giovedì 14 giugno 2012

Strega

Quando leggo i risultati dello Strega è già sera tardi. Penso che forse dovrei scrivere qualcosa e poi mi chiedo: "A che scopo?"
C'è ancora qualcuno che crede a questo premio? C'è ancora qualcuno che crede che un'autrice o un autore che non ha alle spalle una casa editrice importante possa arrivare in finale a questo (o ad altri) premi importanti?
Lo Strega è ormai contaminato dalla banalizzazione della letteratura da supermercato e non lo dico per tirarmela. Nell'ipotesi che avevo fatto per la cinquina dello Strega ne ho sbagliato solo uno. Quindi, sapete che c'è? Non ho proprio niente da scrivere. Domani mi arriveranno le fascette da mettere sui libri finalisti, poi mi chiederanno di metterli in vetrina e di ordinarne altre copie (anzi arriveranno centralizzate) nella speranza che lo Strega faccia vendere qualche copia in più di libri che superano i 9,90 € (a parte quello della Ghinelli che se non ricordo male costa proprio 9,90). E non è nemmeno una critica agli autori e alle autrici finaliste, alla fine c'è sempre qualcuno che ci rimane male. Siamo alla celebrazione delle belle copertine e dei titoli accattivanti è solo desolante che fra tutte le autrici e gli autori meritevoli si scelgano sempre i soliti o quelli con il marketing più forte.
Niente polemiche, alla parola Strega risponderò scandalizzato:
"Strega a chi????"

3 commenti:

  1. Hai ragione, è una tristezza. Una cosa in più che va ad aggiungersi alla lista di quello che va a rotoli.

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  2. Se può consolarti io i libri che vincono il premio Stega li evito accuratamente perchè tanto sono dei mattoni pesantissimi inutili anche per pareggiare le gambe di un tavolo.

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  3. Sono pienamente d'accordo con te. D'altronde Flaiano lo diceva senza problemi che era un premio istituito "ad hoc". E quando poi quest'anno ho visto che anche la Newton è riuscita a piazzare il suo bel titolo in cinquina non sapevo davvero se ridere o piangere...

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