venerdì 18 novembre 2011

Le scuse più famose usate dai clienti frettolosi per passare davanti agli altri (parte prima):

  1. “Guardi c'ero prima io, ero nella saletta accanto che guardavo un libro.”
  2. “Mi perdoni ho fretta, devo prendere un treno.”
  3. “Guardi ci metto un secondo.” (E tira fuori una lista di cinquanta titoli.)
  4. “Posso passare avanti io? Credo che mio marito stia per avere un infarto!” (Mentre il marito finge di stare male.)
  5. “Mi perdoni ho lasciato mio figlio in macchina, al sole con i finestrini chiusi!” (Questa funziona bene d'estate.)
  6. “Ho lasciato la salsa di pomodoro sul fuoco!”
  7. “Mi sono appena ricordato di non aver chiuso il gas.”
  8. “Devo solo chiedere un'informazione.” (E tira fuori la solita lista di cinquanta titoli.)
  9. “Soffro di agorafobia, potrei avere un attacco di panico!”
  10. “Guardi ho telefonato e una sua collega mi ha assicurato che sarei stato servito per primo!”

14 commenti:

  1. Quella del bambino in macchina te la sei inventata vero? Dimmi di si ti prego...

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  2. Ti lascerò crudelmente nel dubbio :)

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  3. omiodddio!
    l'ultimo è quello che mi sta più sulle balle! :)
    (e poi ci spacciamo per comunisti, in emilia romagna)

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  4. Quelli che si dichiarano fans del libraio hanno diritto di precedenza? In caso affermativo, come fai a individuare i seguaci veri da quelli farlocchi, che vogliono solo passare avanti? C'è un quiz da fare? Oppure interrogazione orale?

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  5. Dopo i casi recenti di decessi di bimbi abbandonati in macchina sotto al sole forse a utilizzare la scusa n. 5 si rischierebbe il linciaggio...a qullo della 1. bisognerebbe dire che doveva prendere il biglietto col numero; al 2. che tanto Trenitalia fa sempre ritardo;
    al 3. e all'8. (endemici anche degli sportelli bancari e postali)va praticata subito la presa vulcaniana di Mr. Spock; il marito della 4. lo si fa stendere subito e portar via da un'ambulanza (moglie compresa); al 7.: "Allora corra subito a farlo, non si sa mai!"; il 9. lo si accompagna fuori o se vuole può approfittare dell'ambulanza del n. 4 (alternativa: lo si schiaffeggia per calmarlo); al 10. insinuare il dubbio di aver sbagliato numero e parlato in realtà con la cameriera della vicina tavola calda. (Tenere comunque sempre una scacciacani a portata di mano).

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  6. Ma almeno alcuni si sforzano di trovare una scusa! dopo un bel po´di tempo fuori dall´Italia la mia prima visita in libreria mi ha subito ricordato la invetereta arte italiana di saltare le file senza nemmeno inventarsi una scusa....per il povero malcapitato oltre il rimbrotto c´e´stato pure la lunga attessa per fare i pacchetti (completamente inutili) dei 5 libri che avevo acquistato!

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  7. Uhmmmmm... A parte le situazioni tipo la 4 e la 9 con cui risolvi con "le chiamo un'ambulanza", per la 5 "chiamo la polizia", per la 6 e 7 "chiamo i pompieri" e la 10 "torni quando c'è la mia collega con cui ha parlato", per le altre situazioni potrebbe basta un semplice "spiacente ma ho fretta, devo correre a casa a prendere gli antipsicotici che ho scordato di prendere stamattina. Sa, stò diventando un po' nervosetto e mi servono proprio il prima possibile".
    Funzionerebbe?

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  8. Tutta questa fretta...invece di starsene semplicemente a contemplare il Libraio che con grazia volteggia tra cortesi clienti e libri graziosi.
    A me le code piacciono perchè mi danno modo di osservare le persone: da come uno sta in coda si capisce come si comporta nella vita. Fateci caso!

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  9. Non necessariamente. In coda spesso si tira fuori il peggio di sé, come capita al volante. Col tempo e la frustrazione anche gli individui più miti e corretti sviluppano strategie minime di sopraffazione pur non raggiungendo la naturale maestria dei professionisti del 'passavanti'.

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  10. Secondo me quando uno tira fuori il peggio di sè in coda è perchè ha dentro quel peggio. Chi sa cosa vuol dire lavorare non insulta chi lavora; chi rispetta le persone non le opprime con le proprie lamentele e non cerca di "fregarle" con furbe manovre di passavantismo; chi sa stare con se stesso non sbotta quando è costretto a una pausa da solo con i propri pensieri. Siamo talmente presi dalla frenesia che difficilmente prendiamo la pausa forzata come un'opportunità di respirare.
    Comunque quando ho fretta non entro in libreria, altrimenti devono prendere le pinze per estrarmi dagli scaffali. A forza...

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  11. C'è un sacco di gente che arriva e passa avanti agli altri oppure sbuffa perché deve prendere un treno o mi chiede se può chiedere un libro anche se vede che sto servendo un altro cliente. Soprattutto è pieno di gente che dopo due minuti che aspetta se ne va. Ma quando vai in posta non aspetti? Quando vai dal salumiere passi avanti agli altri? Possibile che solo con il numerino ci si senta in obbligo di rispettare gli altri?

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  12. Il peggio dentro ce lo portiamo dentro dalla nascita insieme al meglio, poi ognuno impara come può (e vuole) ad arginare il primo a favore dell'altro. Il modo frenetico con cui le notre vite vengono compresse ogni giorno mette a dura prova l'autocontrollo (specie negli ultimi anni, in cui cafoneria e protervia sono stati elevati a qualità primarie), per cui resto dell'idea che il modo in cui ci si comporta in situazioni 'potenzialmente frustranti' quale può essere una coda non sia per forza rappresentativo della condotta generale di una persona. Talvolta è così, più spesso credo di no: un gesto apparentemente sgarbato può essere la conseguenza della reiterata maleducazione altrui e chi lo compie magari se ne pentirà un attimo dopo, a differenza di chi perpetra furberie con tronfia soddisfazione e proprio per questo talvolta si concede anche gesti di cortesia e magnanimità...l'apparenza inganna.

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  13. raffaele pancaldi19 novembre 2011 10:53

    da noi non si fa nessuna fila, l'ambiente è molto raffinato e ci sono i libri più belli del mondo...

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  14. "oh, non vi avevo visti..." con aria angelica nel tentativo di superare quelle 2-3 persone...ma certo, ci credono tutti..
    Roberta

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