martedì 10 luglio 2012

Cose che non possono mancare al libraio campeggiatore:


Libri.
Nello zaino del buon libraio, quest'anno, non mancano:
Alan Bennett Una vita come le altre
Cristina de Stefano Belinda e il mostro
Ian McEwan Lenzuola. Primo amore.
Dennis Patrick Zia Mame
Mishima Yukio Confessioni di una maschera.
Attrezzatura.
Picchetti, una grande mazza, materassini gonfiabili con pompa annessa, brandina (per il compagno esigente), fornello da campo, bombola gas, luce da campo, prese e fili di ogni genere, tavolino, sedie, cucina da campo (piatti, forchette, coltelli, cucchiai, cucchiani, bicchieri, pentolame vario), sacchi a pelo, coperte, cuscini, asciugamani piccoli e grandi, sedie particolari, fatte in legno, che permettono di stendersi in stile sdraio, cibi vari, una spugna, prodotti ecocompatibili per pulire le stoviglie, sacchi per la spazzatura, luce manuale (si ricarica con la manovella), computer portatile per scrivere i pensieri del libraio, macchina fotografica.
Cartina e Tenda.
Non a caso ho lasciato questi due essenziali oggetti per ultimi per due motivi.
La cartina serve a quei pochi, e noi siamo fra loro, che ancora non hanno un navigatore satellitare. Ma serve anche a dare il via a scenette esilaranti con gentili inviti reciproci ad andare a quel paese fra guidatore e passeggero che è il sottoscritto e che ha sulle spalle il peso di leggere la cartina stradale. E, visto che ogni anno, mi dimentico come si fa devo ricominciare continuamente da zero con incazzatura del guidatore che vuole risposte alla velocità della luce. E ho capito che stai guidando ma almeno dammi il tempo di capire dove siamo e dove stiamo andando e poi, guarda, sono certo che la strada che stiamo percorrendo NON esiste sulla cartina quindi dobbiamo per forza essere finiti ai confini della realtà. Sì, lo so che sono io che ho la cartina ma se fai i 150 non ho nemmeno il tempo di vederlo il cartello con le indicazioni e se poi superi un camion dietro l'altro e le indicazioni rimangono coperte dai Tir io che colpa ne ho? Comunque, tecnicamente, non ho sbagliato strada. Questa è una scorciatoia, vedi? Solo che invece di essere corta è lunga e cosa vuoi che siano 40 km in più? Tanto siamo in vacanza.
Dovete sapere che la mia cartina, alla fine della vacanza, non solo è piena di sottolineature, punti di domanda, cerchietti e cuoricini vari, appunti di viaggio tipo: “Chi guida è stronzo” e amenità di questo tipo ma ha anche, ai lati, l'impronta delle mie mani strette a pugno da quanto sono teso per questa cosa di leggere la cartina perché, nel caso non lo aveste ancora capito, io mi stresso con tutto anche con lo Yoga. Anzi, soprattutto con lo Yoga. Ma come diavolo si fa a rilassarsi mentre ti spezzi la schiena per toccarti con la punta del naso le dita del piede sinistro?
Comunque un'altra cosa che mi stressa di brutto è dover montare la tenda. Quando andiamo in campeggio guardo sempre con invidia le tende dei nostri vicini. Sono piccole e maneggevoli, di quelle che togli un elastico le lanci in aria e, come per magia, ecco che la tenda è pronta. Invece noi no. Noi si deve andare in giro con una tenda che non è una tenda. È un transatlantico. Così, quando per esempio dobbiamo chiuderla per partire o spostarci in un altro campeggio ci impieghiamo ore. I vicini si svegliano alle 7.30, fanno due mosse dai Macarena e la tendina è bella che chiusa, alle 7.45 inforcano la via mentre noi, se ci svegliamo allo stesso orario, alle 10.30 siamo ancora lì che cerchiamo di piegare il transatlantico. Anche in questo caso, siccome sono tardo, ogni anno mi dimentico come si monta così finiamo, io e il mio compagno di viaggio, per dirci paroline gentili per tutto il tempo anche perché ogni cosa che faccio o tocco non gli va bene e, quando per protesta, smetto di fare qualsiasi cosa lui mi guarda come dire: “Perché non stai facendo nulla?”. Mi sembra quasi di esser tornato bambino quando mio papà mi portava con sé per aiutarlo in qualche lavoretto e siccome a me non me ne poteva fregare di meno lui passava tutto il tempo a rimbrottarmi perché quel tubo che mi aveva detto di tenere dritto, non so bene come, era finito sul pavimento mentre rincorrevo qualche simpatico animaletto. Così lui si innervosiva e finiva con il fare i lavori da solo e io rimanevo lì, immobile ad annoiarmi come non mai, chiedendomi perché mai mio padre dovesse chiedere il mio aiuto quando era chiaro che non avevo nessuna intenzione di aiutarlo. Stessa cosa avviene con la tenda. Se volevo imparare a montare una tenda andavo nei Boy scout che ho anche qualche conto in sospeso con quei accendifuocosolosenonseigay in braghette corte.
Comunque montare la tenda è sempre un'avventura anche se, lo devo ammettere, quando è montata fa la sua sporca figura.

Lo stile prima di tutto.
Amo la natura ma non rinuncio allo stile. Così, mentre i nostri vicini indossano per giorni lo stesso paio di infradito, gli stessi pantaloncini corti e la stessa canotta io parto con sei valigie che poi diventano tre perché l'accompagnatore, a mia insaputa, le scarica prima di partire. Peccato che scarichi proprio quelle con i vestiti che volevo assolutamente indossare durante la permanenza in campeggio.

Prodotti.
Spazzolino, dentifricio, spray anti zanzare, deodorante, docciaschiuma e shampoo non testati sugli animali, meglio se ecocompatibili. Se non lo fate per i vostri capelli almeno fatelo per i ragni e le altre migliaia di insetti che si faranno la doccia con (o su di) voi. Lenti a contatto, gel al miglio e grano dell'erbolario (perché siamo campeggiatori esigenti), qualche essenza, crema per le mani e per il corpo (per la gioia di moscerini e zanzare, diventerete il piatto del giorno), forbicine, pinzette per le sopracciglia (vorrete mica avere dei terribili peletti, vero? Cosa diranno di voi le mucche che pascolano a fianco della vostra tenda?), schiuma da barba, lamette, ceretta e, soprattutto, la cosa che nessun bravo libraio campeggiatore dovrebbe lasciare a casa.
La crema all'acido Ialuronico!

Bene ora che vi siete tirati a lustro, impomatati e agghindati come Oscar Wilde potete anche sedervi all'ombra di un albero a leggere uno dei vostri libri.

7 commenti:

  1. Che sia il caso di dire 'NON HO PAROLE?'

    Goditela...

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  2. tu e il tuo compagno alle prese con la cartina e la tenda sembrate me e mio marito... mi hai ricordato di un viaggio di qualche anno fa in macchina! :))

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  3. Belin che vacanza! Perché non compri il Tom Tom e non vai in albergo così eviti di tornare al lavoro più incazzato di prima?

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  4. Stesso tuo identico rapporto con la cartina! Vissuto sia da navigatore sia da autista. Però vuoi mettere la soddisfazione di perdersi per conto proprio, facendo tutto da soli, anziché perdersi con l'aiuto del Tom Tom o chi per esso?
    Buone vacanze a voi.

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  5. 'una grande mazza [...] con pompa annessa': buon divertimento!!! ;)

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  6. Nooo... Non é possibile... Tu sei ME!!!!

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  7. soppa che roba, mi è sembrato di rileggere Tre uomini in barca e mi fai ridere altrettantoooooo

    ciao da Nicoletta

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