mercoledì 26 ottobre 2011

Cervelli formato bignami

Sorrido senza riuscire a nascondere uno sguardo provocatorio:
“Si, sono costosi, purtroppo...”
In realtà vorrei rispondere: sì, sono costosi, è vero. Sono libri sui quali tuo/a figlio/a studierà, su questi libri comincerà a conoscere il corpo umano, grazie a questi libri, spero, un giorno, scoprirà nuove cure o salverà vite umane.
La scena a cui mi capita sempre più spesso di assistere riguarda genitori e/o figli che rimangono stupiti i primi davanti al costo dei libri universitari, i secondi davanti allo spessore degli stessi.
Ora, non per essere polemico, ma voi mettereste mai la vostra vita nelle mani di un medico che ha studiato su un bignami? Perché è questo che mi sento chiedere da un po'!
Ci sono ragazzi e ragazze che scelgono di frequentare università impegnative come medicina, veterinaria, odontoiatria ecc... Si presuppone, dal momento che hanno fatto una scelta del genere, che sappiano a cosa stanno andando incontro.
Invece no.
Non lo sanno loro e non lo sanno i loro genitori.
Ma se quest'ultimi, per carità anche con ragione, si lamentano spesso dei prezzi dei libri (credendo che li facciamo noi librai, fra le altre cose) gli/le studenti si lamentano della difficoltà dei testi o delle tante pagine da studiare.
Non si offenda nessuno ma non è che siamo obbligati tutti ad avere una laurea. Voglio dire, se non te la senti di studiare puoi fare la dignitosissima scelta di andare a lavorare. Fra le altre cose ho amici che svolgono lavori definiti “manuali” che guadagnano molto di più di alcuni laureati, sono persone coltissime con interessi che spaziano in diversi campi. La cultura non è certo prerogativa dei laureati.
Ma se decidi di iscriverti alla facoltà di medicina, poi, non puoi lamentarti che devi studiare anatomia umana. Non puoi guardarmi con occhi sbarrati e chiedermi: “Scusa ma non ha una riduzione di sto' libro?”. Che farai quando ti troverai Vis-à-vis con un paziente?
E mo basta, eh? Mo me so' stufato, eh? Guardate che mo me artero, eh?

9 commenti:

  1. Spiace, invece io concordo con chi si lamenta. Spendo 3/400 euro di libri tecnici l'anno (il che vuol dire 5 o 6 libri, non un bancale...). Non stiamo parlando di roba che improvvisamente mi trasforma in un genio, e ho finito per preferire le versioni in inglese, che quelle tradotte spesso sono pietose. Senza contare che la tecnologia avanza, per cui la mia libreria tecnica ha un'obsolescenza media di 4 anni. Francamente, 140.000 lire (scusa, metto le lire che fanno più effetto) non sono poche, anche se ultimamente mi danno i CD in allegato, che regolarmente, come prima cosa, butto.

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  2. Perdonami otluca ma 400 euro di libri l'anno, da un mio punto di vista, bnon sono tanti. Ovviamente ognuno spende in base alle proprie possibilità. Io sto parlando, comunque, di libri universitari che servono alla formazione dello studente. Se fai medicina devi aspettarti che i libri siano libri corposi e, purtroppo, anche costosi.

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  3. Ma da quando i genitori comprono i libri per i figli studenti universitari....io non mi sono laureato nel giurassico (nel 2004) ma nessuno dei miei compagni di corso ha mai mandato i suoi genitori a comprare un testo universitario.

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  4. Simone vedo più genitori in libreria che universitari...

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  5. interessante...speriamo che quando questi medici inizieranno ad esercitare non si porteranno pur ei genitori in ambulatorio???

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  6. Mi auguro che quelli che non han voglia di leggersi i temuti tomi non superino lo sbarramento degli esami! Altrimenti ho capito perchè sono così tanti i medici che distribuiscono antibiotici come caramelle...

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  7. vero è che non si può studiare sui bignami, però è anche vero che è assurdo che i libri non si possano praticamente più comprare senza svenarsi, c'è pure chi vuol fare il medico ed è figlio di disoccupati... la gente si lamenta perché è indecente che non ci sia un minimo di supporto anche economico per chi vuole studiare.

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  8. Giustissimo, il punto è che il post non parlava di questo (Sacrosanto peraltro, ma i soldi per questi libri, ma chi ce li ha?) ma del fatto che gli studenti ci rimangano male non del prezzo, che a loro non tange, tanto della mole del libro. E che cavoli, ma lo sai che in università si studia, o ci vai per passare il tempo? No, perché la cultura per endovena, o mangiando caramelle, non se la fa nessuno, peggio poi se si tratta di futuri medici e non di futuri dottori in lettere, che se non hanno studiato invece di rifilare a chi li ascolta qualche castronata, che si vive lo stesso, rifilano qualche medicina sbagliata, e rischiano che chi li ha ascoltati alla fine..non vive più!
    Se ti fa impressione studiare, scusa, ma a sto punto veramente, vai a lavorare o fai altro, mica c'è solo quella di facoltà.... Se poi si parla di prezzi, allora va be', sono la prima a dire che sono indecenti, e che ci dovrebbe essere un aiuto per chi vuole studiare.

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