giovedì 27 settembre 2012

Per farsi un'idea...

Mai come quest'anno ho notato una maleducazione e un'aggressività diffusa, riporto alcuni esempi accaduti nella settimana più “intensa” della scolastica. Sono cose accadute in sette giorni. Immaginate quello che ho sentito in tre mesi...

Domenica, in libreria siamo quattro persone, appena aperto abbiamo, in fila, una trentina di clienti. Telefona un cliente, gli chiediamo gentilmente di richiamare dopo un po' perché, in quel momento, non riusciamo a servirlo.
Viene un signore in libreria, mi chiede un libro, controllo e gli dico che l'ho finito.
Cliente: “Voglio parlare con la direttrice.”
Io: “Mi perdoni è domenica, lavoriamo a personale ridotto, la direttrice la trova domani.”
Lui: “Allora mi faccia parlare con chi ne fa le veci.”
Io: “Può dire a me.”
Lui: “Io con lei non voglio parlare!”
Io: “Mi spiace non c'è nessun altro.”
Lui: “Mi dia il numero della direttrice.”
Chiamo la collega Memoria di ferro.
Lei: “Posso aiutarla?”
Lui: “Voglio parlare con la direttrice.”
Lei: “Non c'è può dire a me.”
Lui: “Voi non avete voluto servirmi al telefono.”
Lei: “Mi scusi non è che non abbiamo voluto servirla, le abbiamo solo chiesto di chiamare più tardi perché avevamo una trentina di persone in fila.”
Lui: “Mi dia il numero della direttrice.”
Lei: “Non sono autorizzata a darle numeri privati.”
Lui: “Io sono un magistrato!”
Ah bé, allora, aspetti smetto di tremare dalla paura e le scrivo subito il numero...

Al telefono:
“Devo ordinare dei libri di scuola.”
“Buongiorno, prima dobbiamo vedere se i libri li abbiamo in libreria, deve venire con la lista così controlliamo.”
“Che cazzo ci vengo a fare in libreria se i libri poi non li avete?”
“Mi perdoni, intanto la invito ad avere un linguaggio diverso quando parla con me, e, in ogni caso, non riusciamo a controllare i libri per telefono c'è troppa gente in libreria in questo momento.”
“Ma vaffanculo!”
E mi attacca il telefono in faccia.

Al telefono:
“Libreria...., buongiorno sono Marino.”
“Posso sapere quanto pagate i libri di scuola se uno li viene a vendere?”
“Dal 20% al 30% signora a seconda di come sono messi i libri.”
“Siete proprio dei ladri!”
“Come scusi?”
“Siete dei ladri!”
“Signora io prendo mille euro al mese, si figuri quanto ci guadagno come singolo.”
“Lei è un ladro.”
“Guardi con lo stipendio che prendo potrei anche diventarlo.”

In libreria, una signora, mentre passa davanti alla mia postazione:
“Comunque la ragazza che mi ha comprato i libri è proprio una ladra!”

Mettiamo una cosa in chiaro: nessuno di noi ci guadagna un centesimo, le valutazioni vengono fatte sul singolo libro, le percentuali sono imposte dalla sede. I libri vengono rivenduti con il 40% o il 50% di sconto.

Un signore in libreria:
“Sto cercando questa cosa.”
Mi passa un foglietto illeggibile.
“Mi scusi non riesco a leggere il titolo del libro.”
“Non è un libro.”
“Ah... e allora cos'è?”
“Se non lo sa lei lo devo sapere io?”
“Mi perdoni mi sta chiedendo una cosa che non è un libro e non capisco la sua scrittura, può dirmi che cos'è?”
“Non lo so me lo ha chiesto mia figlia.”
“Mi perdoni come faccio a sapere cosa sta cercando?”
Lui, andandosene:
“Vaffanculo!”

Sono solo alcuni esempi di ciò che ci accade in libreria in uno dei periodi più stressanti dell'anno. A volte non mi sento un libraio, mi sento un Pungiball.

15 commenti:

  1. L'educazione non è mai andata troppo di moda. (E qualcuno dei clienti citati si meriterebbe un paio di cazzotti in faccia. Qualcuno tipo tutti :P )

    RispondiElimina
  2. marò... ma stiamo messi così male? che pena... d'altronde la mediocrità, l'ignoranza e la maleducazioni sono ormai presi a standard...

    RispondiElimina
  3. 1000 euro al mese per essere mandati affanculo, bello, eh? :(

    RispondiElimina
  4. “Se non lo sa lei lo devo sapere io?”
    Questo fa abbastanza ridere. Per il resto, mi spiace per la maleducazione diffusa. Anche da chi, come un magistrato, dovrebbe essere un po' più composto del normale cittadino.

    RispondiElimina
  5. No vabbeh...ma scherzi??? Dovrebbero farvi santi, davvero...

    RispondiElimina
  6. Purtroppo negli altri luoghi di lavoro la situazione non è migliore. Soprattutto al telefono. A volte, alla fine di una lunga telefonata d’insulti mi sento dire: “Scusi è, non ce l’ho con lei, è che in tutti gli altri uffici a cui ho telefonato non mi ha risposto nessuno, avrò pure il diritto di sfogarmi, no?”.
    Certo, quindi siccome ce l’abbiamo con l’inefficienza di questo paese, con la crisi, con le altre aziende, con il mondo intero, il primo disgraziato che cerca di aiutarvi e di rispondere con calma alle vostre domande, lo mandiamo a cagare. Mi sembra coerente.

    RispondiElimina
  7. A proposito dell'ultimo, spero che il vaffa fosse diretto alla figlia. Per il resto, hai tutta la mia comprensione.

    RispondiElimina
  8. Assumete un tizio genere Tomas Milian ne "Er Monnezza" e adibitelo a trattare coi clienti più 'vivaci' ( - "Un secondo, sir, le chiamo il collega addetto alle relazioni col pubblico"): forse ne perderete qualcuno per strada, ma se funziona il fattore 'Meo Patacca' oltre a ridurre i cafoni a più miti consigli potrebbe anche diventare un'attrazione per la libreria!

    RispondiElimina
  9. Ma veramente c'è gente che si comporta in questo modo? Io sono scoccata!!!

    RispondiElimina
  10. "La gente stanno male!" (cit.)

    Io odio la gente.

    RispondiElimina
  11. Ti prego, dimmi che hai romanzato la cosa...non ci posso proprio credere.
    Vi conviene, oltre ai libri, vendere un pò di camomilla!!
    Un saluto
    Letizia

    RispondiElimina
  12. La situazione nel negozio dove lavoro io non è molto diversa, perciò simpatizzo con te pienamente. L'educazione e il decoro minimo richiesti per interagire con il resto del mondo sembrano aver toccato il minimo storico.
    Trovo che fissarli con somma perplessità e un'espressione che dice "ma sei serio?" a volte aiuti, ma solo con gli individui che conservano ancora un minimo di buonsenso.
    Per i più riottosi ho adottato la tecnica del "guardami mentre me ne vado": mi giro mentre ancora stanno blaterando e me ne vado. Se vogliono sfogarsi si comprano un sacco da boxe. Tu, però, essendo ad una postazione computer non hai questa opzione.
    Che mondo.

    RispondiElimina
  13. E' così ovunque...pure io al lavoro ho a che fare (al telefono per fortuna) con gente che dire schizzata è poco...mi son pure arrivate minaccie di morte, ma dubito che si facciano 800 chilometri per metterle in pratica...

    RispondiElimina
  14. Stiamo diventando un popolo di incivili, non esiste rispetto per l'Altro, l'educazione si pretende ma non la si concede. Temo molto questa tensione sociale che si percepisce proprio in un luogo che dovrebbe essere per sua natura "tranquillo".
    Solidarietà, empatia, cortesia non sono di moda. Sono molto più fashon arroganza e prepotenza.
    Mi dispiace.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  15. Ahahaah, più che una libreria sembra un manicomio...Ma la gente sta malissimo...

    RispondiElimina