mercoledì 4 aprile 2012

Gli sconti non finiscono mai

Giusto per ribattere a chi sostiene che la nuova legge sugli sconti ha influito negativamente sulle tasche dei compratori (lo so che è un terreno minato ma mi piace stuzzicarvi), vi faccio presente che:
  • Il catalogo Oscar Mondadori è rimasto in sconto al 25% tutto il mese di marzo e adesso, lo stesso catalogo, passa al 15% sino a fine aprile.
  • Le collane: Farsi un'idea, Universale Paperbaks e Le vie della civiltà della casa editrice Il Mulino sono in sconto al 20% sino al 15 di aprile.
  • Il primo di aprile è iniziata la campagna Laterza che vede tutto il catalogo (tranne l'economica Laterza) scontato al 20% sino al 30 aprile.
  • La collana I numeri primi è in sconto, sino a fine mese, al 25%.
  • Il catalogo della casa editrice Il Saggiatore (esclusa la collana economica) è in sconto per tutto il mese al 25%.
  • La casa editrice Coconino ha messo in sconto, per tutto il mese di aprile, il proprio catalogo al 25%
  • Da oggi (4 aprile) va in sconto al 25% la collana PBA della casa editrice Adelphi.
Che dire? La libreria straripa di bollini con il segno – e ogni casa editrice ci ha letteralmente sommersi di materiale pubblicitario.
È un buon segno? Non lo è?
Sicuramente in un mondo abituato al vivere “l'oggi” senza mai guardare al futuro è un buon segno per le tasche di chi compra (e siamo così pochi in Italia a leggere libri che abbiamo bisogno di attenzioni e coccole). Temo lo sia molto meno per le case editrici, sia per quelle che possono ancora fare gli sconti e, soprattutto, per quelle che proprio non possono permetterselo. Intanto i dati sulle librerie sono allarmanti, basti pensare che un colosso come la FNAC sta pensando di chiudere le librerie italiane e di vendere le altre. Non pensate che ai gruppi “storici” in Italia le cose vadano meglio. Sinceramente non so immaginare un futuro senza librerie e senza libri di carta.
Ma forse sono un illuso, un sognatore e un nostalgico.
È meglio che mi iscriva a un corso per diventare gelataio.

11 commenti:

  1. "Sinceramente non so immaginare un futuro senza librerie e senza libri di carta."
    Non VOGLIO nemmeno immaginarlo. E io non sono contro il mercato digitale.
    Poi non ho capito, il tetto massimo degli sconti non era fissato al 15%? A me in libreria dicono così.

    RispondiElimina
  2. Chagall per le campagne mensili, che non si possono ripetere più di un tot di volte l'anno, è possibile il 25% Così come è possibile farlo sui singoli titoli (infatti per un po' rizzoli lo ha fatto su alcune novità). è una legge che si aggira. Certo sconti superiori al 25% non sono possibili ma ti assicuro che le campagne sconti, in libreria, non sono mai finite.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Boh... a me li fanno pagare prezzo pieno ora. Forse è perché si tratta di una piccola libreria in cui se vuoi un libro in genere lo devi ordinare.
      Un saluto.

      Elimina
  3. Un mondo senza librerie NON può esistere....

    RispondiElimina
  4. Ecco... adesso scrive il libro sulla fine del mondo! Lo sapevo io che non poteva finire tutto con Giacobbo. :D

    RispondiElimina
  5. E se invece di fare sconti ogni tanto li facessero costare meno, ma sempre?
    Voglio dire, 18 euro per un libro (in media), non sono pochi. Io adesso li leggo digitali solo per crostare qualche euro...

    RispondiElimina
  6. Guarda, il gelataio proprio no!
    Mio padre lo fa e ti garantisco che è davvero finita l'epoca dell' "ice cream eldorado" come lo chiamo io.
    Diamoci all'arte!
    Mmmhhh mi sa che ho toppato?

    RispondiElimina
  7. Cosa può succedere nel lungo termine, non so dirlo.
    due cose sono però sicure:
    - Si stampano tante ma tante porcherie che se si selezionasse meglio, FORSE si avrebbero meno volumi ma di sicuro più qualità.
    - gli sconti servono a vendere le porcherie, perchè se voglio comprare perchè se cerchi Primo Levi non solo devi aver fortuna per trovarlo ma lo paghi, sicuro, a prezzo pieno.

    Inoltre tutti questi volumi di vendita altro non fanno che stimolare la produzione di schifezze seriali dando come effetto secondario la NON ristampa di tanta bella letteratura ormai quasi impossibile da trovare anche sul mercato dell'usato.

    mi domando e chiedo, quindi... questi famosi sconti sono poi necessari A CHI? all'utente, non credo. perchè non penso gli si faccia una cortesia educandolo a comprare i libri a peso.

    Alle major ed alla grande distribuzione (di filiera o generalista poco importa) porta soldi, ma se continui a vendere per prezzo, la tua unica arma è il prezzo e se non ci stai dentro coi costi (di cui alcuni sono incomprimibili) venderai libri al prezzo della carta per stamparli sino a finire strozzato dalla tua stessa strategia di vendita.

    ora resta da stabilire se Sansone si porterà con se tutti i filistei oppure se i grandi gruppi cederanno prima (e ci sono i presupposti... strutture più grandi, costi più grandi percentualmente in caso di contrazione del mercato) di portarsi dietro tutto il mercato, oppure se il loro volano è talmente grosso da distruggere il mercato del libro (cosa di cui, però, dubito)

    Seamus

    RispondiElimina
  8. Un mondo senza librerie e libri di carta non oso immaginarlo nemmeno io, sarebbe una tristezza incredibile...
    Durante il periodo prenatalizio, pochi mesi fa, faceva piacere vedere che le casse che battevano più scontrini fossero proprio quelle delle librerie. Sicuramente è utopistico pensare che si possa vendere quanto si venda prima di Natale, però quando ho visto la libreria piena di gente ho pensato che, nonostante tutto, leggere, comprare e regalare un libro è ancora qualcosa che piace, fortunatamente. L'immagine nefasta che mi hai fatto immaginare tu alla fine del post, invece, spero proprio che non si realizzi mai...
    Ciao buona serata e complimenti per il blog (ti leggo forse da un mesetto ma non ricordo di averti mai lasciato un commento) :)

    RispondiElimina