martedì 4 settembre 2012

Clienti scolastici 1

Prima di raccontare la gustosa scenetta che ho vissuto devo dare qualche spiegazione su come funziona il settore scolastico (altrimenti, se non siete addetti ai lavori, vi perdete).
Noi vendiamo sia libri scolastici nuovi che usati, il settore scolastico è un settore “a parte” nella libreria nel senso che ha regole proprie ben diverse dai settori di narrativa e saggistica. Durante i mesi più caldi ( e settembre è il mese caldo per eccellenza) mettiamo un numeratore. La gente arriva, prende il proprio numerino, aspetta il suo turno e poi consegna la lista dei libri scolastici all'addetto/a di turno che controlla le giacenze in magazzino (non a computer quindi) nel nuovo o nell'usato a seconda delle richieste del cliente. Chi deve vendere i libri di scuola (abbiamo anche un servizio per acquistare) non prende il numero, va direttamente al “banco” dalla collega o dal collega che si occupa dell'acquisto. I libri che non sono presenti in libreria si possono ordinare (solo nuovi). Nella gestione della scolastica il computer viene usato pochissimo perché le giacenze sono approssimative, questo succede perché, in molti casi, le giacenze dei libri presenti a computer non corrispondono a realtà, magari perché fra quei libri ci sono già molte prenotazioni (e quindi libri che appaiono in giacenza ma che non sono disponibili perché da parte per clienti che li hanno precedentemente ordinati). Mi rendo conto che per un non addetto ai lavori sia difficile capire perché una giacenza non è visibile a computer ma, una volta spiegato l'arcano, un cliente dovrebbe anche fidarsi del libraio. Invece no! Perché viviamo con l'idea che l'altro voglia fregarci in ogni momento della nostra giornata.
La mia postazione è due sale prima del settore scuola e la gente che va a comprare i libri scolastici deve obbligatoriamente passare dalla mia sala.
È passato anche il simpatico signore con cui ho avuto una discussione:
“Chiedo a lei per i libri di scuola?”
“No signore deve andare in fondo nell'ultima sala, prendere il biglietto e aspettare il suo turno.”
Il signore va a prendere il biglietto e poi torna da me.
“C'è un sacco di gente però, non mi va proprio di aspettare che poi magari non avete nemmeno i libri, può dirmi almeno se li avete?”
“Mi spiace signore ma le giacenze dei libri di scuola non sono affidabili.”
“In che senso?”
“Nel senso che potrei dirle che il libro è disponibile, perché a computer mi fa vedere la giacenza, e poi, magari, è un libro già prenotato. Oppure, visto che ha venti numeri davanti, il libro potrebbe essere venduto ad altre persone prima di lei.”
“Ma che sciocchezza è mai questa?”
“Scusi?”
“Voglio solo sapere se i libri sono presenti in libreria oppure no.”
“Come le spiegavo le giacenze dei libri di scuola non corrispondono alla disponibilità reale del libro.”
“Dica piuttosto che non mi vuole aiutare.”
“Guardi, mi scusi, faccio questo lavoro da diversi anni e so quello che dico. Potrei darle informazioni sbagliate.”
“Io le do un titolo e lei mi dice se ce l'ha. È semplice.”
“Non funziona così. Le ho già spiegato che, in questo preciso momento dell'anno, vista l'enorme affluenza di persone, i libri potrebbero essere prenotati oppure potrei dirle che il libro mi risulta finito e invece, magari, la collega ne ha appena comprato una copia usata e non ha ancora fatto in tempo a caricarlo a computer.”
“Mi accontenti, guardi questi titoli!”
Per evitare ulteriori discussioni controllo i titoli a computer.
“Guardi a computer sono caricate tre copie del primo titolo, due del secondo e sei del terzo ma sono dati inesatti quindi li prenda con le pinze!”
Il signore si allontana e torna dopo circa un ora si avvicina tutto scocciato e mi fa:
“Comunque mi ha dato delle informazioni sbagliate, dei libri che mi ha detto che c'erano solo uno era disponibile!”
E se ne va lasciandomi di pietra.
Quindi, a questo punto, secondo voi, che dovrei fare io?????

21 commenti:

  1. oh mamma... ce ne vuole di pazienza!!

    RispondiElimina
  2. Assolutamente niente, certe forme di idiozia sono incurabili.

    RispondiElimina
  3. Una testata sul naso. Non troppo forte,ma liberatoria. A volte solo la violenza può aiutare :-)

    RispondiElimina
  4. Sparare a quel tipo...gente così è un danno per la società!!!

    RispondiElimina
  5. Tieni l'estintore accanto a te ed avvertì con un cartello che chiunque cercherà di estorcerti informazioni sugli scolastici verrà spento. Letteralmente!

    RispondiElimina
  6. dai i numeri a culo senza nemmeno controllare se poi tornano e si lamentano digli che erano i numeri del lotto, mica quelli dei libri :-P
    Oppure dì che puoi fornire informazioni esatte solo se hanno il numero ISBN perchè la scolastica viene classificata così. Magari tornano pure a casa a prenderlo.
    Good luck!
    Silvia

    RispondiElimina
  7. Prendere il tomo più corposo che hai e tirarglielo dietro. Secondo me alle Olimpiadi dovrebbero inserire una nuova disciplina: il lancio del libro!
    Madonna che demente!

    RispondiElimina
  8. Andavo pensando da un po' che l'unica possibilità di fare realismo con una realtà come la nostra sia il realismo demenziale - nel senso che non nasconde la demenza diffusa che ci opprime. Questo qui era un vero genio... :)

    RispondiElimina
  9. è inutile, con questi non funzionano nemmeno le testate sul grugno...

    RispondiElimina
  10. Ho le mani che mi formicolano. Io l'avrei preso a botte!!

    RispondiElimina
  11. una volta è capitata una cosa simile anche a me - che io spiego X, lui sostiene Y, e alla fine viene a dirmi che era X, e che diamine. Allora mi sono fatta spiegare tutto da capo, fingendo di non capire, l'ho portato allo sfinimento...

    RispondiElimina
  12. Uh mamma saura!
    Verso metà novembre sarò a Bologna e penso di passare a farmi autografare i tuoi due libri.
    Appena scopro in che libreria lavori :)

    RispondiElimina
  13. Davvero vuoi la risposta alla tua domanda? potrebbe non essere elegante... ;)

    RispondiElimina
  14. @Rabza: ho avuto la tua stessa idea. Per caso vai a Bologna per il concerto dei Muse?

    @Marino: ce vole pazienza... tanta pazienza... fatti un tererito che ti passa! ;)

    RispondiElimina
  15. @Sonsierey: magari fosse per il concerto dei muse.
    In realtà farò base a Castenaso da amici con puntate a Bologna, Imola e Dozza (che adoro sconfinatamente!)

    RispondiElimina
  16. bastava dirgli che a computer non vedi se son disponibili e che deve per forza fare la fila così te li togli da mezzo..
    però duri di comprendonio e non mi stupisce...

    RispondiElimina
  17. Ma un vaffanculo liberatorio no eh?!? Poi potevi dirgli che aveva frainteso, in realtà tu avevi detto afa in zumo con lo scappellamento a destra in Antani! Julie

    RispondiElimina
  18. Semplice: spararlo! No, davvero...dovrebbero dotarvi di una pistola...

    RispondiElimina
  19. Lavoro in una libreria che fa scolastica anche io...ti capisco benissimo.

    Noi non abbiamo gli usati, ma vai te a spiegargli che il distributore è unico x tutta la Lombardia, che se fai un ordine devi prima andarlo a ritirare e non puoi aggiungere niente. che noi non abbiamo "magazzino" per gli scolastici... etc..

    b-milano

    RispondiElimina
  20. sei troppo gentile. dovevi stroncarlo molto prima, all'inizio della discussione.

    un bibliotecario rassegnato

    RispondiElimina