lunedì 19 dicembre 2011

Fotogrammi di un sabato in libreria.

La direttrice che alle 11 del mattino mi dice che non abbiamo ancora raggiunto il budget (e te credo siamo aperti da due ore!)

La signora che mi chiede libri importanti per un regalo importante e poi se ne va con un libro da 6,50€

Il cliente che mi chiede dei libri di moda e, dopo che gli ho mostrato tutti i libri di moda presenti in libreria, mi dice che opterà per un regalo utile, tipo un pigiama.

La mia sorpresa nel trovare un cioccolatino, portato in settimana dalla ex collega tatuata, sopravvissuto ai miei attacchi di fame settimanali (ma non è sopravvissuto a sabato).

La libreria piena di gente e io che mi fermo un secondo a pensare a quel videogioco con cui giocavo da ragazzino. Dovevi salvare le persone dagli attacchi degli zombie sparando a questi ultimi. Le persone in pericolo urlavano: “Help me! Help me!”. Ecco aspetto qualcuno che mi venga a salvare.

Le tre signore che mi seguono per tutto il negozio mentre sto servendo altre due persone e si guardano in cagnesco per stabilire chi dovrò servire per prima.

Il signore che mi chiede il solito libro di cui non sa nulla. Neppure se è stato veramente scritto.

Il ragazzo che mi chiede di fare una ricerca per parola chiave. Le parole chiave sono: “Tipo strano”.

La mia pausa pranzo a base di insalata.

La direttrice che alle 15 mi dice che non abbiamo ancora raggiunto il budget.

La torta di mele della collega sergente istruttrice che si arrabbia perché definisco il suo dolce “cosa buonissima”. Non era una cosa. Era una torta fatta a mano. Chiedo venia.

Il ragazzo carino che mi ha chiesto Todorov.
Il ragazzo carino che mi ha chiesto dove si trovava il settore fantasy.
Il ragazzo carino che mi ha chiesto se in libreria c'era un bagno per i clienti.
Il ragazzo carino che non mi ha chiesto niente ma era carino lo stesso.

Io che corro per la libreria con le mani alzate ripetendo: “Uccidetemi! Uccidetemi!”


La direttrice che alle 18 mi dice che forse riusciamo a fare il budget.

La signora scortese che non mi lascia finire di parlare.

Il signore che al telefono si lamenta perché non spediamo i libri a casa (invece Amazon lo fa!)

Mi fanno terribilmente male i piedi.

La collega femminista che ha nascosto le banane comprate all'equo solidale e io ho un'incredibile bisogno di potassio.

Io che cerco un libro e non lo trovo e quando riemergo dal magazzino la cliente me lo mostra e mi dice: “L'ho trovato io!” Il mio orgoglio è feritissimo!

Io che mi sorprendo ancora in grado di sorridere dopo una giornata devastante come questa.

La collega memoria di ferro che fa l'annuncio di chiusura del negozio.

La direttrice che mi dice che abbiamo raggiunto il budget! (evviva, evviva!)

Io che respiro l'aria fredda di Bologna e, finalmente, me ne torno a casa!

4 commenti:

  1. Meno male che il ragazzo carino ha chiesto Todorov e non Fabri Fibra...altrimenti la giornata sarebbe stata da buttare!!! Altare a san Budget.

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  2. giornata dura ... Anche io ho lavorato al pubblico, non in una libreria, ma sempre al pubblico era, e come te, quando fai questo tipo di lavoro, ne avrei da raccontare delle belle. Non so come ho fatto a resistere così a lungo, fatto sta che impari a conoscere la stranezza della gente e più lo scopri e più vuoi stargli lontana.
    meno male, che almeno il budget l'avete raggiunto :P

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  3. il mio gran rammarico di non vivere più a bologna è non poter venire a romperti i maroni in negozio ^_^

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  4. >>Il ragazzo che mi chiede di fare una ricerca per parola chiave. Le parole chiave sono: “Tipo strano”.

    WTF?! xD

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