venerdì 29 giugno 2012

50 sfumature di noia.


L'anno scorso, di questi tempi, le lettrici e i lettori salutavano con soddisfazione la nuova collana da 9,90 della Newton & Compton tanto da regalare all'editore parecchi posti in classifica e molte soddisfazioni. A partire da quel momento il mercato del libro si è rivoluzionato, molte altre case editrici hanno seguito la strada del prezzo basso ( a prescindere dalla qualità, parlo solo di prezzo) puntando soprattutto su belle copertine e titoli accattivanti. Se guardiamo la classifica di quest anno ci rendiamo conto che le cose vanno diversamente. IBS segnala nei primi 10 posti libri che vanno dai 14 ai 19 euro, occorre arrivare all'11 per trovare un titolo a 9 euro (Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino ma c'è anche da considerare che è periodo di letture scolastiche e che il buon Calvino è spesso consigliato dalle professoresse e dai professori per fortuna) e al 12esimo per trovare un titolo Newton (la solita Melissa Hill che fra regali da Tiffany e innamoramenti a New York ha la pensione assicurata). Le cose non cambiano per Wuz, anche qui una massiccia presenza di libri a prezzi superiori a 9,90 (il primo titolo Newton in classifica è al 13 posto). Anche in libreria ci siamo resi conto che il giochetto del prezzo basso con altrettanto basso contenuto è durato il tempo di fregare, con diversi e accattivanti titoli, un po' di gente . Certo poi gli appassionati e le appassionate del genere Hill & Co. li si torva sempre. Del resto vendiamo sempre bene i vari John Gray, Kinselle varie, Barbara e Allen Pease o Sherry Argov. Ognuno legge quello che vuole non è questo il punto.
Dopo questo brevissimo colpo d'occhio a come il mercato del libro, per vendere, debba cercare continue novità (e non parlo certo di novità editoriali) non posso far a meno di notare, con un po' di fastidio, che anche quest anno è il marketing ad avere la meglio. Mondadori, che si è fatta fregare un'estate ma poi ha rimesso in campo le proprie strategie, ha cominciato a promuovere i titoli di James E.L, mesi fa costruendo ad arte la doppia aspettativa: il ritorno dell'erotico (che più erotico non si può) con frasi costruite per insinuarsi nell'immaginario morboso (“Scopri il libro di cui tutte parlano”) e ammiccamenti al sadomaso e al bondage in una storia che ricalca perfettamente altre storie (Il miliardario e l'ingenua studentessa, un copione già visto milioni di volte direi) e, soprattutto, l'idea del romanzo nato dalla rete e finito poi in e-book su Kindle e iPad. Il gioco è stato semplice e lineare, basta dire che è “un successo di passaparola” ed ecco che il best seller estivo, anzi la trilogia del best seller estivo, è servita.
La mia domanda è: ma perché ci facciamo sempre fregare? Perché basta promettere prezzi bassi o misteri o sesso estremo per vendere? Perché basta un po' di marketing mirato per far correre frotte di persone a comprare un libro che non merita, non solo il prezzo di copertina, ma nemmeno l'etichetta di libro erotico? L'erotismo, se ben scritto, è uno dei generi più difficili da creare e “raccontare”. Buona parte dei libri spacciati per erotici sono, in realtà, descrizioni anatomiche e di atti sessuali che, anche se a volte decisamente fantasiosi, hanno sul vostro libraio preferito (che lo ricordo sono io) l'effetto dello Xanax.
Mi spiace dirlo ma il mercato del libro non cambierà sino a quando non cambierà il nostro modo di acquistare letteratura. Se basta una fascetta per spingerci a comprare un libro allora dobbiamo rassegnarci a trovare in libreria soprattutto un certo genere di prodotti.
Va bene, va benissimo.
Però poi non lamentiamoci di quello che si pubblica.

11 commenti:

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  2. Scusami se mi permetto, ma non trovo sia necessariamente sbagliato prendere un libro perché la copertina o il titolo stuzzicano la fantasia. Non è detto che sia tutta spazzatura.
    L'importante è avere dei propri interessi, essere curiosi, provare cose nuove.
    Non ho letto i libri di cui parli, quindi non mi esprimo.
    Sono d'accordo quando dici che la figura del libraio (e aggiungerei il bibliotecario) deve essere rivalutata.
    Però, spero mi perdonerai, delle volte si percepisce un atteggiamento di snobismo o chiusura.
    Poi tu rimani IL nostro Libraio preferito e questa è una delle poche certezze della vita ;)

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  3. Chagall mi rendo conto e hai ragione, ognuno deve essere libero di leggere quello che vuole e non mi permetto di giudicare i generi. Ma questi libri sono brutti e scritti male, sono solo marketing senza contenuto. Io devo togliere libri importanti di catalogo che magari non hanno grosse vendite per far spazio a questa spazzatura.

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    1. Non ho letto i libri di cui parli, sinceramente mi piaceva la copertina, ma la quarta non mi ha convinto.
      Dico solo che se da un lato i lettori devono trovare la curiosità di "andare oltre", dall'altro anche i librai non devono chiudersi solo a quel che piace a loro.
      Certo... da lettore, effettivamente posso dire che si vede tanta paccottiglia, quindi per un libraio deve essere ancora più difficile. Difficilissimo. Ma dire sempre "è tutta robaccia" in generale, credo che alla lunga sia un atteggiamento controproducente.
      Spero sia chiaro che non è mia intenzione fare polemica.

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    2. No, no anzi. Non dico che tutto quello che arriva sia cattiva letteratura, dico che c'è una preminenza a puntare sul marketing.

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  4. Credo che sia un problema che non è nato solo in questo anno. Da sempre ci facciamo "fregare". Devo ammettere che, se da un lato noi lettori medi ci facciamo abbindolare facilmente, dall'altro ci sono dei pubblicitari bravi. Non solo, ma anche i gusti letterari (passami il termine, so che non consideri letteratura un Harmony) sono soggetti a quel fenomeno che, quando si parla di moda e vestiti, si chiama fashion victimism. Secondo me il fatto è che in tutti i campi cercano di cambiare i nostri gusti, e questo non perché i prodotti sono necessariamente migliori, ma perché anche i tempi cambiano, e ad ogni tempo c'è qualcosa da vendere :)

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  5. Hai ragionissima, come sempre. Certo che ci capisci di libri... Farai mica il libraio, alle volte :-)
    ciao Luciachetileggesempre

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  6. ... e aspetta che escano i film tratti dalla sadomasochistica (per il lettore?) saga! Ti toccherà pure mettere mascherine e frustini accanto alle pile di ristampe, magari forniti direttamente dall'editore. "fatevi del male anche voi, questa volta in 3D!!!"

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    1. Jona se mi danno mascherina e frustino... guarda... li indosso subito...

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  7. grazie,
    non mi sento così sola.
    :)

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  8. CaptainWillard27 gennaio 2017 17:10

    Che poi, se proprio vogliamo dirla tutta, Fifty Shades è una saga composta in realtà di:

    -sesso (ripetitivo, scritto male e assolutamente ordinario)
    -stalking
    -relazione abusiva da manuale

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