giovedì 19 gennaio 2012

A criticoni...

Prima di iniziare questo post voglio dire un paio di cose in merito agli autori e alle autrici (che non tratto molto bene nel mio Un altro best seller e siamo rovinati).
Quando si ha la fortuna di pubblicare si deve, a mio parere, accettare anche le critiche. È una delle cose che vengono dette immediatamente ad un autore o a un'autrice quando riesce ad avere un minimo di notorietà. Mai rispondere alle critiche, fare buon viso davanti alle stroncature, non prendersela eccessivamente. Del resto ci sono critici che con le stroncature ci campano, altri che si immolano per cause sconosciute ai più, altri ancora che giudicano Faletti o Volo i più grandi scrittori viventi. Ho un'idea molto chiara di come dovrebbe essere la critica ma la terrò per me. Troppo spesso, però si tende a criticare con troppa facilità il lavoro degli altri. Certo, lo ripeto, ci sono coloro che lo fanno di mestiere. Così come ci sono i critici culinari, quelli cinematografici (mi è capitato di leggere alcune critiche talmente piene di paroloni che non ci ho capito niente), quelli musicali. Gente che ha studiato, e chi lo mette in dubbio? Ma è chiaro che sta a chi legge le critiche, magari dopo aver visto il film, letto il libro, ascoltato il disco o mangiato il dolce (che al mercato mio padre comprò) farsi, poi, un'idea personale. Io stesso, spesso, ho scritto recensioni di film per un sito che si chiama Cinemagay o di libri per i miei blog.
Ma c'è modo e modo di fare critica. Attenzione non parlo per me o per i miei lavori.
E non voglio neppure parlare di chi fa critica per mestiere.
Come al solito mi ci vuole un po' ma poi ci arrivo.
Tempo fa mi è capitato di scoprire un sito che si chiama Anobii, decisamente molto interessante, una specie di biblioteca virtuale in cui ci si scambia pareri e opinioni sui libri letti. Guardando le recensioni dei libri che ho maggiormente amato ho trovato critiche sprezzanti, violente a volte persino offensive nei confronti degli autori o delle autrici.
Ovviamente anche la lettura, come tutto il resto, è soggettiva. Dipende da un'infinità di fattori. Se un libro non piace e si vuole scrivere una recensione bisognerebbe trovare il modo di farlo in modo costruttivo. Perché riversare litri di bile su autori che, in ogni caso, anche se con scarsi risultati, hanno deciso di mettersi in gioco?
Dietro ogni libro, a prescindere dai risultati che possono essere eccellenti o mediocri, c'è una persona con dei pensieri e delle emozioni. Spesso uno scrittore/scrittrice, soprattutto alle prime armi, ha bisogno di confrontarsi, di crescere, di capire qual'è la propria strada.
Così ho deciso che a tutti sti acidoni, geni della letteratura, critici affermati voglio dedicare questo video:

15 commenti:

  1. Anobii è una fucina di critici in erba... quella che si fumano prima di scrivere i commenti. XD
    Video spettacolare!

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  2. Dio, quanto sono immensamente d'accordo. Ne ho parlato pure io, recentemente, su Anobii si trovano tante teste coronate che viene da mandarli a quel paese in massa. Non so quali siano i peggiori, se quelli che mettono un voto bassissimo ad un capolavoro (o comunque a un libro meritevole) o quelli che mettono il voto basso e poi recensiscono senza dire una mazza del libro né della trama ma continuando a ripetere che fa schifo, con lunghe tirate volte solo a mettere in mostra il loro ego e una pochezza che scambiano per cinismo. Dio, non li sopporto. Ogni tanto, masochisticamente, vado a vedere come sono le librerie di 'sti geni e mi trovo delle cose di soli manga o soli simil-dark-porno-Harmony. Ma allora cosa ti vai a scegliere qualcosa di così lontano dai tuoi gusti? E soprattutto, se evidentemente non è il tuo genere, perché lo voti? Mi fanno rabbia, 'sti tizi, che non capiscono che il loro voto superficiale vada poi a fare numero.
    Poi anche a me è capitato di dare giudizi bassissimi e recensire in modo assai negativo, ma almeno argomentavo.
    Scusa lo sfogo. E' una cosa che ultimamente... GRAUR.

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  3. Pubblico come anonimo perché con la scelta dei profili ho un problema; non so, si vede che il mio cervello certe cose non le capisce.
    In ogni caso mi chiamo Ferdinando.
    Ora, secondo me l'idea che sta alla base di Anobii è molto interessante: mettiamo in contatto persone che hanno interessi letterari simili, facciamoli - come si dice oggi anche troppo spesso - interagire, lasciamo che si confrontino; una sorta di club di lettura virtuale. Il problema è che questa buona idea si è concretizzata in un comportamento tardoadolescenziale tipo: "La mia biblioteca è più lunga della tua". Non solo: ha, sostanzialmente, creato una legione di falsi critici letterari che si sono inseriti nel vuoto enorme lasciato dalla critica intesa come disciplina e che interessa la letteratura, ma anche la musica e il teatro e il cinema (non so voi, ma io non le conto più le volte che mi è capitato di leggere la recensione di un film appena visto a opera di un critico "autorevole" e chiedermi se avessimo visto la stessa pellicola). Ora, per criticare un'opera letteraria in modo intellettualmente onesto e costruttivo, è necessario, come dice La Leggivendola, argomentare. Argomentare, nella fattispecie, vuol dire sapere come si gestisce un arco narrativo; sapere quali sono le caratteristiche irrinunciabili di un genere letterario; sapere cos'è la sintassi (questa sconosciuta: recentemente ho letto un libro scritto in modo atroce); magari saper riconoscere almeno le figure retoriche di maggior uso e valutare se sono state usate in modo funzionale alla narrazione e non solo per far vedere che si conoscono; saper indentificare con chiarezza l'intento dell'autore nello scrivere un libro. Faccio un esempio: recentemente ho letto "Player One" di Ernest Cline, un divertente e disimpegnato omaggio alla cultura pop anni settanta e ottanta, senza alcuna pretesa di consegnare una visione del mondo; puro intrattenimento, insomma, e a mio avviso molto ben fatto. Ora, su Anobii si sprecavano commenti negativi di lettori che lamentavano il fatto che il futuro immaginato da Cline è improbabile; che non ha capito nulla di dove sta andando il mondo; che dovrebbe rileggeresi Azimov e Dick e Bradbury e Gibson. Ma a Cline non interessa un c.... dirci dove stiamo andando; voleva scrivere un'avventura divertente che fosse un omaggio ai miti pop della sua adolescenza. Ci è riuscito? Essendo io stato adolescente in quegli anni, direi proprio di sì. Inoltre: quando mai la fantascienza ci ha detto dove stiamo andando? La fantascienza usa il futuro per parlarci del presente: è un espediente narrativo e null'altro. Questo solo per fare uno dei mille esempi possibili e poi la smetto, ché sto diventando come mio solito terribilmente prolisso. Il fatto è che un lettore ha tutto il diritto di dire, sempre argomentando, che un libro gli è piaciuto oppure no; ma questo giudizio, chiamiamolo per comodità, di pelle, non può sostituire una critica fatta da chi possiede strumenti affilati per smontare e rimontare un libro e dirci perché è bello o non lo è. Tempo fa mio fratello, che questo mondo un poco lo bazzica per lavoro, mi ha detto che ha sentito dire qualcuno del settore: "Ormai si trovano critiche migliori su Anobii che sui giornali". Ora, questo è demenziale e la dice lunga su come sia malmessa la critica in Italia. Io mi occupo di musica e spesso leggo su riviste specializzate articoli di gente che non sembra nemmeno aver dato l'esame di teoria e solfeggio, dando, di conseguenza, largo spazio ai dilettanti allo sbaraglio. Così non va. Chiedo scusa a Marino per essermi preso tanto spazio. E, a proposito, questo tuo blog mi diverte tantissimo. Continua così.

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  4. Sì, diciamo che sono d'accordo in parte. Io penso che:
    - se fai il critico perché sei frustrato, rinuncia
    - se fai lo scrittore aspettandoti solo critiche positive, impara *davvero* a metterti in gioco
    - puoi aver studiato quanto ti pare, ma oltre un certo limite la critica diventa gusto personale.

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  5. Hai ragione. Io stessa mi sono trovata in difficoltà, perché cercavo un dato libro e volevo avere un'idea di com'era un po' anche dai commenti. Sì, addio! "Fa schifo". Sì, okay,ma fa schifo perché? E' scritto male, non si capisce di che parla, ha una fine senza capo ne' coda... Perché? Non può fare schifo a prescindere. Se no mi fai pensare che non l'hai neanche aperto! Io cerco sempre di motivare le mie critiche.
    Che ne so, una volta ho stroncato un libro di Follett, ma ho spiegato perché (sembrava un Harmony Temptation, sesso sesso sesso.. e poco altro) opinione personale, discutibile, ma è la mia e ho spiegato il mio pensiero. Punto.
    D'altra parte la critica ci sta, ma appunto, dev'essere ragionata.
    Quello che mi urta è l'altra faccia della medaglia, e ti faccio un esempio (purtroppo senza nomi perché non so se posso) che spiega un po' la cosa. Leggo il libro di una ragazza siciliana che lo ha spedito in giro con una catena di lettura. Bel libro, niente da dire, storia avvincente (anche se si tratta di romanzi rosa, niente di speciale). Non c'era un congiuntivo che fosse uno. Frasi affermative che finivano con domande, domande che finivano con il punto esclamativo. Termini dialettali non tanto nei discorsi (che potevano anche starci) quanto nel testo. Uno schifo, insomma.
    Ho fatto la mia critica spiegando che sì, la storia era bella, ma dio mio, l'italiano! Se non sai l'italiano, per cortesia, non scrivere, o fatti aiutare, che ne so!
    Unica in tutto aNobii: le altre? Spettacolare, stupendo, sì, forse qualche congiuntivo... ma anche noi quando parliamo non azzecchiamo sempre i congiuntivi. Ehhh?? Scherziamo? E' un libro, non una chiacchierata con i vicini!
    Niente. Solo recensioni positive. Suppongo perché poi lei le avrebbe lette e non si va a rischiare di inimicarsi una vicina di libreria. Mah.
    ANobii è un po' la versione letteraria di Facebook, ci vuole un po' per rassegnarsi, ma alla fine bisogna farsene una ragione.

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  6. Io non mi fido delle recensioni degli altri... se un libro o un film piace o no è una cosa troppo soggettiva! E comunque meglio le recensioni dei lettori comuni che quelle di coloro che lo fanno per mestiere.... A mio parere, ovvio.

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  7. Io non scrivo mai niente su aNobii, comunque non sono d'accordo con l'idea "Se un libro non piace e si vuole scrivere una recensione bisognerebbe trovare il modo di farlo in modo costruttivo".
    Secondo me si può scrivere una recensione anche in modo del tutto arbitrario e soggettivo, senza nessun intento costruttivo. E non è detto che non ne venga fuori un buon lavoro. Magari qualcuno che sia un critico di professione sarebbe il caso facesse qualcosa di più accurato, ma gli anobiani non sono critici di professione. Sono semplici lettori che approfittano di uno spazio personale, visibile agli altri ma pur sempre personale, per scrivere le proprie impressioni.A volte lo fanno con spirito critico altre lasciandosi guidare dalle emozioni del momento, in altri solo per il gusto personale di fare i bastian contrari. Secondo me, hanno tutto il diritto, nel loro spazio, di recensire lasciandosi guidare dai sentimenti del momento. Semmai è chi legge che deve tenerne conto, e saper filtrare, se quello che sta cercando tra i giudizi della gente postati su aNobii, è una valutazione oggettiva di un'opera.

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    1. Okay, però scusa, se leggo una recensione tipo "'sto libro fa schifo" punto e stop, che senso ha? Uno può anche risparmiarsi la recensione, potrai almeno argomentare cosa ti ha fatto schifo o no? Se no come dicevo, posso anche pensare che uno l'abbia solo sfogliato e non letto... Se devo scrivere solo quello tanto vale mettere una stellina e buonanotte.

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    2. Sono d'accordo sul fatto che dare un giudizio, campato in aria o meno, sia un diritto. Allo stesso tempo è mio diritto giudicare un utente da quello che scrive e onestamente trovo che i criticoni siano insopportabili e carenti. Non è un giudizio che fermo ad Anobii o alla rete in generale, è una considerazione che riservo a chiunque non si sappia esprimere se non con un'Fa schifo' o una versione arzigogolata e finto-cinica. E per Anobii in particolare, visto che l'utente sa che quel suo giudizio sarà letto chissà da quante altre centinaia di persone, dovrebbe avere un minimo di accortezza nel rispetto di sé stesso e dell'autore. Sarà libero di non farlo, eh, ma per me rimane un rosicone frustrato.

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  8. Non lo so, io non ne scrivo, chiedi a chi lo fa...comunque non ho mai capito perché venga criticato solo chi scrive "fa schifo" e non quelli che recensiscono con qualcosa del tipo "Una sola parola: capolavoro!". Cioè, mi sembra che entrambi argomentino poco le proprie impressioni, ma è solo ai primi che si chiedono maggiori delucidazioni.

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    1. Vero, hai perfettamente ragione. C'è anche da dire però che di solito chi scrive così ultimamente almeno, lo fa su libri di autori emergente che hanno autopubblicato e mandato in giro il loro libro in catena di lettura. Cos'abbia di bello non si sa, ma è stupendooooo...

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    2. Sono d'accordo, positivo o negativo che sia il giudizio un paio di parole sulla trama o sullo stile dovrebbero sempre starci, a motivare. Anche perché fidandomi dell'altrui entusiasmo mi son trovata in mano certe schifezze... anche se devo dire che il giudizio positivo non argomentato non mi irrita granché. Sarà perché non lo vedo motivato dalla stessa rosiconeria...

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  9. Vi avviso, non c'entra nulla, ma devo raccontarvi questa:
    Passo dalla libreria Mondadori a Napoli, in piazza trieste e Trento (che non mi piace, ma avevo comunque voglia di un libro....) e vedo fra i libri esposti uno con un titolo familiare "confessioni di un ragazzo perbene". Allora mi dico ah ecco il libro di marino, gli dò un'occhiata e magari lo compro, mi avvicino e .... Capperi! L'autore è un certo Andrea A. e la casa editrice è Dante e descartes
    MA CHE DIAVOLO! Edito nel 2011. Ussignur!
    Qualcuno mi sa spiegare l'arcano?
    Laperfezionestanca

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  10. Cara la Perfezione stanca sì, dopo il mio libro è uscito un libro con un titolo identico. Abbiamo contattato la casa editrice che aveva promesso di far mettere delle fascette. è un libro che si trova solo a Napoli (casa editrice e autore sono napoletani da quello che mi è dato di sapere)in quanto non ha distribuzione. Devo ammettere che la cosa mi da molto fastidio, la mia ex editrice li ha contattati ma a quanto pare non hanno fatto quanto promesso. Il mio libro, e il titolo anche, sono coperti dalla SIAE ma occorrerebbe andare per vie legali e, francamente, non credo sia il caso. Comunque se vuoi leggere le Confessioni di un ragazzo perbene, Il MIO, puoi ordinarlo ai gentili librai della Mondadori di Napoli oppure si IBS ;)

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  11. E così farò. Tra parentesi, ad una rapida occhiata, è una bruttura pazzesca, tipo 100 colpi di spazzola, tutto sesso da 4 soldi e scemità terribili.
    Bah!
    Un abbraccio
    Laperfezionestanca

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