venerdì 5 ottobre 2012

Serial killer

Argomento piuttosto difficile oggi per due motivi. Il primo è che sono appassionato di Serial Killer. E, detto così, potreste pensare che sono una persona orribile. Il secondo motivo è che, ovviamente, da vegetariano pacifista che rinnega ogni forma di violenza, i serial killer mi fanno orrore.
Ne voglio parlare da un punto di vista letterario cercando di analizzare la letteratura che c'è in commercio.
Le mie prime letture parlavano di uno dei serial killer più misteriosi della storia, un tale che si beffava della polizia, che vagava fra le strade di una Londra inquietante e pericolosa, oscura e corrotta, che uccideva le prostitute in modo abominevole. Jack lo squartatore è stato il primo serial killer, letterariamente parlando, che ho conosciuto. Da ragazzino impazzivo per Stephen King (passione che, con il tempo, è andata scemando visto che credo che siano anni che King non scrive più niente di buono), Robert Bloch, Poe e per Patricia Highsmith anche se i loro personaggi mi apparivano poco reali. Non ho mai amato, al contrario, la letteratura da “cassetta”, quella fatta in serie sullo stile di Thomas Harris e mi fa addirittura orrore, per come è scritta e per la banalità dei temi trattati, alcuna letteratura “giovane” e contemporanea. Per inciso quella che trovate in libreria e nei supermercati con titoli che si rifanno allo splatter o al sadico e le solite copertine ad effetto.
A incuriosirmi e appassionarmi non è ciò che il serial killer fa, al contrario trovo un orrore indescrivibile ed è difficile leggere buona letteratura sui serial killer della storia. È quasi impossibile a dire il vero, tutti si concentrano sull'atto dell'uccidere, andando alla ricerca della morbosità della gente, descrivendo dettagli macabri e, a volte, fini a se stessi. È la psicologia del serial killer a incuriosirmi. Cosa spinge un uomo (parlo di uomini perché, anche se storicamente ci sono anche figure femminili, come Leonarda Cianciulli detta la saponificatrice o Aileen Wourmos diventata famosa grazie al film con Charlize Theron, sono decisamente meno e le motivazioni, rispetto ai serial killer maschi, diverse. La maggior parte dei serial killer maschi uccide spinto da una pulsione sessuale distorta, il serial killer maschio uccide la propria vittima per dominarla, il suo atto è quasi sempre riconducibile a una ragione sessuale. Le serial killer donna sino ad ora conosciute uccidono per ragioni legate al guadagno, per ragioni di disordine psicologico, nel caso di alcune coppie seriali sono quasi sempre sottomesse al proprio compagno. Non c'è, pare, una ragione sessuale che le spinge a uccidere.) a uccidere e a ripetere più e più volte questo orribile rituale? Cosa può spingere una persona a fare una cosa così terribile? Insomma sono le valenze psicologiche a interessarmi, è il comprendere come scaturisce tanto orrore a spingermi a cercare qualche buon testo sui serial killer. Prendiamo l'esempio di Jeffrey Dahmer ribattezzato Il cannibale di Milwaukee. Un uomo all'apparenza tranquillo che conduceva una doppia vita: lavorava in una fabbrica di cioccolato ed era, all'apparenza, un cittadino normale ma appena poteva, catturava le proprie vittime, le uccideva, aveva rapporti sessuali con loro e, spesso, se ne cibava. È orribile, lo so, ma la psicologia di Dahmer è un esempio incredibile di come funziona la mente dei serial killer.
L'orrore fa parte della nostra quotidianità, siamo abituati a vivere nel mondo che conosciamo, spesso non vogliamo neppure vedere ciò che ci sta davanti. Ci indigniamo, certo, scrivendo magari qualche tweet o qualche status su facebook, ma non vogliamo vedere l'orrore che si nasconde nel buio. Pensiamo a ciò che facevano i nazisti ma pensiamo anche a ciò che avviene, su altri fronti, oggi con il turismo sessuale che trasforma in incubi le vite di migliaia di donne e bambini/e. Se guardi nell'abisso l'abisso guarda in te, sosteneva Nietzsche, ma a volte in quell'abisso occorre guardare per prevenire e conoscere l'orrore.
Peccato, come dicevo, che in circolazione ci sia quasi esclusivamente pessima letteratura, superficiale e “voyerista”, riporto qualche titolo ma la bibliografia sull'argomento è davvero vastissima:

Simon Robert
I buoni lo sognano, i cattivi lo fanno
traduzione Mannucci E.J.
440 p 24 euro
Raffaello Cortina editore

Carlo Lucarelli, Picozzi Massimo
Serial Killer
338 p €9,50
Mondadori

Fawkes Sandy
Natural Born Killer
Traduzione Baiocco P.
221 p € 14
Edizioni Clandestine

Buttarini Massimo, Collina Michela, Leoni Michele
I serial killer
478 p € 28
Experta edizioni

Schechter Harold, Everitt David
Serial Killer
traduzione Marano G.
480p € 11,90
LIT libri in tasca

Leake John
Jack all'inferno
traduzione Zapparoli A.
413 p € 17,50
Mondadori

Douglas John, Dodd Johnny
Nella mente del Serial Killer
traduzione Draghi M.
298 p € 15
Edizioni Clandestine

Michaud Stephen, Haelwood Roy
Storie di perversioni criminali
Traduzione Tranquilli A.
263 p. €17,90
Edizioni Mediterranee

Mastronardi Vincenzo, De Luca Ruben
I Serial Killer
877 p € 9,90
Newton Compton

Mastronardi Vincenzo, Sanvitale Fabio
Leonarda Cianciulli
288 p € 23
Armando editore

Ann Rule
Un estraneo al mio fianco
traduzione Togliani M.
555p € 8,50
Tea






13 commenti:

  1. interessante post ... grazie per questa piccola bibliografia. Alcuni li ho già letti perché anch'io sono molto interessata all'argomento. Buona giornata Black

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  2. Grazie! Blog super e poi citi anche i traduttori, non posso credere ai miei occhi! Grazie, grazie!!

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  3. patricia highsmith è un genio e basta!!!!
    sandra frollini

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  4. E' molto interessante il "Dizionario dei serial killer" di Michael Newton, Newton & Compton Editori.

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  5. Oh, anch'io ho avuto un periodo di intenso interesse per la criminologia... anche se ho smesso di informarmici dopo aver letto la lettera del mostro di Dussedorf alla madre di una vittima, perché l l'orrore è stato davvero troppo... Comunque ho adorato L'Angelo del Silenzio di Ellroy, la storia di un serial-killer fin dalla sua infanzia...

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  6. Posso consigliarti un libro allora? A chi piace il genere, lo consiglio sempre. INTENSITY, di Dean Koontz.
    Leggilo, davvero. Sono sicuro che ti piacerà :)

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  7. Intensity, riallacciandomi al commento qua sopra, mi ha fatto (e mi fa ancora quando ci penso) morire di paura... Non lo rileggerò mai, ma è sicuramente uno dei libri che non dimenticherò... soprattutto quando sono sola a casa di sera e sento dei rumori non identificati!!
    Anche io sono attratta (parlo di lettura, chiaramente) dalla psicologia dei serial killer e leggo, per il 70% libri di questo genere. Anche per me S. King era un mito e ultimamente mi ha un po' stancato. Il libro che citi "Nella mente del serial killer" è quello da cui hanno tratto il film oppure è un saggio?

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  8. No il libro non ha nulla a che vedere con il (brutto) film :)

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  9. Quale di questi libri che hai elencato mi consiglieresti di più?

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    1. Nessuno, li ho trovati tutti pessimi. Quando ero un ragazzino era uscita una collana monografica sui serial killer (ognuno aveva il nome del killer) ma credo sia fuori catalogo da anni. Forse fra quelli elencati quello meno terribile è della Rule.

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  10. Per me Stephen King è invecchiato benissimo come scrittore, e a proposito di serial-killer, la novella "Un bel matrimonio" contenuta in Notte buia niente stelle è un gioiello

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    1. Devo dire purtroppo che lo trovo assolutamente privo di idee e anche un po' superato come scrittura. Cell è stato imbarazzante per non parlare di the Dome, io continuo a comprare i suoi libri perché voglio fare la collezione ma raramente mi torna la voglia di leggere qualcosa di suo.

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  11. Sarei curiosa di conoscere l'opinione del libraio più fashion di Bologna circa "nella mente del killer" di keith Ablow
    Non sono ancora riuscita a leggerlo (anche perchè introvabile) ma "L'architetto" che ha appunto un approccio molto psicologico al suo protagonista "cattivo e serial killer" mi era piaciuto tanto.

    Sarà perchè ha descritto perfettamente alcune simpatiche tendenze della nostra categoria? ;)

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