giovedì 6 settembre 2012

Maleducazione

Cliente che mi chiede informazioni e poi, senza ascoltare e mentre sto ancora parlando, comincia a chiamare a gran voce sua figlia che è alle mie spalle, visto che è a pochi centimetri da me praticamente mi lava la faccia.
Cliente che prende il “pacchetto convenienza” con i test d'ingresso all'università, lo apre e prende l'unico testo che gli interessa abbandonando il resto dei libri in giro per la libreria. Ora o vendo gli altri testi separatamente oppure mi rimarranno in libreria perché non posso renderli in questo stato.
Cliente che entra in libreria parlando, anzi urlando, al cellulare raccontando cose molto intime di cui non frega niente a nessuno.
Cliente che salta la fila dicendo: “Devo solo fare una domanda” e poi tira fuori la lista dei libri da acquistare e quando gli fai notare che deve prendere il numero e fare la fila ti manda a cagare.
Ragazzini che appoggiano i piedi contro il muro o sui libri.
Gente che abbandona spazzatura di ogni genere.
Ragazzini che scendono, ruttando, la scala.
Clienti che prendono i libri da scaffale e poi li abbandonano, in pessime condizioni, fuori posto o in giro per la libreria.
Cliente che ti aggredisce appena rispondi al telefono perché suo figlio ha fatto una prenotazione due giorni fa e il messaggio non è ancora arrivato e quando gli dici che il libro è appena arrivato ti aggredisce perché non l'hai informato.
Ragazzini che si rincorrono per la libreria, si danno del frocio, si danno dei calci o dei pugni, buttano i libri a terra, usano parolacce che farebbero impallidire De sade e quando li riprendi ti mandano a cagare.
Genitori che lasciano fare ai propri figli qualsiasi cosa e quando li riprendi ti guardano come se avessi appena maltrattato il pargolo.
Proprietari di cani che si offendono perché gli chiedi di pulire la pipì o la popò che il proprio amico a quattro zampe ha fatto in libreria.
Ora, non è che pretendo la luna, vorrei solo che si rispettassero le regole del vivere civile.
O magari posso trasferirmi in un eremo sull'Himalaya.

12 commenti:

  1. eh sì che pretese!
    smack sogno di entrare nella tua libreria comporarmi benissimo, cioè come faccio di solito, poi tu scrivi un post su una deliziosa cliente...
    sandra frollini a colazione

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  2. O clienti (soprattutto professori) che ti pregano per fargli lo sconto, e quando tu dici che non puoi, sbraitano che tanto lo sanno quanto guadagni e che è incivile non fargli lo sconto, "non dico il 30% ma almeno quanto fanno all'auchan!!"

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  3. Ma scherzi? il cliente HA SEMPRE RAGIONE :)

    Io non sarei stata così accondiscendente come te :) sul serio ... Forse, questo è il periodo peggiore dell'anno per un libraio

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  4. quelli che ruttano mi mancavano

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  5. ImpiegataSclerata6 settembre 2012 11:54

    Guarda, considerando che mi è capitato di trovare in rete foto che documentano che purtroppo anche l'Himalaya è frequentato da deficienti che abbandonano in giro i loro rifiuti.. Non so se sarebbe una buona idea.

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  6. Certo che se già i genitori si comportano male mica i figli possono comportarsi meglio..

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    1. un tempo però si tendeva anche un po' a ribellarsi ai modelli di casa: mi pare che 'sto ragazzume impunito abbia ormai introiettato il mito che la cafonaggione sia vincente ma che ci marci anche parecchio...dopotutto, è molto comodo!

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  7. Bè, come dire in questi casi? Buon lavoro!

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  8. Ma che gente c'è a giro? E ci chiamiamo civili? Bha...

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  9. a parte i cani (che in ospedale non possono entrare e forse farebbero meno danno), per il resto, cafoneria sporcizia urla selvagge, in reparto è identico.
    mala tempora.
    LaAle

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