lunedì 4 giugno 2012

E se fosse già troppo tardi?


L'esempio è sotto gli occhi di tutti ed è un esempio di cui moltissimi, nel mondo culturale e librario, amano riempirsi la bocca. Sto parlando della catena di librerie inglese Waterstones acquistata (e salvata dal fallimento) da un oligarca russo (Aleksandr Mamut) che ha, subito dopo l'acquisto, messo a capo delle librerie James Daunt, un libraio che ha fondato le Daunt Books, una catena di cinque librerie che puntano tutto sulla preparazione dei librai, sulla qualità dei libri ( e non , come avviene da noi, sulla quantità) e su un catalogo forte.
La prima obiezione che mi viene fatta, quando faccio questo esempio è: “Sì ma noi non siamo l'Inghilterra”.
E non lo saremo mai, aggiungo io. E neppure la Germania o la Francia. E allora? Noi abbiamo un patrimonio di lettori forti che è un numero irrisorio rispetto ad altri paesi europei, ma è anche il bacino d'utenza che noi dovremmo riconquistare e riportare in libreria. Riportare, certo. Perché, nel caso non ve ne foste accorti, le librerie sono sempre più vuote.
Leggo interventi anche molto interessanti ma che rimangono per aria senza mai trovare il modo di concretizzarsi. Chi parla dell'amore per il libro, chi ci mette la faccia con una storia “letteraria” di famiglia, chi, ancora, chiede al pubblico di adottare una libreria.
Noi librai abbiamo visto mutare le cose così in fretta che neppure ci siamo resi conto di quel che accadeva. Nel giro di quattro anni è crollato tutto, è crollata anche la qualità del nostro lavoro.
E mi odio mentre ve lo dico ma è successo che a un certo punto della nostra bella favola qualcuno ha deciso di trattare il libro come una qualsiasi confezione di biscotti. E non di quei biscotti fatti a mano con la ricetta della nonna. No, di quelli industriali che usano polvere chimica al posto delle uova. Qualcuno ha pensato che bastava puntare tutto sulla confezione e poi, d'accordo con qualcun altro, ha avuto la brillante idea di riempire le librerie con questi biscotti scadenti. E adesso i biscotti sono vecchi e ammuffiti e nessuno li vuole più.
La cosa più stupida che potevamo fare, e l'abbiamo fatta naturalmente, era di sacrificare i lettori forti sull'altare del Dio Marketing.
Bisogna semplificare le librerie, ci hanno detto, e allora via con i percorsi tematici. Togliamo pure le “macchie” (disposizione dei libri per casa editrice) e il settore dei classici, mettiamo tutto in ordine di autore che tanto poi il cliente il libro non lo trova lo stesso e non trova nemmeno più il libraio, a dire il vero, perché non c'è più. Tanto che ce ne facciamo di uno che conosce i libri? Prego, prego, pescate pure un libro a caso nel mucchio dei best seller.
A casa mia si dice: fare i conti senza l'oste.
Infatti il giochino ha funzionato per un po', il tempo giusto per far arricchire qualcuno e per far sprofondare il mercato del libro.
E pensate, a questo punto, che qualcuno abbia deciso di mettere una bella pezza su quel buco? Ovviamente no. Non è possibile che le politiche librarie di qualche super manager siano fallimentari. Sarà colpa dei librai (che non ci sono più), mettete in evidenza le campagne promozionali che la gente se vede 25% di sconto corre a comprare, fate proposte più appetibili che c'è la crisi e la gente mica ha voglia di esser triste.
Ponetevi nel modo giusto, dovete essere convincenti ma non insistenti e mentre ci siamo, oltre a vendere i libri, non è che mettereste in evidenza anche borse, borsette, cancelleria varia? Che quella vende e margina di più.
Se il sistema non funziona non è pensabile rivedere il tutto. No, puntiamo sul lettore e book che tanto avere un libro o un file, fra le mani, è la stessa cosa. E poi un file lo scarichi anche da casa e mica hai più bisogno dei librai e delle librerie.
No, ma prego, prego, continuiamo pure a dire: “Bravi, bravi in Inghilterra che hanno salvato capra e cavoli puntando su qualità e assistenza. E ma noi mica siamo l'Inghilterra, siamo l'Italia! Qui bisogna rincorrere il lettore che compra un libro l'anno!”
Bravi. Ottima strategia.
Poi voglio vedere se qualcuno avrà il coraggio di prendersi le proprie responsabilità una volta che sarà crollato tutto.
 E non ditemi: "è colpa dei libri che costano troppo e della legge Levi che non permette sconti" perché sappiamo bene che non è così e un giorno vi spiegherò perché il prezzo dei libri è gonfiato alla base.
Non oggi, però. Sono già troppo amareggiato.
 E arrabbiato. Anzi, no.
Furioso. 

15 commenti:

  1. Io sono furiosa insieme a te! Provo a dire una cosa banale, tanto sono sempre la "solita"! In pedagogia più o meno funziona così: più dici al bambino che non si comporta bene e più quello si convince di essere "cattivo". Più insistiamo a dire che gli italiani sono dei deficienti e più questi lo saranno. Non credere nella Cultura e insistere solo nell'incapacità/non-volontà degli italiani di leggere (offrendo solo libri-biscotti ammuffiti) non solo penalizza i forti lettori, ma anche chi magari al libro sia avvicina (e gli bruciamo gli ultimi neuroni!). Ora la mia domanda è: come convincere la gente che "può" leggere! Che non deve ascoltare solo quelli che insistono a dire che in Italia non si legge? Lo so che è un punto di vista alquanto discutibile. Ovviamente il gatto si morde la coda (il mercato non offre, la gente non legge, la gente viene trattata da deficiente e allora leggerà ancora meno...). E poi lo so che è sempre una banalità: ma vuoi mettere quanto è più comodo un paese che non ha strumenti per capire che bella riforma delle pensioni (che noi non avremo!), del mercato del lavoro (ops! si sono persi l'art 1 della Costituzione che mi pare che dicesse che la Repubblica è fondata sul lavoro!)... I libri con L maiuscola nel 2012 in Italia sarebbero trooooppo rivoluzionari ;D! Meglio qualche conversione sulla via di Damasco d'autore, la depressione di qualche faccia famosa, no?!
    Buona settimana! Si spera senza troppe scosse ;)!

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  2. Premetto che spesso compro libri presso gli ipermercati perchè lo sconto mi ingolosisce,
    ma anche perchè nelle librerie che frequento ci sono commessi e non librai.
    Fino a qualche anno fà presso una libreria lavorava una ragazza venditrice eccezionale,che per me amante dei libri illustrati per bambini, era una vera pifferaia magica.
    Non facevo in tempo ad oltrepassare la porta che già mi diceva cosa c'era di nuovo, di quale
    fantastico volume aveva preso proprio per me, mi sfogliava pagine colorate davanti agli occhi
    con una tale passione che ne ero soggiogata.
    Come vorrei incontrarne altre di persone così!

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  3. Il fatto è che le librerie non ci sono più, quelle tradizionali ancora meno. Entri nelle catene di librerie e sono tutte uguali e amorfe. Vendono un medesimo prodotto cambiando copertina e di bassi contenuti. Non c'è differenza tra il punto vendita di Roma rispetto a quello di Ancona e così via. Il tempo in cui dedico il mio periodico giro tra gli scaffali diminuisce drasticamente, perché non ci sono libri che vale la pena comprare perché a me dei vampiri e tutto il filone bimbominkiesco che ci sta dietro non interessa, così come non mi interessano i libri scritti dal vip di turno. Tolti quelli, tolti il reparto self help e guide varie for dummies, credimi non rimane niente. E se poco poco azzardi uno scrittore che non sia Moccia o Fabio Volo, ti guardano come un alieno eppure Kavafis, Vidal e Gibran non mi sembrano scrittori da buttare via. :(

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  4. sottoscriviamo.
    saluti da una libreria indipendente pescarese.
    http://k-bookstore.blogspot.it/

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  5. Ecco, aspettavo proprio voi, commentatori dai gusti raffinati!

    Mi suggerite un bel romanzo allegro e avventuroso, che ho appena finito di leggere quello che avevo a casa e ora non so cosa prendermi???

    ... Del tipo "Zia Mame" avete presente?

    Ciao da Alessandra

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  6. premetto che per vari motivi, tipo lontananza e pochi soldi, non frequento molto le librerie e compro i miei libri soprattutto su internet, ma quando riesco a entrare in una libreria è davvero una festa... o meglio, era davvero una festa, ora lo è un po' meno, perché è scoraggiante entrare nella grande libreria di catena in cui mi aspetto di trovare cose interessantissime e vedere che Montale è nascosto in un angolino (5,6 libri in tutto, e mancavano 3 raccolte su 5 pubblicate), che il settore di fantascienza (intendo autori come Vonnegut, Asimov e Dick) occupa due miserissimi scaffali, che i classici latini sono lontanissimi dal centro, e tutto ciò in edizione economica, e che sponsorizzano "il libro che aspettavamo tutti", il libro che "ha venduto 50 miliardi di copie", quello rilegato con la copertina bellissima e lucida, e te lo sbattono in faccia in pile ordinate, mentre il settore dei classici del 900 (scontati ovviamente) è disordinato, libri messi a caso, così tristi che ti vien voglia di ordinarli te...
    però è stato consolante vedere che le poltroncine (poche) da lettura erano tutte occupate :)

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  7. Salve sono Francesco Giubilei direttore editoriale di Historica edizioni (www.historicaedizioni.com) vorrei contattarla, a che indirizzo email posso scriverle?
    Intanto le lascio il mio: direttore@historicaweb.com
    grazie
    saluti
    Francesco Giubilei

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  8. sono uno dei lettori che classificheresti forti 2 libri al mese, qualcuno in più in vacanza, tre stanze (in case diverse) dalle pareti coperte di libri,argomenti vari legati alle diverse fasi della mia vita, ora che sono vecchio cerco libri che mi divertano e mi facciano dimenticare i problemi di ogni giorno. Certo le grandi librerie sono diverse da quelle della mia giovinezza, quelle in cui conoscevi bene il libraio e lui ti conosceva e ti segnalava di volta in volta le novità che sapeva potevano interessarti. Oggi mi trovo a vagare tra scaffali talmente carichi di libri da far venire la nausea; impossibile capire in che ordine siano, impossibile individuare qualcosa di nuovo ci vorrebbero settimane, si ripiega sugli autori noti e quando smettono di scrivere è un dramma. Meglio Amazon e company, è più facile cercare, leggere i frontespizi, selezionare le novità. Anche il minor prezzo ha la sua importanza pagare 40.000 delle vecchie lire per un libro che uscirà dopo pochi mesi in edizione cartonata a 9.90 euro è stupido, meglio attendere. o comprare sul web con forti sconti. Se le librerire del web mettessero qualcuno che consiglia magari via mail, sicuramente aumenterebbero di molto il giro di affari.

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  9. Io leggo circa quattro libri al mese. E i miei autori preferiti me li son trovati da sola. Non ho mai avuto il privilegio di aver qualcuno che mi consigliasse. Le librerie per me sono sempre state grandi e immense e non ho mai nemmeno lontanamente pensato di avvicinarmi a qualche signorina o ragazzo con la maglietta colorata per chiedere un consiglio. In genere sono già abbastanza scazzati quando chiedi un'informazione. Sarebbe bello entrare in libreria e trovare il mio libraio di fiducia che mi aspetta, che mi mostra le novità che ritiene più interessanti. Una persona con cui parlare di una passione così bella come la lettura. Bello ma impossibile. Così come lo è ormai per tutto. La gente vuole posti grandi e caotici. Dove perdersi tra mille merci in esposizione e comprare a casaccio a seconda dell'offerta del momento. O per lo meno. La gente ha imparato a volerli. Perchè piano piano il resto è sparito. Perciò o così o niente.

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  10. Con i miei 70 libri all'anno circa posso essere considerata un lettore forte, no? E quindi il fatto che io entri in libreria ormai solo per guardare, mentre prima al mio ingresso il libraio srotolava il tappeto rosso. Credo che tutto ciò sia abbastanza indicativo... mi sono convertita al 70% all'ebook. Triste, vero?
    Sì, triste, ma non posso permettermi di acquistare tutto ciò che vorrei leggere e la scelta è stata abbastanza obbligata. I libri costano troppo e spesso, specie nelle nuove edizioni, non valgono quel che costano: carta scadente, rilegatura orribile, carattere arial 32 per riempire le pagine.
    E i librai non esistono più, diciamocelo, e li capisco anche.

    PS. Io le librerie ordinate per casa editrice le adoro, sono le mie preferite. A dire il vero ne conosco solo una e non immaginavo che le altre fossero disposte diversamente per motivi di marketing!

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    1. E' vero, i libri costano troppo (non che in Francia o in Germania costino meno, ma gli stipendi sono più alti in quei paesi e, inoltre, le case editrici straniere sono spesso più veloci a pubblicare la versione tascabili dei libri) e, a fronte del prezzo alto, le edizioni non sono poi così curate.
      Sono anch'io una lettrice da circa 70 libri l'anno e anch'io posso permettermi di comprare meno libri che in passato, ma purtroppo riesco a trovare meno libri interessanti che in passato.

      PS: Io odio le librerie ordinate per casa editrice e trovo più logico ordinare i libri per autore... Sarà che di un libro a me tendono a fissarsi nella memoria l'autore e il titolo, non il suo editore.

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  11. Condivido il post, bravo!
    I commenti un po' meno...lavoro in una libreria indipendente e non sono una signorina, una commessa o un ragazzetto, sono una libraia da 20 anni, perchè mi piace. E così le mie colleghe.
    Non è neppur vero che non esistono pìù le librerie indipendenti, ci sono, basta cercarle. Ovunque io vada le cerco, e le trovo. E, sarò fortunata, ma vi ho sempre trovato belle persone.
    Se sono diminuite così drasticamente è perchè nessuno ci entra, ingolositi da 1 euro di sconto in più (perchè un po' di sconto purtroppo si fa quasi tutti), scambiato con qualche servizio in meno.
    Spesso per vendere un libro per bimbi da 5,90 impieghiamo mezz'ora, ma quella persona aveva bisogno di quella mezz'ora di attenzione e quando la vedi uscire contenta, sai comunque che tornerà di nuovo perchè ha avuto tutto ciò che le serviva.
    E queste sono le soddisfazioni di noi piccoli librai ;)
    Felice giornata
    Una libraia

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  12. Io leggo quasi 200 libri l'anno. Sì, molti sono bimbominkiate, ma è quello che mi spediscono da valutare le CE e quindi sto zitta e mando giù quei mattoncini insipidi, tristemente aggiungerei.
    Da qualche tempo, però, lavoro in una libreria e mi sono resa conto di una cosa: nemmeno i miei datori di lavoro hanno idea di cosa vendono!
    Non dico che una persona possa conoscere tutti i libri che escono, che sono usciti e che usciranno... Ma tenere in ordine la libreria, rendere facilmente consultabile la scaffalatura (per noi che cerchiamo e per l'utente che girella fra questi), essere preparati e seguire il cliente ascoltando (quando non è pazzo!) quello che ha da dire, consigliando o, viceversa, essere in grado di capire quando questo vole essere lasciato in pace...
    Sarò nuova del settore eppure, da semplice lettrice riesco a farlo. Loro no.
    Vorrà dire qualcosa?

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  13. Finalmente qualcuno che lo dice.
    Sono anni che diserto la feltrinelli ed ogni volta che ci devo entrare ne esco infuriata.
    Sono passata a Bol e Amazon.

    il che vuol dire rinunciare alle orate spese a piluccare fra i libri cercando ispirazione per un nuovo autore.

    Il che vuol dire non poterne più di code interminabili con librai maleducati, cercare libri stando in ginocchio per terra (IN GINOCCHIO SIGNORI!!! ED UNA DELLE MIE GAMBE NON FUNZIONA!) di gente che leggiucchia stravaccata nei salottini impedendo di passare in corridoi troppo stretti, di libri che non si trovano, di cercare la storia infinita di michael ende e scoprire che NON ESISTE O_O. no dico ende. M. Ende. storia infinita.
    Non parliamo di quando ho provato a regalare dei libri di salgari o anche solo la trilogia dell'assassino di r.hobbs... tipo che c'era solo il 2 ed il 3. o l'1 ed il 3.

    A questo punto PERCHE' andare in una libreria? per 2-3 giorni di spedizione?

    Mi considero fra i lettori forti, posso passare dai 10 libri l'anno ai 3 al mese.
    E onestamente si, costano anche troppo sti benedetti libri. Ma magari avere qualcuno cortese in grado di darmi qualche consiglio renderebbe meno amaro spenderli questi soldi.

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