giovedì 6 ottobre 2011

Ne resterà uno solo (e potete scommetterci la testa che sarò io!)

Scena quotidiana: io accerchiato da almeno dodici persone, tutti con liste di libri per l'università.
Il cliente (o la cliente) di turno mi consegna la lista dei libri (mi va di lusso quando è scritta a computer o hanno fatto la stampa dei libri direttamente dal sito dell'università. Spesso i titoli sono scritti a mano, sono del tutto errati o approssimativi). Io cerco i libri, schizzo da una parte all'altra della libreria, bestemmio in aramaico quando non riesco a trovarli o quando sono fuori posto, li trovo, li porto al simpatico universitario che nel frattempo sta parlando del Grande fratello o della partita di calcio della squadra del cuore, e mi sento dire: “Ma non li hai usati?” oppure “Ah ma volevo solo sapere il prezzo!”.
Ok, immaginate la mia trasformazione: ho la bava alla bocca, gli occhi che esplodono, il fumo che esce dal naso, sono diventato completamente verde e i miei denti sembrano lame aguzze.
Sarebbe cortesia, almeno, assicurarsi prima se la libreria ha testi usati oppure, almeno, dire subito che vuoi solo sapere i prezzi così evito di rotolare per la libreria come una pallina del flipper per accontentare le tue esigenze.
Altra scena che accade spessissimo: come sopra, mi chiedono i libri, li vado a cercare, li trovo, li porto alla postazione, li metto in mano al giovane cliente e mi sento rispondere: “Li posso venire a prendere un altro giorno? Non ho i soldi!”.
Come se io andassi in un negozio di scarpe, mi provassi tutti i modelli del negozio e poi dicessi al commesso: “Scusa puoi mettermi da parte queste che torno un altro giorno a comprarle?”.
Spesso è successo che ho messo libri da parte e poi nessuno li è più venuti a ritirare e quando ho telefonato per sapere se erano ancora interessati al testo la risposta è stata: “Eh ma li ho già comprati da un'altra parte”.
Ma che mi pigli per i fondelli?
Ok, ok, adesso mi calmo. Giuro. Ecco, sono calmo. Sì, sì. Calmissimo.
Al prossimo che mi dice che voleva solo sapere il prezzo gli taglio via la testa stile Highlander. Tanto, per quel poco che ho potuto vedere, non gli serve a molto...

5 commenti:

  1. Oddio, il titolo mi aveva fatto pensare ad un reality! Simona Sventura presenta: "La libreria dei famosi". Riuscirà il nostro libraio preferito a sopravvivere alle nominatiosn dei clienti balordi? Io parteggio per te!

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  2. Mai sentita una sciocchezza simile! Non è vero che gli universitari dell'era del Grande Fratello non usano la testa: se li decapiti dove possono appoggiare i loro berretti trendissimi?!?! E la cresta da porcospini?!?!? E' vero che potrebbero comunque passare i provini per entrare nella Casaaaaaaaaa...

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  3. Ma specificare che si vuole solo sapere il prezzo PRIMA sembra così difficile?? A parte che... per un'informazione del genere credo che io proverei a informarmi su internet, prima di rompere le palle per niente a qualcuno che sta lavorando...

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  4. Per usare internet c'è bisogno di un organo presente in mezzo alla cresta da porcospino e il piercing al naso... questi mi sembra ne siano sprovvisti ;)

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  5. Complimenti per il blog, l'ho letto quasi tutto e devo dire che sei un grande.
    Leggendo le tue (dis)avventure m'è venuta in mente una scena al dir poco triste...
    Luogo: festa del libro (aka capannone da sagra)
    commessa: l'ho soprannominata "tette con le gambe" (penso che già qui si possa intuire qualcosa)
    scena: il sottoscritto s'avvicina alla commessa e le chiede se avevano "La nausea" di Sartre
    risposta: "non so (iniziamo bene!!) prova a guardare nelle ultime uscite magari lo trovi (???)"...
    volevo risponderle: "c'ha ragione, mi scusi, di sicuro lo troverò tra il libro di un pirla del grande fratello e il libro dell'ultima love story tra un calciatore ed una velina"...no comment che è meglio...

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