lunedì 10 settembre 2012

L'alfabeto del libraio: L

Lampada (di Marino)

“Scusi sto cercando un libro che abbia come argomento la verità.”
Mi chieda di camminare sulle acque che facciamo prima.

(Via mail)
“Buongiorno sto cercando un libro che mi hanno detto essere fuori catalogo, vorrei che me lo procuraste.”

“Avete questo libro?”
Passandomi un bigliettino.
“No, signore l'ho terminato purtroppo.”
“Ah e se lo ordino riuscite ad averlo per oggi pomeriggio?”

Per fortuna che ho la Lampada di Marino, mi basta sfregarla cantando Girl Gone Wild di Madonna ed ecco che appare il genio, tutti i vostri desideri saranno esauditi.

Lavoro

“Impiego di energia per il conseguimento di un determinato fine: il licenziamento.”

Libreria

Si pensa fosse un luogo in cui le persone andavano a comprare strani oggetti di carta (Vedi voci successive), in tali luoghi si trovavano persone addette alla vendita che, si dice, conoscessero e amassero tali oggetti. Nel nuovo millennio tali luoghi, che un tempo venivano equiparati ai luoghi di culto, si trasformarono in megastore o supermercati del libro. La figura professionale predisposta alla vendita degli oggetti di carta si è estinta, pare, per la caduta sulla terra di meteoriti digitali chiamati e-book. Un'altra teoria per l'estinzione di coloro che venivano chiamati “librai” è che si suicidarono in massa dopo un'ennesima genialata decisa ai piani alti.

Libraia/o

Losco figuro, fortunatamente estinto (vedi sopra), che osava pensare che i libri fossero portatori di cultura, libertà, fantasia, apertura mentale, idee e rivoluzioni. Tali inutili umani sacrificavano spesso l'idea di guadagno a quella di cultura e, per questo, venivano puniti con una tortura particolarmente crudele: impilare best seller e proporli, mentendo sulla qualità del testo, ai clienti. Si aggiravano fra i libri, spolveravano, sistemavano le pilette che qualcuno aveva messo in disordine, pulivano le copertine, discutevano fra loro su posizionamenti, autori, storie. Con l'arrivo del progresso e con la trasformazione della cultura prima in cultura di massa e poi in cultura da pirla il libraio è diventato un personaggio leggendario. La sua figura appartiene alla memoria anche se qualche imbonitore di professione ancora esalta tale figura diviene sempre più difficile trovarli. Sembra inoltre che molti librai abbiano preferito il termine “commesso” decisamente meno pretestuoso e più adatto al ruolo che viene, oggi, imposto loro.


Libro/i

Insieme di fogli che contengono un testo stampato o manoscritto, rilegati e provvisti di copertina, spesso di una fascetta con l'indicazione del capolavoro del secolo. Oggetto che andava molto di moda il secolo scorso e al quale si attribuiva una valenza culturale. Oggi, sempre più spesso, oggetto svuotato di ogni significato socio culturale, parificato a altri oggetti di consumo, affidato, per la riuscita sul mercato, a un marketing sempre più agguerrito. Decisamente molto utile se avete un tavolo traballante o se vi serve della carta per la lettiera del vostro gatto.




1 commento:

  1. Ma insomma, se ti ordino un libro la mattina non ce l'hai al pomeriggio?!
    In farmacia funziona così, vuoi dirmi che i libri sono meno necessari delle medicine? Sicuro? :)

    RispondiElimina