mercoledì 21 novembre 2012

Le vergini suicide

La storia delle sorelle Lisbon è raccontata da una voce narrante “collettiva”, da un gruppo di adolescenti che passano le loro giornate a spiare e ricostruire i gesti, i movimenti, gli sguardi delle cinque sorelle che abitano nella casa di fronte. Le ragazze vivono in una condizione sospesa, idolatrate dai ragazzi, innalzate a dee irraggiungibili, sono invece delle ragazze succubi di una madre ossessionata dalla propria fede, rigida e convinta di essere l'unica a poter decidere cosa sia giusto e cosa sbagliato per le proprie figlie, con un padre “inesistente” che non sa opporsi al volere della moglie e che lascia che la vita delle proprie figlie scorra via senza riuscire a intervenire. I ragazzi rimangono completamente rapiti dalle vite delle sorelle tanto da non riuscire mai a liberarsene. La vita scorre come in un sogno a rallentatore nella via dove abitano le sorelle Lisbon, i ragazzi la osservano passare, pieni della loro giovinezza, intenti a trascorrere giornate troppo lunghe scandite dalla malattia degli Olmi che gli addetti abbattono uno dopo l'altro o dall'arrivo degli insetti che vivono solo 24 ore e che ricoprono pareti, finestre, cortecce.
Sembra tutto immobile sino a quando, un giorno, la tranquillità dalla via viene rotta dal suono delle sirene. L'ambulanza si ferma proprio davanti alla casa dei Lisbon, due infermieri entrano e portano via la sorella più giovane, Cecilia, che, nel suo abito bianco da sposa, ha tentato il suicidio tagliandosi le vene.
Da questo momento in poi la vita delle sorelle Lisbon subisce una trasformazione, loro diventano ancor più un gruppo distaccato e chiuso, quando Cecilia torna a casa la madre si fa convincere da uno psicologo a fare una festa per fare in modo che la ragazza socializzi con gli altri ragazzi ma durante la festa Cecilia tenta per la seconda volta il suicidio e questa volta riesce nel proprio intento. La famiglia, sconvolta, trova un equilibrio, la madre, dopo un ulteriore tentativo di apertura al mondo per le figlie (le fa partecipare al ballo della scuola ma Lux, una delle sorelle, non torna all'ora prestabilita e tutto precipita) le rinchiude in casa divenendo la loro principale aguzzina. Non è dato di sapere cosa accadesse in quella casa se non attraverso le parole dei ragazzi, il decadimento è inarrestabile, le ragazze si chiudono in se stesse, forse non mangiano abbastanza, la casa è completamente in balia della sporcizia e del disordine. È un microcosmo dal quale le ragazze non sanno uscire, non si ribellano se non con gesti compulsivi come il fare sesso di Lux sul tetto della casa con chiunque la faccia sentire importante. O con gesti estremi, come il darsi la morte, una dopo l'altra, ormai entità leggere e distanti, liberate, dagli sguardi pieni di desiderio e paura dei ragazzi, dalla loro realtà terrena. Dee, appunto, o ragazze che trovano nella morte l'unica consolazione alla loro vita.
Nel 1999 Sofia Coppola ne ha tratto un bellissimo film dal titolo Il giardino delle vergini suicide, abbastanza fedele al romanzo.

Jeffrey Eugenides
Le vergini suicide
Traduzione Cristina Stella
€ 9,50 226 p
Oscar Mondadori


4 commenti:

  1. Mi unisco al consiglio. Un libro che è un pugno nello stomaco. Ti lascia le dita impregnate delle sorelle Lisbon...

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  2. Io, dello stesso autore, ho letto "La trama del matrimonio". E' un libro bellissimo e lo consiglio a tutti. "Le vergini suicide", invece, non l'ho mai letto: temo sia un po' troppo deprimente, per me.

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  3. Io dello stesso autore avevo letto Middlesex... A questo punto risvegliate il mio istinto seriale e mi tocca leggere anche Le vergini e La trama :D!

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  4. Ammetto vergognosamente che non conoscevo il libro. Il film lo vidi l'anno scorso su consiglio di un amico e mi piacque moltissimo.
    Devo recuperare.

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