lunedì 27 febbraio 2012

Ragazzi che amano ragazzi

Quando è arrivata in libreria la nuova versione di Ragazzi che amano ragazzi . 1991-2011 di Piergiorgio Paterlini (Feltrinelli, 142 p. 8 euro) ho provato le stesse emozioni di quando la lessi, per la prima volta, a sedici anni.
Per capire cosa abbia significato per me questo libro dovete immaginarvi un ragazzino magro e brufoloso, seduto su un letto in una camera di un qualsiasi paese di periferia. Un ragazzino pieno di sogni e paure, come ce ne sono tanti, un ragazzino che non sapeva che al di fuori del suo piccolo mondo esistessero altri come lui. Niente internet, nessuna informazione. Questo libro mi arrivò grazie a un'amica ribelle che di cinema e letteratura aveva fatto la sua unica passione. Ne fui totalmente rapito, assaporai ogni singola pagina, ogni storia. Allora c'erano altri ragazzi come me! Là fuori da qualche parte, sugli autobus, nelle scuole, per la strada. C'erano altri omosessuali che provavano il mio stesso senso di smarrimento, c'erano ragazzi che non potevano parlare di quelle farfalle che avevano nello stomaco ogni volta che vedevano un particolare ragazzo, a scuola. Magari lo stesso ragazzo che poi li prendeva in giro e non sapeva il male che faceva. C'erano ragazzi che avevano avuto il desiderio di morire, che si erano stretti la cintura al collo o tagliati la carne, ragazzi che avevano pianto ascoltando qualche canzone d'amore, ragazzi e ragazze che avevano pensato; “Non troverò mai l'amore”.
Per capire cosa abbia significato per me questo libro dovete immaginarvi questo ragazzo, chiuso al mondo con due sole amiche al suo fianco, le liti e i silenzi con genitori che non capivano la diversità del figlio, che forse immaginavano ma che non azzardavano a pronunciare quella parola: omosessuale. Perché di omosessualità non si sapeva nulla, perché gli unici omosessuali conosciuti erano quelli visti in TV o al cinema, le piume di struzzo, quelli che facevano ridere e che si prendevano calci nel culo. E a scuola non se ne parlava ovviamente, non con gli altri maschi almeno e poi c'era il professore di religione che sosteneva che gli omosessuali erano tristi e depressi, destinati all'infelicità.
Immaginatelo questo ragazzo che a volte era così esausto delle offese da non riuscire a salire su un autobus, da avere gli attacchi di panico se doveva andare in giro per il paese, che aveva crisi isteriche se lo mandavano a fare compere dopo le 18. Perché a quell'ora gli altri ragazzi andavano a fare la vasca in centro e lui, il frocio, era il giusto divertimento per il gruppo.
Una volta, a questo ragazzo, mentre tornava da scuola, dei ragazzi con la macchina gli tagliarono la strada, uno di loro aprì il finestrino e, davanti ad altre persone, cominciò ad urlare frasi sconce e offese orribili mentre gli altri ridevano.
Così, quel giorno, quel ragazzo, decise che sarebbe diventato un fantasma. Che si sarebbe nascosto, che sarebbe passato inosservato. Prima dopo la scuola e poi dopo il lavoro, questo ragazzo rinunciò alla sua vita. Il fantasma dell'opera e la sua solitudine.
Per quattordici lunghissimi anni.
In quel periodo, prima di trovare la forza di uscire dal bozzolo, prima di decidere che meritava di vivere la propria vita come ogni altra persona, questo libro, Ragazzi che amano ragazzi, è stato una luce nel buio. Una conferma che non ero solo, che potevo sperare in un mondo migliore.
Il mondo migliore, nonostante siano cambiate tante cose, non è ancora arrivato.
Però ci stiamo lavorando. Stiamo lavorando perché nessun altro ragazzo, perché nessuna altra ragazza si senta come mi sono sentito io o desideri di morire a causa della propria diversità.
Se ce l'ho fatta è anche grazie a questo libro.
Grazie Piergiorgio.
Marino Buzzi


17 commenti:

  1. Deve essere un bel libro..e secondo me lo dovrebbero leggere tutti, non solo chi è omosessuale..dovrebbero leggerlo tutti per capire che di diverso non c'è proprio niente.. l'Amore è Amore!

    RispondiElimina
  2. Ho come la sensazione che negli ultimi 14 anni non si sia fatto abbastanza, purtroppo. Ma come dici tu, ci stiamo lavorando.

    RispondiElimina
  3. Ho letto il tuo post come un regalo.
    Il regalo del racconto sincero e privo di demagogia di un dolore privato intimamente sentito.
    I dolori si assomigliano tutti..e questo ci dovrebbe insegnare molto.
    Grazie davvero.
    Lambrusco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Marino,
      E Grazie Lambrusco, per aver trovato le parole che cercavo!

      Elimina
  4. grazie del post, Marino, davvero molto bello. e concordo con te sulla bellezza del libro, che ho letto molto dopo la sua uscita, peraltro, quando ormai non avevo granché da nascondere ed avevo già fatto i conti con me stesso, ma mi è ugualmente servito. grazie, un abbraccio

    RispondiElimina
  5. Quanto sarebbe stato d'aiuto anche per me, se solo fosse giunto tra le mie mani nei primi anni dell'adolescenza, dove ero certamente sicuro di essere l'unico al mondo ad essere diverso...
    Deve essere proprio un bel libro! Lo leggerò al più presto!

    RispondiElimina
  6. Ma in che merda di paese abitavi?????

    RispondiElimina
  7. Alessandra in un paese che si chiama ITALIA!

    RispondiElimina
  8. Penso sempre che l'importante sia il rispetto verso se stessi, il rispetto per gli altri e un comportamento onesto e leale in ogni occasione.
    L'omosessualità non è una malattia, ne un reato e non impedisce di esprimere al meglio il proprio potenziale.
    Posso arrivare a comprendere una certa difficoltà nell'accettarla da parte di alcuni, ma non giustifico l'insulto, come, a onor del vero, non capisco l'eccessiva ostentazione della cosa in manifestazioni tipo il gay pride.
    Quello che continua a mancare in questo paese è il rispetto e pure un po' di buona educazione! Oggi la vittima sono gli omosessuali, domani gli extracomunitari, poi magari gli animali, poi chissà...ma la zuppa è sempre quella: ci si riempie la bocca con valori, che poi non siamo capaci di praticare.
    Ciao!

    RispondiElimina
  9. certi libri sono davvero preziosi...

    RispondiElimina
  10. Grazie per quello che hai scritto e perchè, quando sono venuta in libreria, mi hai consigliato di leggerlo, insieme ad altri. Uno più bello dell'altro. Antonella

    RispondiElimina
  11. Nel 1991, quando uscì, per me era un po' tardi per riceverne qualche aiuto: bene o male il mio percorso l'avevo già fatto. Ma diversi anni dopo, nel 2004, lo regalai a un ragazzo, un mio studente di 15 anni, che ne aveva dannatamente bisogno. Lo lesse in un pomeriggio, e per lui fu prezioso. Mai spesi meglio 8€ in vita mia. Giuliano

    RispondiElimina
  12. Bellissimo post, credo proprio che leggerò il libro!

    RispondiElimina
  13. Grazie per aver descritto la mia adolescenza. Come ha già scritto Lambrusco i dolori si assomigliano tutti.
    Grazie davvero, lo rileggerò.

    RispondiElimina