e capisco che in questa libreria non c'è nessun ordine predefinito, tutto è lasciato al caso. Ok. Narrativa insieme alla saggistica, manuali insieme ai libri per ragazzi. D'accordo, nessuna distinzione, saranno almeno in ordine d'autore?
No.
Comincio, d'impulso, a raddrizzare le pile dei libri sotto lo sguardo allucinato del mio compagno, ci manca poco che chieda agli altri avventori della libreria se posso aiutarli.
Ok, ok riprendo il controllo di me.
Ma questo libro ce l'avrò in libreria? Ma che testi ha questa? Sono quasi tutti economici, nessuno scrittore di “catalogo”, solo titoli estremamente pubblicizzati.
La libraia è seduta in cassa e sta leggendo il libro della Avallone.
Sorvoliamo sulla scelta del libro, ognuno, per quanto masochista, ha il diritto di leggere ciò che vuole. Però vedere un libraio ( o, in questo caso, una libraia) farsi gli affaracci suoi ignorando completamente i clienti non è molto piacevole. Io i libri li leggo a casa, in treno, in campeggio, di certo non in libreria. Ho troppe cose da fare per leggere. Mi avvicino, eccomi, finalmente posso fare il cliente rompicoglioni!
“Ciao scusa sto cercando un libro di cui non ricordo il titolo ma so com'è fatta la copertina se può servire!”
Che meraviglia, è una vita che volevo farlo, eccomi, guardami, sono il tuo incubo, il tuo cliente rompiballe, sono qui per te! Dai guardami male, fallo per me, dammi mentalmente del cretino.
Invece lei niente, neppure alza lo sguardo.
“Se non hai il titolo non posso aiutarti.”
La guardo dall'alto verso il basso.
Tesoro, tu non sai proprio con chi hai a che fare.
“Ah...”
Lo hai voluto tu, è guerra.
“Signorina ha un libro che si intitola A sangue freddo?”
Lei sbuffa e appoggia il suo libro sul banco. Eccolo, finalmente, quello sguardo.
“Autore?”
Mi chiede
“Autore?”
Ripeto
“Sì, l'autore del libro.”
“No, mi scusi, gestisce una libreria e non sa chi è l'autore di A sangue freddo?”
“Non gestisco niente, sono una dipendente.”
“Capote, signorina.”
“Con la “e” finale?”
“Sì, con la “e” finale.”
“Non ce l'ho.”
E torna a leggere il suo libro.
Io prendo fuori dal mio zainetto un block notes e comincio a girare per la libreria facendo finta di prendere appunti, lei nel frattempo serve malamente un'altra signora. Io mi faccio vedere attento e continuo a far finta di scrivere. Lei mi guarda male, forse ha capito, forse ha compreso che sono io, sono il cliente misterioso!
Ovviamente io NON sono davvero il cliente misterioso ma è ciò che voglio che lei pensi.
“La posso aiutare?”
Mi chiede a questo punto, si è fatta più gentile, mi sorride anche.
“No, grazie, ho già avuto tutte le informazioni che mi servivano.”
Ed esco dalla libreria con un ghigno malefico sul volto.
È bello, per una volta, essere un odioso cliente piuttosto che un distratto e assente libraio.



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