sabato 11 febbraio 2012

Un libraio sull'autobus

Seguendo l'esempio del grande Marc Augé  che ha scritto Un etnologo nel metrò io mi accingo a narrare le vicende di Un libraio sull'autobus.
Come ho già detto percorrere i 30 km che mi dividono dalla libreria è diventata un'impresa titanica. Solitamente mi sposto in treno ma il “piano neve”, che funziona, come ogni cosa in Trenitalia, alla perfezione, prevede un regionale ogni due ore che, di solito, segna ritardi che vanno dai 30 ai 250 minuti. Accade spesso che questi treni siano senza riscaldamento e che entri anche la neve. Quindi mi sveglio all'alba da una settimana e mi sposto in autobus che impiega, quando va bene, un'ora e mezza ma che, almeno, mi da la sicurezza di arrivare a destinazione.
Questa mattina, mentre ero assorto nella lettura di Urlo di Allen Ginsberg, alcuni inspiegabili eventi hanno attirato la mia attenzione.
Se in treno le ultime mode prevedono viaggiatori che si tolgono le scarpe e appoggiano i piedi sul sedile davanti, gente che si porta McDonald's impregnando dell'orrido tanfo tutto il vagone o altri che, in assenza di fazzolettini di carta, ripiegano sulle incolpevoli tende per soffiarsi il naso (per non parlare di quelli che ho definito “smanettoni” che migrano da una carrozza all'altra in cerca di prede e poi cominciano a toccarsi nelle parti basse pensando che  all'ignaro/a malcapitato/a faccia piacere assistere alle sue esibizioni sessuali) in corriera ho avuto il piacere di assistere a:
Un ragazzo che si toglieva, con la chiave, il cerume dalle orecchie e poi lo appiccicava sul sedile,
Un signore che si è ammazzato di birra e poi è stato male,
Un signore che ha esplorato le proprie cavità nasali, osservato bene il contenuto e poi lo ha appiccicato ai vetri,
Un ragazzo che non si è posto il problema che la signora accanto a lui, in piedi, aveva più o meno ottant'anni e magari sarebbe stato opportuno farla accomodare (si è alzata una signora prima che potessi farlo io),
La regola “non si parla al conducente” non interessa a nessuno,
Un gruppetto di ragazzi con musica a palla (ma non lo sanno che hanno inventato gli auricolari?),
E, infine, ho trovato uno smanettone anche sulla corriera che mi si è piazzato davanti e, guardandosi attorno con occhi meschini, ha fatto scivolare la mano dentro i pantaloni (i suoi). Quando gli ho chiesto, ad alta voce, che diavolo stesse facendo si è spostato mischiandosi alla miriade di persone in piedi.
E questo è davvero tutto, alle prossime avventure del libraio pendolare!

8 commenti:

  1. Io in più o meno 9 anni di viaggi in corriera ho assistito a tutto e di più..tra le varie cose studenti che hanno dato fuoco ai sedili (eh si), smanettoni quanti ne vuoi, scaccolatori a palate, ubriachi alle 6.30 del mattino che mi importunavano, poveri malati di mente abbandonati a se stessi che mi han sicuramente scambiata per Basaglia (li becco tutti io) e potrei continuare all'infinito.Purtroppo condividere un mezzo di trasporto con altre persone porta un sacco di svantaggi..

    RispondiElimina
  2. ... odio i mezzi pubblici. Giusto ieri ho assistito a un tizio che ha deciso d'intraprendere una lunga esplorazione delle proprie cavità nasali ;___; maccheschifo.
    Il tizio che si pulisce le orecchie con la chiave però mi è nuovo.

    RispondiElimina
  3. Prendo il treno tutti i giorni ma non ho mai assistito a nulla del genere....credo che dda stasera salire sul treno non sarà più la stessa cosa.

    RispondiElimina
  4. Smanettoni, ubriaconi, mecdonaldari e speleologi li conoscevo.
    Ma quello che si soffia il naso sulle tende ancora non mi era mai capitato O_o
    Anche perchè, voglio dire... ci vuole coraggio ad usare le tendine, sporche come sono XD

    RispondiElimina
  5. Sono più le disavventure del libraio, direi.
    Buna fine settimana e buona serata.

    RispondiElimina
  6. Irriverent Escapade16 febbraio 2012 10:01

    Ho fatto per anni la pendolare tra il mio paesello natio e la città (in bus verso il liceo) e poi verso la metropoli (il primo anno di università, in treno) ma, credimi, a quel catalogo di schifezze e amenità varie non ho mai assistito.
    Ora, da anni residente nella grande città, mi diletto ad osservare i comportamenti sulla metro...ma credimi i tuoi esemplari, sono inarrivabili!

    RispondiElimina
  7. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAAAAAAA!!! Oh mamma che ridere!

    RispondiElimina