giovedì 30 agosto 2012

I sette peccati capitali del cliente: Accidia

Cliente che non vuole scendere le scale, che si lamenta di dover andare a un altro piano per prendere un libro, che mi chiede se posso andare io al primo piano a prendergli un libro perché gli fanno male i piedi, che si siede sui divanetti e rimpiange il giorno in cui è nato, che inveisce contro la persona che lo ha portato in libreria dicendo che se sapeva che lo portava in quel posto se ne stava a casa, che dice: “Mi piacerebbe leggere ma non ho mai tempo!” (scommetto che per la televisione il tempo lo trova) oppure “Non ho trovato niente che mi interessi!” Certo che per non trovare nessun libro interessante in una libreria uno si deve impegnare davvero!

10 commenti:

  1. l'accidioso si trova un po' ovunue, ma rapportato al favoloso mondo dei libri si enfatizza il suo ruolo di serial romper.
    baci sandra frollini

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  2. amico mio (perdonami l'espressione) tu dici bene. chi non ha tempo per leggere ha certo tempo per feisbuc.

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  3. o mio Dio ... come si fa a non trovare nulla d'interessante? Non guardi bene, o non guardi con attenzione ... io quando entro in libreria, ci vorrei trovare il carrello [stile quello che usi per la fare la spesa] per poterci mettere le vagonate di storie che vorrei acquistare :-/

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  4. il tempo che si spreca con questa gente è tutto a discapito di chi amerebbe godersi la libreria o la biblioteca ... poco per volta rubano tutti gli spazi, adeguandoli alle loro esigenze e costringendo chi non approva a levare le tende. E' la prevalenza del cretino, ovunque dilagante.

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  5. Scusa eh, ma se smettereste di mettere pile fregnacce in evidenza in tutti gli angoli visibili, con tanto di cartelloni fuori e dentro la libreria, trovare cose interessanti sarebbe più facile. C'è anche chi non ama spulciare. E in libreria, di questi tempi, a farsi notare, in genere, sono presunti best-seller dai dubbi gusti.

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    1. Splashboom è un po' di tempo che su questo blog si discute di questo....

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  6. Nuovamente mi trovo sulla stessa linea di pensiero di Jona.

    Splash se i lettori si stufano a spulciare le librerie, allora permettimi, ma non sono veri lettori, piuttosto si tratta di persone che seguono le scie momentanee dei libri famosi, di cui si sono innamorati e poi ne cercano avidamente delle imitazioni tra gli scaffali e quindi si stufano facilmente perchè non le trovano a colpo d'occhio, o non sono bravi a cercarsi un libro perchè non l'hanno mai fatto, o peggio ancora non sanno neanche come fare.

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    1. appunto. epperò pretendono costante attenzione e che gli spazi siano costruiti a loro immagine e somiglianza...

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  7. conoscendo il rapporto che solitamente lega chi legge e le librerie, una persona che non sa orientarsi, che non ha voglia di spulciare, che non ha la curiosità e la presenza di spirito di dribblare i best-seller e cercarsi da solo i titoli veramente interessanti è come un pesce che non sa nuotare, o che si lamenta che l'acqua è troppo bagnata. Ergo, non può essere un pesce, bensì uno di quegli esseri che gli acquari li guardano da oltre il vetro, come gatti, i quali in acqua entrano se costretti, e con evidente disgusto. Inutile quindi chiedere ad un gatto di imparare a nuotare. Tanto vale accompagnarlo alla porta, o al massimo attirarlo all'interno con quei topolibri in letteratura di peluche, che sono adattissimi per giocherellare in giardino.

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  8. Come scriveva Daniel Pennac in un suo simpaticissimo saggio "come in un romanzo" la frase "non trovo il tempo per leggere" è solo una grande balla. Susanna

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