mercoledì 7 dicembre 2011

Lettere

“Scusa dove trovo i testi di narrativa?”
“Al piano terra, stai cercando qualcosa in particolare.”
“Sì, le lettere commerciali.”
“...”
“In che parte della narrativa le trovo?”
“Veramente non le teniamo in narrativa, le trovi nel settore legato al mercato del lavoro.”
“Ah... non in narrativa?”
Più erotico di Histoire d'O, più affascinante di Tropico del Capricorno, più scabroso di Lolita è...
LETTERE COMMERCIALI! Una torbida storia d'amore in epistolario fra due commercialisti che devono compilare il modello 740!

Libro del giorno: La geometria dei sentimenti (Leo Ferlan, Edizione Terre di Mezzo, 298 p., 14,50 €)

11 commenti:

  1. ImpiegataSclerata7 dicembre 2011 09:40

    Certe persone hanno le idee estremamente confuse...

    RispondiElimina
  2. beh ma poverino forse ha problemi d'insonnia e cercava una lettura serale che gli conciliasse il sonno XD

    RispondiElimina
  3. No, ha ragione I.S.: oggigiorno sempre più persone sembrano non avere consapevolezza del significato reale delle parole che pronunciano e il più delle volte dicono il contrario di ciò che intenderebbero...in compenso ostentano un'arroganza granitica che li spinge a rifiutare le correzioni (considerate offensive, umilianti) e a difendere a spada tratta i propri errori contro ogni evidenza. Ora, immaginiamo costoro intenti a tramandare concetti e semantica distorti ai loro eredi (questi ultimi defraudati sempre più della possibilità di correggersi dato che il linguaggio trasmesso dai media - Internet compreso - è a sua volta stravolto e manipolabile) invitandoli a non recedere mai di un passo nelle discussioni perché altrimenti si fa la figura dei fessi...tempo 2-3 generazioni, complice la costante fuga di intellettuali e scienziati e la dissipazione della Memoria, ci troveremo a vivere in un'Italia di rissosi analfabeti incapaci di comprendere un discorso che esuli dagli slogan da stadio (o peggio), manipolabile da qualsiasi istituzione politica e religiosa che richiami a 'valori non negoziabili', incapace di farsi una trasfusione di linfa nuova integrando (per davvero) gli inevitabili flussi migratori e quindi pronta a farsi depredare dai nuovi colonialisti in nome dell'autarchia. Scusate la geremiade, in realtà spero tanto di avere torto...

    RispondiElimina
  4. Jona mi hai sconvolto! Ti vorrei abbracciare...

    RispondiElimina
  5. Grazie, Alessandra! Contraccambio idealmente ma forse sono davvero troppo catastrofista; solo, ultimamente faccio molta fatica a portare avanti una conversazione anche con amici colti e impegnati: in loro sembra prevalere l'autocompiacimento e la soddisfazione di stare 'dalla parte giusta', spesso ironizzano argutamente su un tono di voce 'inappropriato' o sul fatto che si è utilizzata un'espressione eccessivamente 'gergale', ammiccano tra di loro e la conversazione finisce lì, a prescindere dal contenuto. Anche tale sorta di 'elitarismo lessicale' che riduce il linguaggio a un codice per iniziati escludendo interlocutori e tematiche potenzialmente 'fertili' contribuisce al progressivo impoverimento culturale...però mi fa più paura l'espressione perennemente bellicosa della gente per strada, e mi fa sentire impotente lo scempio del significato perpetrato quotidianamente dalla massa e dai media. Mi scuso ancora, sto monologando e anche il soliloquio pare essere un segno di questi (sterili) tempi.

    RispondiElimina
  6. ImpiegataSclerata7 dicembre 2011 14:54

    Purtroppo però è vero, senza contare che le prossime generazioni non saranno neanche più in grado di scrivere correttamente in italiano ma scriveranno in SMSese.

    RispondiElimina
  7. Sai? Se l'SMese e i suoi derivati costituissero una sorta di 'evoluzione' (coff!) del linguaggio per adattarsi alla velocità dei tempi nuovi, e nel suo essere strumentale al rapido scambio di informazioni mantenesse intatta la capacità di elaborare ed esprimere dei concetti complessi, la cosa rientrerebbe nell'ordine naturale delle cose: i dinosauri lenti come me sparirebbero e sopravviverebbero quelli in grado di adattarsi senza però perdere le caratteristiche migliori della specie...io però non vedo questo, bensì un decadimento generale del ragionamento e della sua espressione: forse QUESTO è il vero, pericolosissimo 'relativismo' che andrebbe combattuto. Ma da chi, se ci siamo immersi fin sopra i capelli?

    RispondiElimina
  8. Che ridere! Però il modello 740 non esiste più dal 1998 e al suo posto c'è il modello Unico. ;-)

    RispondiElimina
  9. ahahahahaha
    sono capitata qui per caso e mi hai fatto molto ridere. Ho un passato da libraia, ti comprendo perfettamente ;)
    a presto!

    RispondiElimina