giovedì 23 febbraio 2012

Anche i famosi piangono

Se pensate che basti evitare di guardare l'isola dei famosi per non avere a che fare con stelle e stelline (de)cadenti vi sbagliate di grosso. In libreria, negli ultimi mesi, va di moda il filone che potremmo ribattezzare “A gente vera co' sentimenti veri!” o, in alternativa, “Anche i famosi piangono”. Ebbene sì, anche i personaggi televisivi hanno un cuore! Hanno vissuto traumi di ogni genere e i loro problemi non si esimono dal metterli nero su bianco pur di far sapere ai loro amati fans che anche loro, mezzi busti televisivi, attrici dal ruolo di “simpaticone”, conduttrici e conduttori, opinionisti della domenica, sono persone come tutte le altre. Così, se la Pivetti vuol dire al mondo intero che finalmente ha smesso di piangere, il buon Tiziano Ferro ci dice che l'amore è una cosa semplice (e se lo dice lui che ha impiegato anni a fare coming out...). Se avevate dei dubbi su quanto sia dura fare il padre dopo il divorzio non potrete fare a meno di versare fiumi di lacrime insieme al Tiberio Timperi nazionale. Nel caso però foste fra quelle persone che aspettano con ansia la nuova tragedia televisiva per andare a farsi fotografare davanti al relitto di turno non potrete perdere il nuovo libro della Parietti o quello di Flavio Insinna. Perché i drammi li viviamo tutti, ma se a viverli sono personaggi televisivi sono ancora più gustosi!
Eh va be', sono acidissimo, lo so ma quanto ce vo', ce vo'!

11 commenti:

  1. E il Brosio fulminato sulla via di Medjugurje, novello san Paolo? Certo, dopo anni di simbiosi con mammà ed Emilio Fede si può anche capire ...

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  2. Il problema non è che li scrivono sti libracci, ma che vengano pubblicati e soprattutto comprati!
    Ecco, io a chi compra uno di questi libri lo farei interdire.

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  3. Concordo... ce vo'!
    E complimentissimi per la presentazione. Mi sono guardato i video, che disinvoltura.

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  4. Secondo me non si tratta di interdire la persona, ma di capire se compra 'ste robette perché le piacciono o per puro istinto consumistico-emulativo: insomma, perché con tanta ottima letteratura che tratta del rapporto genitori-figli uno corre a comprarsi Timperi o Insinna? Non esiste dunque altra fonte che l'onnipresente televisione? E i sentimenti vanno sbandierati a tutti i costi, anche quelli più intimi e dolorosi? Essere 'personaggi pubblici' significa mettere in piazza tutto, senza distinzione? E cosa sono diventati i lettori? Degli spettatori, sempre e comunque? Boh.

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  5. Azzardo un'ipotesi...magari qualche libreria potrebbe rifiutarsi di tenere nel catalogo libri di un certo tipo.
    In fondo, ognuno è libero e non si tratta di giudicare le scelte altrui, ma di fare le nostre coerentemente con il nostro modo di pensare, di essere.

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  6. E proprio oggi m'è toccato sentire Insinna che, pubblicizzando il suo libro al Tg5 dice ""Shakespeare diceva che si vede bene con il cuore e non con gli occhi"... ma te e chi non te ce manna...

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  7. @Monica: già le libreria non guadagno nulla, se si tolgono anche questa fonte di reddito come fanno? E' triste, ma così come i libri di Moccia sono una grande fetta di emrcato...
    @Eleanor Rigby: m'è venuta la pelle d'oca, e non dall'emozione...

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    1. Lo immagino, purtroppo.
      Era infatti un po' provocatorio...se non è il momento per fare scelte di nicchia (e non lo è) o mangiar questa minestra...e quindi bisogna addirittura dire ben venga il libro trash...
      Ciao!

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  8. Grande! Questo intervento l'ho trovato davvero bello e veritiero... come tutti i tuoi interventi dopotutto. :)

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  9. Speriamo che, per lo meno, abbiano la creanza di non scriverseli da soli. Così qualche ghost writer arrotonda ...

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