lunedì 26 marzo 2012

Ottimizzare l'ottimizzabile ottimizzabilmente!

Nelle aziende librarie (trovo che sia più adatto questo termine, ormai, piuttosto che librerie), come in tutte le altre aziende, è diventato di fondamentale importanza ottimizzare tempi e personale. Con la crisi che, come una marea nera, sta travolgendo, lentamente, tutti i settori dell'economia, oltre che la nostra quotidianità, il personale “in esubero” (anche se spesso in esubero non è) viene tagliato, non si fanno nuovi contratti e si cerca di fare con le forze che si hanno a disposizione.
Lo posso capire, naturalmente, posso capire che le aziende in perdita o in crisi non si mettano a investire in un momento così brutto. La cosa che mi sorprende, però, è che si pretende (in generale non solo nelle aziende librarie) che il personale considerato non in esubero (al massimo esuberante) dia ottimi risultati dovendo fare il triplo del lavoro. Avere la stessa professionalità di prima, seguire i clienti in modo impeccabile, saper stare in ogni parte del negozio e avere eccellenti conoscenze e competenze su ogni singola mansione, anche in settori diversi dai propri.
Così, visto che sono un fans di queste politiche dell'eccellenza e che credo fermamente che “ottimizzando” sino allo sfinimento il personale si possano ottenere ottimi risultati vorrei fare qualche proposta:
  1. Fornire di catetare e pannoloni il personale. Non vedo perché si dovrebbe perdere tempo ad andare in bagno quando si può fare tutto alla propria postazione.
  2. Abolire completamente la malattia. Adesso non verrete mica a raccontarmi che uno che sta male non riesce anche a lavorare, vero?
  3. Le ferie. Per carità le ferie. Ma che in un momento di crisi si va in ferie? E poi cos'è questa leggenda metropolitana che in ferie ci si va d'estate? Allora riduciamo a una settimana l'anno le ferie. Il periodo di “consumo” della propria settimana di svago è possibile solo nei mesi di gennaio, febbraio, ottobre e novembre.
  4. I permessi. L'unico permesso che propongo di lasciare è quello che si chiede quando si vuol passare davanti a qualcuno.
  5. La maternità. E basta con sta storia che bisogna fare dei figli, se proprio li volete fare propongo che paghiate un risarcimento all'azienda. Dopotutto è una scelta personale, no?
  6. Pausa pranzo. Ma come, vi lamentate che non arrivate mai alla fine del mese e volete pure mangiare? Che poi vi vedo, siete grassocci, un po' di dieta non vi farà di certo male.
  7. Formazione. Ma andiamo, siamo seri. Ma che genere di formazione volete che serva per vendere i libri di oggi? Ma basta che l'autore vada in televisione, no? Praticamente si vendono da soli. Che formazione dovreste avere, secondo voi, per vendere la coppia Clerici/Vespa? O Al Bano sulla via della beatificazione? La formazione è superata, cosa da intellettuali che va bene solo per far facciata.
  8. Il cliente non è un essere umano, non necessita di attenzioni, non ha bisogno di consigli o di essere indirizzato. Propongo di dedicate dai 30 ai 50 secondi a cliente la scena dovrebbe essere questa (cercate di parlare in fretta per ottimizzare i tempi):
    “Buongiornomidicasubitocosaleservechedevoservireilclientedopodileiepoidevoandareasistemareilmagazzino!”
    “Vorrei un libro di Marguerite Yourcenar.”
    “Machesecondoleiabbiamolibriacosìbassavendibilità?Tièbeccatistomattoneda9,90chetantomicalacapivilaYourcenar!”
  9. Scelta dei libri da mettere in vetrina. Altro mito da sfatare. In vetrina vanno solo libri con copertine accattivanti. Propongo di prendere a caso, per non perdere tempo, i primi libri che si trovano impilati nei tavoli principali.
Bene, spero che le aziende librarie prenderanno in considerazione le mie proposte.
Vado a tentare il suicidio, ci sentiamo domani.

6 commenti:

  1. le proposte le hai copiate da un franchising di fast food ammerigano, vero? (così, per non fare nomi)

    RispondiElimina
  2. Sono il cavalier Zampetti: uè, giovane, hai delle idee che mi esaltano, unite alle ultime riforme del lavoro qui finalmente ci risolleviamo l'economia nazionale ... alla grande!

    RispondiElimina
  3. Il suicidio è tassativamente vietato. Puoi morire solo dopo la pensione, cosa ti salta in mente??!!
    Penserai mica di lasciare la tua postazione vuota?
    :) buon lavoro..
    Roberta

    RispondiElimina
  4. Quale pensione?! E comunque morire non è più una scusante, anzi, uno potrebbe restare alla sua postazione con un po' di cerone e gli occhiali scuri ... tanto con i clienti mica bisogna parlarci, l'essenziale è che il posto SEMBRI coperto (ehi, mica male come idea...). Capito, lavativi? E' finita la pacchia!

    RispondiElimina
  5. Non sarebbe meglio se in vetrina metti libri che abbiano in copertina dei bei ragazzoni discinti? Anzi lascia perdere i libri e tieni direttamente i ragazzoni xD

    RispondiElimina
  6. Attenzione con queste proposte, che con l'aria che tira potrebbero fornire spunti interessanti al legislatore...
    (trattandosi di primo commento ne approfitto per farti i complimenti, un bel blog che cerco ormai ogni giorno con trepidazione ;))
    Ale

    RispondiElimina