martedì 29 novembre 2011

Tic, tac, tic, tac...

Oggi, mentre cercavo di servire una deliziosa Signora, mi sono reso conto di una cosa.
Io non ho abbastanza tempo da dedicare ai clienti.
Certo non è una novità, ne sono consapevole da un bel pezzo perché la vivo quotidianamente questa situazione. Eppure oggi mi è stata più chiara del solito. Cercavo di far vedere dei bellissimi libri pop up della casa editrice Corraini (libri meravigliosi vivamente consigliati) alla Signora che, nel frattempo, mi raccontava di quanto splendida fosse la figlia veterinaria alla quale voleva regalare il libro e, improvvisamente, mi sono accorto di non fare bene come vorrei il mio lavoro. Una signora aspettava per il libro di Vespa, nella sala vicina altri due ragazzi avevano bisogno di libri universitari, poi è arrivato il solito signore con una gran fretta.
Ho chiesto scusa alla Signora dei pop up che, gentilissima, mi ha detto che lei non aveva fretta e che mi avrebbe aspettato. Ci hanno interrotti sei volte. Non c'erano colleghi perché impegnati ognuno/a nel proprio settore. Alla fine la signora era comunque contenta ma io ho sentito la frustrazione crescermi dentro. Il tempo da dedicare a un cliente qual è? Un minuto? Due? Dieci? Quanto vale il rapporto umano nel il mio lavoro? C'è il cliente che vuole essere servito in fretta e quello che va coccolato e consigliato. È come se riuscissi a fare solo una parte del mio lavoro in questo modo.
Rimane la frustrazione e il dispiacere anche perché, ne sono certo, da quella signora, almeno da un punto di vista umano, avrei potuto imparare qualcosa.
Marino Buzzi

8 commenti:

  1. Ah come ti capisco! Com'è difficile immergersi in uno scambio umano quando un metro più in là c'è qualcuno che guarda nervosamente l'orologio. La gente non si dà più il tempo di fare le cose con calma, tutto dev'essere pronto subito. E poi magari il libro il cui ordine era così urgente, quando arriva dal prestito interbibliotecario resta per un mese a marcire sui nostri scaffali senza che nessuno lo reclami.
    Però i pop up di umanità donata, anche solo per un minuto, rendono migliori le giornate.

    PS: NON C'E'...COME HAI POTUTO FARMI QUESTO? ADESSO COME FACCIO? Devo mandare l'ingiunzione di sfratto a qualcuno...il signor Andersen Hans Christian è pregato di lasciare il proprio monoscaffale in affitto per lasciar posto a un nuovo inquilino! MA IO VOLEVO l'E-BOOK AUTOGRAFATO!!!
    *_*

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  2. L'e-book non ce lo abbiamo ancora. Perdono!

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  3. Tse...facile chiedere perdono! Hai allestito l'angolo con i ceci in libreria? ;o)
    Il "non ancora" mi dà speranza per il prossimo futuro? Eventualmente potrei regalare il cartaceo a mio fratello per il suo compleanno(con lettura pirata prima di fare il pacchetto stando attenta a non sciupare le pagine...)e attendere di comprarmi il mio tessssssssssoro...

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  4. Pensa il mio libraio, con lui il rapporto si riduce a una risposta affermativa o negativa. Ovvero, se è disposto o meno a farmi arrivare i libri che cerco. L'ultima volta di cinque volumi non ne aveva nessuno! XD È sempre così.
    p.s. Io ho capito solo adesso cosa intendevi con "Tu sei tra i blog sull'orlo di una crisi di nervi!. Sì, sono senza speranze. Grazie! È stata una bella sorpresa.

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  5. Beh, potresti fare delle selezioni. Per esempio, la signora che voleva il libro di Vespa, non dovevi servirla.

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  6. Ma c'è ancora qualcuno in grado di cercare (almeno provare!) il proprio libro da solo? Sia in biblioteca che in libreria per me era come una caccia al tesoro...dubito che reperire dei 'best' (urgh!) come Vespa o Volo (tra l'altro: ottime recensioni al TTF per il film tratto dal suo romanzetto) sia così difficile (in genere ci sbatti dentro entrando) ma forse 'perdere tempo' in cotal guisa è fuori discussione quando c'è già una persona che è pure pagata per farlo - e in fretta, ché le chiacchiere non portan palanche...se mi ritrovassi ricco e senza necessità di profitti mi piacerebbe aprire una libreria in cui prima di vendere mi preoccuperei di conoscere a fondo il potenziale cliente, magari dandogli letture 'di prova' se è uno di quelli che non sanno cosa vogliono. Ma tutti dovrebbero concedere in cambio il tempo e l'attenzione adeguati, per fare shopping hanno tanti altri posti. Sarebbe un luogo inquietante, come in 'Cose Preziose' di Stephen King, ma del resto si tratta di 'vendere l'anima'...a chi forse la sua se l'è già perduta da un pezzo.

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  7. ogni tanto capita anche a me, vorresti spiegare in lungo e in largo il prodotto e consigliare e abbinare, ecc. e invece non c'è tempo mai.
    oppure capita il contrario, un cliente che mi si dilunga nell'inutile e intanto dietro 30 che sbuffano.
    oppure ancora tu cerchi di spiegare e appassionare e consigliare e vedi davanti un muro impermeabile a qualsiasi parole...
    è un duro mondo ragazzo...

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  8. questo è l'eterno problema. sono una tua collega e passo la mia giornata a fare 100 cose contemporaneamente, non riesco mai e dico mai a stare con un solo lettore alla volta. suona il telefono, vengo interrotta, arriva il corriere, c'è gente che aspetta e mi sale l'ansia. poi piano piano s'impara anche a seguire più clienti contemporaneamente ma non sono mai soddisfatta. l'incontro con un lettore è fondamentale, si impara tantissimo. molti dei libri più belli che ho letto son saltati fuori da chiacchierate con i clienti. non c'è tempo. e ora è natale... ciao collega, resistiamo!

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