lunedì 9 gennaio 2012

Ancora sugli sconti

Post pericoloso, lo so, perché la mia idea di “politiche librarie” si scontra spesso con quelle di chi, di fatto, decide le cose. Ma non solo, anche, in questo caso almeno, con la maggior parte dei clienti. Ed è giusto che sia così perché io vedo la cosa da libraio, ovviamente, mentre i clienti vedono la cosa dalla parte del loro portafogli.
E li capisco.
Davvero.
Ma.... c'è un MA enorme e vorrei cercare di contestualizzarlo questo MA.
Si parla di sconti.
Come sapete è da poco entrata in vigore una legge che li disciplina. È una legge che non è fatta benissimo, che ha cercato di accontentare un po' tutti e che è facile da aggirare.
Vi faccio solo un piccolo esempio.
Gennaio (ma a dicembre c'erano già diverse campagne) è iniziato con:
Feltrinelli tascabili al 25% di sconto.
Mondadori ha messo metà catalogo “novità” al 15% di sconto.
Rizzoli e ISBN hanno scelto alcuni titoli del catalogo da scontare al 25% (ma Rizzoli fa uscire spesso titoli novità già con lo sconto).
Un caso a parte va ad Adelphi, la cito perché in questo periodo ha il catalogo al 15% di sconto ma Adelphi, solitamente fa 1 massimo 2 campagne sconto l'anno.
Non fraintendetemi: a chi non piace comprare in sconto? Voglio dire... se posso risparmiare qualche euro perché non farlo?
Metto sul piatto qualche considerazione e mi riallaccio al grande MA di cui parlavo prima.
1 Gli sconti li possono fare solo le grandi case editrici e le grandi librerie.
Lo so, parlo sempre male delle grandi case editrici e non dovrei perché contribuiscono a pagare il mio stipendio, perché pubblicano autori che amo, perché non è vero che se sei grande pubblichi solo cavolate e se sei piccola fai ricerca. Così come non è vero che i/le librai/e indipendenti sono meglio di quelli/e di catena. Anche se io voglio più bene, per fratellanza/sorellanza nei loro confronti, agli/alle  indipendenti. Togliamocelo dalla testa, non è così. Ma se sei grande e potente puoi permetterti lo sconto (che diviene spesso un'arma impropria) se sei piccola lo sconto non te lo puoi permettere e ti perdi fette di mercato (e spesso di libreria).
2 Gli sconti sono uno specchietto per le allodole.
Diciamocelo il problema del libro è a monte. Sta nella filiera, è nei passaggi, nei costi abnormi di distribuzione. Vi ricordo che un autore prende, solitamente, dal 6% all'8% e che un libro, oggi giorno, senza pubblicità e senza TV,  difficilmente arriva a vendere mille copie (alcuni si fermano decisamente sotto, parlo anche di 100 o 200 copie dipende da moltissimi fattori). I costi del libro non li decidono gli autori o le autrici i/le quali non diventano di certo ricchi/e grazie al proprio lavoro.
3 Occorrono nuove politiche: prezzo/cultura
Occorre trovare il modo di vendere i libri a minor prezzo, certo, ma occorre anche investire sulla cultura, fare in modo che le nuove generazioni si appassionino ai libri, al teatro, al cinema, alla musica, all'arte... ma come si fa a creare cultura in un paese in cui ci sono ministri che sostengono che “con la cultura non si mangia?” (visti gli stipendi che abbiamo non posso neppure dar loro torto).
4 Ma quanti libri arrivano in libreria?
Ne abbiamo già parlato. Il ciclo di vita di un libro, in libreria, varia ormai dai due ai tre mesi (ma stiamo già arrivando ai due mesi senza il tre). Sei anni fa, quando ho iniziato questo lavoro, un libro stava sullo scaffale almeno sei/otto mesi e c'erano titoli e autori intoccabili, lo chiamavamo catalogo. Oggi nel giro di un mese un libro è vecchio, nel giro di un anno se non ha venduto finisce fuori catalogo, dopo due mesi, se non ha venduto, finisce in magazzino pronto per la resa perché io devo esporre altri seimilionieducentocinquanta titoli arrivati nel frattempo. Forse, dico forse, si pubblica troppo. E forse, dico forse, si pubblica anche male. Va bene andare per “filoni” o battere le strade dei “generi”, per carità e chi li critica? Però così si creano armate di “cattivi” lettori. E con questo non voglio dire che da un King o da una Rice non si possa poi passare a titoli più impegnativi, io l'ho fatto, quindi...
5 Si ma lo sconto mi fa comodo.
Lo so, soprattutto in periodo di crisi, lo sconto fa comodo. Ma vorrei far notare che una casa editrice o una libreria che punta solo sugli sconti, così come una libreria o una casa editrice che punta solo sul best seller, forse, dico forse, non gode di grande salute.
È chiaro stu fatto?

19 commenti:

  1. Sconti o no... Il problema è che la gente NON LEGGE!!! Perchè entrare in libreria e spendere 100 euro vuol dire comunque portarsi a casa minimo, 5 libri. Quanti libri legge un italiano medio?? Mio marito ogni anno per Natale ai suoi collaboratori regala un libro, ogni anno un autore, siamo partiti da Marquez, passati per Erri De Luca e Cammilleri...alla fine abbiamo ripiegato su Follet... perchè gli altri, a detta di chi riceveva i libri, erano troppo DIFFICILI. Li ricevevano in regalo, ma non li leggevano. Non è una questione di costo, fosse per quello, nessuno giocherebbe con la Wii.... :)

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  2. uuupsss, manca una T a Follett!!!

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  3. Forse, dico forse, si pubblica troppo. E forse, dico forse, si pubblica anche male. Va bene andare per “filoni” o battere le strade dei “generi”, per carità e chi li critica? Però così si creano armate di “cattivi” lettori.
    Parole sante!

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  4. e c'è una M di troppo in Camilleri :-)

    Resta il fatto che i libri costano troppo, per restare a Camilleri, il suo La vucciria (98 pagine!) viene venduto a 15 euro. Conseguenza: vado in una grande libreria e me lo leggo lì. Perchè con i tempi che corrono bisogna stare attenti al portafogli. Si, c'è qualcosa che non va nella catena produttiva. Un mio amico lavora in una piccola libreria, e quando gli chiedo un libro riesce a farmi uno sconto del 10% ... nella grande distribuzione lo stesso libro ce l'ho con 15% di sconto "di default", e se poi vado su canali meno ufficiali riesco a comprarlo anche con il 30-35%.

    C'è del marcio in danimarca

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  5. Bel post,
    io purtroppo non essendo piu' Italia sono molto poco dietro ai libri cartacei, ma la transizione al digitale mi mantiene sempre su buoni livello (l'anno scorso ho letto si e no una 50ina di libri di varia dimensione e tipologia).
    So che questo va contro la piccola distribuzione, ma davvero penso che l'editoria digitale sia il futuro, il tutto sta nel reinventarsi (progetti come http://www.quintadicopertina.com/). Chi e' nel campo (come te) ha l'esperienza che puo' essere la chiave per entrare in questo nuovo mondo.

    Buon lunedi'!

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  6. Nell'ultimo anno, tra crisi e acquisto casa mi son trovata a dover decidere e i libri ne hanno risentito. Mi piace leggere, non sono una divoratrice (mi assesto sui 18/20 libri l'anno), ma non riesco più a comprarli tutti. I prezzi a volte son veramente eccessivi e trovarsi con 4 libri in mano a fronte di spese sugli 80-100€ è pazzesco. E quindi sono ormai un'assidua frequentatrice del circuito bibliotecario, dove riesco a reperire quasi tutto quello che desidero.

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  7. Io non ho capito una cosa invece. Che senso ha pubblicare in carta una cosa che vende 200 copie? Paolo Attivissimo fa pagare prezzi esorbitanti le stampe in carta del suo "Luna? Sì ci siamo andati!". Chi non ha tempo e voglia della carta si scarica il libro gratis e se lo legge dove più gli aggrada. Credo che abbia avuto molti più di 200 lettori. Ma la libreria, oggi, per queste produzioni artigianali, che ruolo può avere?
    ilcomizietto

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  8. Il post pone un argomento ben preciso e arriva, immancabilmente, il solito......che rilancia sulle magnifiche sorti e progressive dell'editoria digitale (sì, certo, come no...).
    No comment.

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  9. @anonimo
    Non so se ti riferisci a kidpix o a me o ad entrambi.
    Se ti riferisci a me ti informo che non ho neanche un lettore di ebook e qualsiasi cosa on line più lunga di 2 pagine finisce in stampa.

    Detto questo preciso che non ho elogiato le "magnifiche sorti progressive dell'editoria digitale". Volevo sottolineare che regolamentare gli sconti per salvare case editrici e librerie marginali, oggi, non ha senso. Inoltre con la vituperata editoria digitale *sarebbe* (notare il condizionale) possibile aumentare di molto i lettori di queste opere da 200 copie. La stampa on-demand, altra cosa di gran moda e progressiva, immagino, permetterebbe ai 200 nostalgici danarosi di avere la loro copia di carta.

    Non sto parlando di cose impossibili. Ho dato esempio attuale di chi usa questa tecnica per dire la sua al mondo.

    Gli ebook, i negozi alla Amazon e l'"economia che gira" (cit. Albanese) possono essere cose più o meno fastidiose, ma ci sono, e sarebbe meglio usarle per leggere di più e meglio piuttosto che cercare di fermarle con leggi anacronistiche e inadeguate.

    Tutto qui.
    ilcomizietto
    PS:Il punto 3 del post lo sottoscrivo verbatim.

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  10. Caro @Anonimo delle 13:02, il punto era anche la crisi dell'editoria.
    "No comment"? e cos'era il tuo,se non un commento?

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  11. io leggo quanto il tempo mi concede... ...ed amo andare in profondità (quando un autore mi piace tendo a leggere tutto ciò che ha scritto, compresa la lista della spesa, se pubblicato.

    purtroppo ho scoperto con profondo terrore che il 70% dei libri che "mi mancano" (ovvero quelli che vorrei avere ma non possiedo ancora) sono fuori catalogo da millenni per fare posto a porcherie indegne di essere pubblicate sulla carta da cesso.

    ora... non voglio fare il saputello, visto che leggo anche roba dozzinale e mi diverte pure, ma che uno non riesca a trovare uno stracazzo di libro di Herbert (giusto per fare un nome) oltre a Dune lo trovo imbarazzante.
    [Nota dei Seamus: ci ho messo qualcosa come 10 anni, pre-ebay, a trovare "creatori di dei" - vi pare normale?]

    detto ciò... cari editori... pubblicate quello che volete ma O stampate anche i "fuori catalogo" (on demand, a stock, in piccole tirature ma fatelo) OPPURE LIBERATE I FOTTUTI DIRITTI D'AUTORE, fatemi scaricare l'eBook, fotocopiare la copia in biblioteca, etc etc che ci penso io a stamparlo e rilegarlo.

    anzi, io farei una legge che persegue chi ha il diritto di pubblicazione di un libro e NON lo rende disponibile, in vendita o gratuitamente.

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  12. Comizietto (non mi riferivo a lei, ma a kidqualcosa): il concetto di "librerie marginali" sarebbe tutto da interpretare; così come meriterebbero un capitolo a parte le politiche deliranti e iper-aggressive di Amazon & co., che, guardacaso, proprio negli Stati Uniti, stanno attirando su di sè gli strali non solo delle librerie "brick-and-mortar", ma anche di molti noti scrittori (forse anch'essi "nostalgici danarosi"???).
    Kidqualcosa: "no comment" significa "vorrei dire, ma lasciamo perdere". Corra pure verso il futuro radioso dell'editoria digitale: vedrà quante belle cose le riserverà....

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  13. Mari', cosa devo dire? Prima riuscivo a prendere parecchi libri, ora il numero è calato.
    Detto questo, preferisco sempre spenderli per un libro che per altre stupidaggini delle quali faccio volentieri a meno.

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  14. Ahhh, herbert, che nostalgia..... La meravigliosa editore nord e quei libri di fantascienza di alto livello argento oppure oro....

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  15. @Anonimo

    già già... edizioni nord, serie oro ed argento, qualcosina della Fanucci, qualche ristampa Tea ed alcuni titoli su Urania...

    ogni volta che vedo una costola dorata mi butto tra la polvere a vedere cosa ci riservano i fondi di magazzino (vere miniere d'oro per gli amanti della fantascienza... non ristampano più nulla da secoli se non i soliti 4 titoli stranoti)

    quello che non capisco, e lo dico onestamente, è questa storia delle mode... qualche anno fa c'è stato il film del signore degli anelli e tutti giù di testa col fantasy (infatti hanno ristampato tutti i blockbuster del genere).

    Poi è stata l'epoca dei vampiri.
    oggi senza vampiri mica si vive...

    ecc ecc... ma io mi domando e chiedo... sono il solo che riesce a passare da Clancy a Wu Ming a Pirandello, passando per Herbert e Tolkiens?
    sono l'unico che sente la mancanza di interi settori bibliografici tralasciati per decenni?

    ormai fai fatica a trovare la Fondazione di Asimov per non parlare del ciclo di 2001 di Clarke di cui si trova si e no 2001 odissea nello spazio...

    ma le case editrici non sono sensibili? dannazione, ci perdono anche loro (io ormai faccio seriamente fatica a trovare libri da leggere che non mi deludano già leggendo la quarta di copertina)

    Marino, aiutaci tu...

    Seamus

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  16. :( Giuro che non scriverò mai più dal telefono... Camilleri lo ha corretto il T9!!! CHe figuracce! :(

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  17. @Anonimo Non volevo essere troppo critico, ma solo un po' incazzare chi parte in quarta criticando gli altri senza essere costruttivo.
    Non che le politiche della grande distribuzione in Italia stiano dando buoni frutti (tipo Feltrinelli), anzi sono proprio quelle che portano al comportamento di cui si parlava nel post: librerie come supermercati, sconti sconti, dozzine di libri (inutili) pubblicati solo perché sono nuovi.
    Se ti fossi scomodato a vedere i miei link, ti saresti accorto che parlavo di esperimenti di distribuzione legati all'editoria digitale. Non mi pare di aver bovinamente inneggiato a qualcosa in particolare.

    Sottoscrivo in pieno Anonimo2 (quello dopo il mio secondo post, per intenderci). Io non posso comprare libri in Italiano, quindi sfrutto a mio vantaggio a quello che c'e'.

    PS: se hai intenzione di offendere facendo finta di non saper leggere, bel tentivo. Il mio nick e' scritto in chiaro ed gia' un gradino su di Anonimoqualcosa :-P.

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  18. Per il piacere di tutti consiglio questo video sui Libri : Pura Poesia! - The Joy of Books http://www.youtube.com/watch?v=SKVcQnyEIT8

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  19. Idee un po' confuse (le sue), visto che nel suo primo commento mi pare che avesse, di fatto, consigliato al titolare del blog di cambiare mestiere, tuffandosi anima e corpo nella meravigliosa avventura dell'editoria digitale (venghino, siori, venghino!!!).
    Ma forse sbaglio...
    P.s.: il verbo "incazzare" non è transitivo, o forse manca solo un pezzo di frase.

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