lunedì 2 aprile 2012

Religionando (ovvero: di religione parlando)

Come avrete intuito non sono credente. Anni fa mi sono sbattezzato, è un gesto simbolico, lo so, ma ho fatto una scelta e ho deciso di essere coerente sino in fondo. Ho, però, profondo rispetto per chi crede o, per meglio dire, ce l'ho per coloro che hanno una forte spiritualità che si materializza, poi, nell'amore per le altre persone. Vi chiedo quindi di non leggere in modo sbagliato questo post perché, mentre lo scrivo, penso proprio a coloro che credono in un disegno “divino” (che non sono io vestito come Lady Gaga) più ampio.
Da diversi anni la casa editrice Piemme pubblica una collana, Incontri, che annovera, fra i maggiori nomi di richiamo: Paolo Brosio, Al Bano, Legrottaglie, Dalila Di Lazzaro e altri ex qualcosa che hanno trovato, sulla propria strada, la redenzione. Mi rendo conto che ognuno di noi ha le proprie esperienze e il proprio retaggio culturale ma, diciamocelo, è chiaro che di “religioso” in questi libri c'è ben poco. Sono libri autocelebrativi in cui vi è un senso della religione “take away”, in cui pregiudizi, esperienze, visioni, spesso completamente distorte degli eventi e del senso religioso, si mescolano senza troppe pretese a gossip e fantasie varie. Considero Piemme una delle peggiori case editrici sul mercato ma questa è una considerazione del tutto personale, mi baso sui fatti e sulla lettura (povero me) di alcuni di questi testi (mi voglio male).
Eppure sono libri che vendono moltissimo (così come vende tanto L'ultimo esorcista di padre Amorth) e questo mi spinge a pensare che esista un substrato di persone pronte a credere a qualsiasi cosa, terribilmente ignoranti nel campo della teologia, gente che preferisce un libro di un qualsiasi personaggio famoso che magari ha trovato il modo, attraverso la fede, di fare qualche soldo o di tornare alla ribalta delle cronache, piuttosto che concedersi la lettura di un libro (e ce ne sono tanti) che parli seriamente di spiritualità.
Trovo anche che ci sia un messaggio pericoloso in tutto questo perché se uno di questi personaggi, a un certo punto, scrive che gli omosessuali possono “guarire” grazie alla Madonna di Lourdes o a Padre Pio o se qualcun altro sostiene che le malattie si possono sconfiggere con la preghiera troverà, prima o poi, qualcuno che non ha modo di crearsi una propria idea o che non ha un senso critico delle cose, disposto a credere alla sciocchezza del momento solo perché a dirlo sono stati Brosio o Al Bano.
Trovo, infine, questo modo di spacciare la religione davvero di cattivo gusto oltre che di basso livello. Arrivo anche a dire che, dal mio punto di vista, oltre che degradante è anche offensivo nei confronti di coloro che hanno una concezione matura della spiritualità.
E mo basta eh?

15 commenti:

  1. non so cosa dire. questi libri mi fanno ribrezzo. quelli dei vip in generale e quelli che parlano tanto male di spiritualità.
    sono una non credente, non praticamente che si interessa come può di storia delle religioni, ma questa roba è offensiva. nei confronti di chiunque. ma vende perché alla gente piace. ma chi cavolo è questa "gente"? io la vorrei conoscere...

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  2. Condivido tutto, da credente sono persino più inorridito di te dal successo di questi testi e dalle case editrici che lo cavalcano, la superstizione purtroppo non ha confini.

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  3. Condivido completamente il tuo pensiero, però ho una domanda che mi attanaglia le viscere: perchè pensi che la Piemme sia una cattiva casa editrice? Ma potevi dirlo prima di farmici spedire il mio manoscritto, no? XDDDDDDDDD
    [Scherzo ovviamente però sarebbe crina una tua opinione visto che hai più esperienza di me in campo]

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  4. Strepitoso il tuo blog! Bello il post che però riguarda un po' tutti i libri "di gente famosa". Certo quelli sulla spiritualità fanno sorgere qualche dubbio in più...
    Sono una bibliotecaria precaria per ragazzi (insomma una categoria in via di estinzione con la prossima finanziaria!) e anch'io per dovere di cronaca leggo anche cose che non mi piacciono (anche per adulti ovviamente!), ma queste proprio proprio no ;)! Non ce la faccio ;)!
    A presto!

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  5. Madoka mi baso solo sulle pubblicazioni, vedo i titoli che ci arrivano in libreria e, francamente (ma ovviamente è un giudizio personale)non ne comprerei mai uno. Tranne, forse, per la Ensler (ma al suo libro hanno dato un titolo orribile) e pochissimi altri. Ripeto, però, è una consdierazione del tutto personale.

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  6. Condivino in pieno quello che hai scritto nel tuo post... Il fatto è che essendo questi personaggi famosi hanno la possibilità di pubblicare qualsiasi schifezza che passi loro per la mente (o per la mente dei loro ghost writers..)...

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  7. Io sono d'accordo in pieno su cosa scrivi...sono credente e praticante e trovo di pessimo gusto che dei Vip scrivano libri del genere solo per vendere e farsi ulteriori soldi perchè, secondo me, è di questo che si tratta, le case Editrici puntano su questo perchè la gente, se un libro è scritto da un calciatore o un cantante è più propensa a comprarlo, poco importa come o cosa scrivono...se contiamo poi che queste persone, essendo vip appunto, non hanno problemi di sorta a farsi pubblicare un libro...

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  8. Io, al contrario tuo, sono credente e praticante. Ma condivido pienamente il tuo pensiero e la tua critica verso questi libri. Anche perchè, coloro che li leggono, molto spesso, non lo fanno con senso critico e con una mente aperta e quindi questo fenomeno di libri pseudo-religiosi non fa altro che alimentare il vuoto devozionismo, l'ignoranza, quella religiosità fatta solo di superstizione e folklore.
    La fede (quella vera) è fatta soprattutto di capacità critica, apertura verso il mondo, coraggio di mettersi in discussione, accoglienza e amore incondizionato, capacità di eliminare le sovrastrutture e tornare alla sinteticità e universalità del messaggio evangelico... purtroppo questi concetti li dovrebbe mettere in pratica prima di tutto la chiesa e poi gli pseudo-scrittori -.-" Ma siamo ottimisti e speriamo nel futuro...

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    1. Grazie Febo, il tuo messaggio mi riempie il cuore di speranza :)

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  9. Caro Marino, condivido in pieno la tua considerazione su Piemme, soprattutto quando penso alla collana Incontri.

    L'unica cosa che accomuna tutti questi personaggi, al di là della (presunta) spiritualità ritrovata e l'impellente bisogno di scriverne è che se non se ne fossero usciti con la propria opera avrebbero rischiato di rimanere sconosciuti o di finire nel dimenticatoio.
    Prendiamo Brosio: prima che pubblicasse "a un passo dal baratro" chi se lo stava filando più? Se qualcuno mi chiedesse cosa mi spinge a pensare a una mancanza di buonafede risponderei semplicemente di aprire "profumo di lavanda" e cercare la foto dove lui si sottopone a esami medici. Ora, va bene tutto, ma quando mai si è visto uno che si fa fotografare in quei momenti? Serve giusto per far pietà. E dubito che se avesse raccontato le stesse vicende senza infilarci il fattore fede ritrovata avrebbe avuto lo stesso seguito, ammesso che l'avessero comunque pubblicato.

    E al di là dei contenuti... ma quanto sono orrende le copertine di questa collana?!

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  10. Le persone (molte ma non tutte, per fortuna) hanno perso la capacità di pensare e la voglia di far fatica. Perché, insomma, la speculazione non è gratis. Il tutto subito ormai vale anche per la spiritualità.

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  11. Il successo di certe operazioni, che suonano costruite a tavolino lontano un miglio, secondo me ha molteplici ragioni: la tv, tanto per cominciare, che ha ormai assuefatto un paio di generazioni al confronto quotidiano con personaggi infimi che anche se li getti dalla finestra prima o poi ti ritornano in casa grazie al tubo catodico (e provare a spegnerlo, almeno per un po'?); la religione, che è un fattore di condizionamento forte in ogni società complessa, anche se quella che viene spacciata in certi libri non ha nulla a che vedere con l'autentica ricerca di fondamenti superiori (i quali spingono al vero miglioramento di sé) che poi è il vero significato di una fede che non sia limitata a ripetizioni sclerotiche di riti e a pregiudizi rassicuranti. Infatti, Brosio & Co. non fanno che titillare una sorta di 'paganesimo' latente nel popolo italiano, quell'idolatria consolatoria che si sfoga nel culto fanatico e opportunista di santi e madonne estrapolati dal loro contesto e trasformati in divinità propiziatorie cui il popolo può delegare le proprie frustrazioni: non vi è nulla di teologico o spirituale nei loro elenchi di miracolati, di ex voto a memoria di 'grazie ricevute', di fologorazioni sulla via della discoteca, di guarigioni miracolose raccontate come in una soap opera ... puntando sul potenziale socializzante-consolatorio di certe figure ormai radicate nell'immaginario popolare si vende al pubblico un surrogato di speranza così come gli si venderebbe una marca di caffè o di deodorante, tanto gli effetti sono circa gli stessi: un sollievo momentaneo e poi si torna alla vita di sempre. La questione della 'malattia omosessuale' guaribile con la fede è quasi un must di questi tempi: mantenere una visione 'lombrosiana' dei gay nell'inconscio popolare serve anche, indirettamente, a 'giustificare' le imprese di certi ecclesiastici di cui si potrà continuare a dire che hanno 'peccato' in quanto traviati dalla propria 'malattia' sviando abilmente l'attenzione dalla spaventosa arretratezza in cui versa il paese nel campo dell'educazione e della cultura sessuale. Pregare una statua sarà sempre meno impegnativo del mettere in discussione stereotipi che in fondo ci aiutano a sentirci parte di una comunità, e pazienza se ciò avviene a scapito di qualcun altro: sarà per questo che le madonnine a volte piangono?

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  12. Non posso che essere d'accordo con te. E lo dico da credente. Tutto questo non fa altro che alimentare i pregiudizi nei confronti di chi, invece, come dici tu, ha una concezione matura della spiritualità. Guarire gli omosessuali... ma stiamo scherzando?? E allora perché non riprendiamo anche la caccia alle streghe? Poveri noi...

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  13. È una cosa deprimente.
    Specialmente se pensi che in molti piccoli paesi questi libri o i programmi televisivi a cui gli 'autori' approdano regolarmente per la promozione, sono le uniche occasioni per parlare di omosessualità.
    E quando si tratta di gay, chiunque può dire qualsiasi cosa. Il prezzo sono è il dolore sommerso di tante persone.
    Grazie per questo post.

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  14. Scusa:
    *il prezzo sono le vite e il dolore sommerso*

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