mercoledì 29 febbraio 2012

Cliente freddoloso

“Scusa hai Il camino dell'uomo di Tattersall?”
Il camino no, forse m'è avanzata una stufa...

Ian Tattersall Il cammino dell'uomo Bollati Boringhieri 12 € (In questo periodo al 25% di sconto)

martedì 28 febbraio 2012

Libri troppo impegnativi

“Buongiorno, ho guardato un po' in giro per la libreria ma non l'ho trovato, magari lei può aiutarmi.”
“Certo mi dica pure.”
“Cerco Alla ricerca delle coccole perdute di Giacobbe.”
Sorrido e accompagno la signora al settore, le mostro il libro e mi allontano. Dopo dieci minuti si avvicina di nuovo.
“Guardi l'ho sfogliato ma mi sembra troppo complicato, sa non mi piace leggere libri impegnativi, mi fanno venire il mal di testa!”

Per ovviare a questo fastidioso problema, che affligge quotidianamente centinaia di lettori e che fa perdere vendite al buon Giacobbe, la casa editrice Ponte alle Grazie ha allegato al libro in questione una confezione intera di Alka-seltzer.
Attenzione può nuocere gravemente alla salute e dare effetti indesiderati anche gravi (il libro di Giacobbe non l'Alka -seltzer)!

lunedì 27 febbraio 2012

Ragazzi che amano ragazzi

Quando è arrivata in libreria la nuova versione di Ragazzi che amano ragazzi . 1991-2011 di Piergiorgio Paterlini (Feltrinelli, 142 p. 8 euro) ho provato le stesse emozioni di quando la lessi, per la prima volta, a sedici anni.
Per capire cosa abbia significato per me questo libro dovete immaginarvi un ragazzino magro e brufoloso, seduto su un letto in una camera di un qualsiasi paese di periferia. Un ragazzino pieno di sogni e paure, come ce ne sono tanti, un ragazzino che non sapeva che al di fuori del suo piccolo mondo esistessero altri come lui. Niente internet, nessuna informazione. Questo libro mi arrivò grazie a un'amica ribelle che di cinema e letteratura aveva fatto la sua unica passione. Ne fui totalmente rapito, assaporai ogni singola pagina, ogni storia. Allora c'erano altri ragazzi come me! Là fuori da qualche parte, sugli autobus, nelle scuole, per la strada. C'erano altri omosessuali che provavano il mio stesso senso di smarrimento, c'erano ragazzi che non potevano parlare di quelle farfalle che avevano nello stomaco ogni volta che vedevano un particolare ragazzo, a scuola. Magari lo stesso ragazzo che poi li prendeva in giro e non sapeva il male che faceva. C'erano ragazzi che avevano avuto il desiderio di morire, che si erano stretti la cintura al collo o tagliati la carne, ragazzi che avevano pianto ascoltando qualche canzone d'amore, ragazzi e ragazze che avevano pensato; “Non troverò mai l'amore”.
Per capire cosa abbia significato per me questo libro dovete immaginarvi questo ragazzo, chiuso al mondo con due sole amiche al suo fianco, le liti e i silenzi con genitori che non capivano la diversità del figlio, che forse immaginavano ma che non azzardavano a pronunciare quella parola: omosessuale. Perché di omosessualità non si sapeva nulla, perché gli unici omosessuali conosciuti erano quelli visti in TV o al cinema, le piume di struzzo, quelli che facevano ridere e che si prendevano calci nel culo. E a scuola non se ne parlava ovviamente, non con gli altri maschi almeno e poi c'era il professore di religione che sosteneva che gli omosessuali erano tristi e depressi, destinati all'infelicità.
Immaginatelo questo ragazzo che a volte era così esausto delle offese da non riuscire a salire su un autobus, da avere gli attacchi di panico se doveva andare in giro per il paese, che aveva crisi isteriche se lo mandavano a fare compere dopo le 18. Perché a quell'ora gli altri ragazzi andavano a fare la vasca in centro e lui, il frocio, era il giusto divertimento per il gruppo.
Una volta, a questo ragazzo, mentre tornava da scuola, dei ragazzi con la macchina gli tagliarono la strada, uno di loro aprì il finestrino e, davanti ad altre persone, cominciò ad urlare frasi sconce e offese orribili mentre gli altri ridevano.
Così, quel giorno, quel ragazzo, decise che sarebbe diventato un fantasma. Che si sarebbe nascosto, che sarebbe passato inosservato. Prima dopo la scuola e poi dopo il lavoro, questo ragazzo rinunciò alla sua vita. Il fantasma dell'opera e la sua solitudine.
Per quattordici lunghissimi anni.
In quel periodo, prima di trovare la forza di uscire dal bozzolo, prima di decidere che meritava di vivere la propria vita come ogni altra persona, questo libro, Ragazzi che amano ragazzi, è stato una luce nel buio. Una conferma che non ero solo, che potevo sperare in un mondo migliore.
Il mondo migliore, nonostante siano cambiate tante cose, non è ancora arrivato.
Però ci stiamo lavorando. Stiamo lavorando perché nessun altro ragazzo, perché nessuna altra ragazza si senta come mi sono sentito io o desideri di morire a causa della propria diversità.
Se ce l'ho fatta è anche grazie a questo libro.
Grazie Piergiorgio.
Marino Buzzi


domenica 26 febbraio 2012

Poesia

Oggi niente consigli. Vi chiedo scusa, ormai ho davvero pochissimo tempo. Però vi lascio una poesia sull'altro mio blog che sto trascurando un po'. A lunedì e già vi chiedo scusa per il pezzo che troverete perché, forse, tradisce un po' lo spirito di cronache dalla libreria. Ma son cose che avevo dentro e che qualcuno deve raccontare.
Marino
La poesia la trovate qui

sabato 25 febbraio 2012

Momenti da libraio

Una ragazza alla mia postazione:
“Ciao sto cercando il dizionario italiano-inglese della Boroli, la collana Collins Gem.”
Io, come un pirla, davanti agli occhi increduli della cliente, comincio a cantare:
“Il mio nome è Jem e sono una cantante, bella e stravagante...”
Ho urgente bisogno di supporto psicologico.


venerdì 24 febbraio 2012

Ma cosa sta dicendo?

SUCCEDE A: LA COLLEGA MEMORIA DI FERRO.

“Buongiorno vorrei Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa.”
“Certo, prego, eccolo qui.”
“No guardi non voglio l'edizione Feltrinelli.”
“Temo che non ci siano altre edizioni signora.”
“Signorina c'è l'edizione della Mondadori.”
“Di Mondadori c'è il volume delle Opere dei Meridiani da 60 euro ma non contiene solo Il gattopardo, ci sono anche altri scritti. Se lei vuole solo Il gattopardo mi risulta essere disponibile solo nelle edizioni Feltrinelli”
La signora guardandola con aria di sufficienza
“Signorina, ma cosa sta dicendo?”
E se ne va indignata.
Buona giornata Signora e torni presto a trovarci!

giovedì 23 febbraio 2012

Anche i famosi piangono

Se pensate che basti evitare di guardare l'isola dei famosi per non avere a che fare con stelle e stelline (de)cadenti vi sbagliate di grosso. In libreria, negli ultimi mesi, va di moda il filone che potremmo ribattezzare “A gente vera co' sentimenti veri!” o, in alternativa, “Anche i famosi piangono”. Ebbene sì, anche i personaggi televisivi hanno un cuore! Hanno vissuto traumi di ogni genere e i loro problemi non si esimono dal metterli nero su bianco pur di far sapere ai loro amati fans che anche loro, mezzi busti televisivi, attrici dal ruolo di “simpaticone”, conduttrici e conduttori, opinionisti della domenica, sono persone come tutte le altre. Così, se la Pivetti vuol dire al mondo intero che finalmente ha smesso di piangere, il buon Tiziano Ferro ci dice che l'amore è una cosa semplice (e se lo dice lui che ha impiegato anni a fare coming out...). Se avevate dei dubbi su quanto sia dura fare il padre dopo il divorzio non potrete fare a meno di versare fiumi di lacrime insieme al Tiberio Timperi nazionale. Nel caso però foste fra quelle persone che aspettano con ansia la nuova tragedia televisiva per andare a farsi fotografare davanti al relitto di turno non potrete perdere il nuovo libro della Parietti o quello di Flavio Insinna. Perché i drammi li viviamo tutti, ma se a viverli sono personaggi televisivi sono ancora più gustosi!
Eh va be', sono acidissimo, lo so ma quanto ce vo', ce vo'!

mercoledì 22 febbraio 2012

Ferrara

Vi propongo qualche stralcio della presentazione di Un altro best seller e siamo rovinati che si è tenuta alla libreria Melbookstore di Ferrara. Grazie a Luciana Tufani che ha presentato con me, alle libraie e ai librai e alle persone presenti.


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martedì 21 febbraio 2012

Proposte

I vertici della libreria ci hanno chiesto di fare delle proposte per invogliare i lettori ad acquistare libri. Fra le cose che dobbiamo proporre ci sono anche delle frasi da mettere accanto agli scaffali. Io e la perfida Collega femminista ci siamo sbizzarriti e vorremmo proporre:

Se ne parla (anche troppo)
Se ne parla (purtroppo)
Se ne parla (e sappiamo il perché)
Se ne (s)parla
Il libraio (s)consiglia!
Il libraio propone (possibilmente un altro libro)
Il libraio (che se ne frega) vi consiglia questo libro!
Il libro preferito (per accendere il camino) dal libraio
Da non perdere assolutamente.
Da (non) leggere.
Piace (pochissimo) ai bambini (figuriamoci agli adulti).
Il best seller più amato (anche se nessuno ne capisce il motivo).
La libreria propone impone!
Attenti (ma attenti sul serio) a quel libro.
Attenti (vi prego!) a quel libro.
Attenti a questo autore (morde).
E voi quale votereste?

lunedì 20 febbraio 2012

Una brutta notizia

La settimana scorsa ci hanno dato la brutta notizia che i librai e le libraie delle librerie coop verranno messi/e, a rotazione, in cassa integrazione.
La cassa integrazione non è mai una bella cosa, conosco molte persone che ci sono finite in questi anni ma mai mi era capitato di pensare che anche noi librai saremmo stati, prima o poi, soggetti a questo rischio. Forse perché non si pensa mai al peggio o forse perché si pensa che quello delle librerie sia un mondo a parte. In realtà noi, probabilmente, siamo fra i soggetti più a rischio. La crisi, che non è solo economica, purtroppo, costringe a forti tagli e la cultura, che non ha mai goduto di buona salute in questo paese, è la prima ad essere tagliata. Del resto sino a non troppo tempo fa avevamo un ministro dell'economia che sosteneva che: “Con la cultura non si mangia”.
Si potrebbe eccome, invece. Il problema è che troppo spesso interessa mangiare SULLA cultura invece che CON la cultura.
Siamo arrivati al fondo quindi, e forse cominceremo anche a grattarlo, è arrivata la cassa integrazione anche per chi vende libri.
È un male per tutt* noi. Anche per noi che siamo “concorrenza” naturalmente. Ma è anche sintomo di un malessere profondo da cui difficilmente ci risolleveremo.
Eppure continuo a pensare che non sia solo colpa della crisi.
Forse chi gestisce le librerie di catena dovrebbe farsi delle domande (e magari cercare anche delle risposte). Se sono stati prodotti dei modelli fallimentari che hanno attraversato, lentamente, tutte le librerie di catena, perché si continua a prenderli in considerazione?
Perché, per esempio, tutte le librerie di catena devono avere gli stessi prodotti, vendere gli stessi libri, esporli nella stessa maniera? Perché Feltrinelli è color rosso. Coop è color rosso. Melbookstore è color rosso. Mondadori è color rosso?
Perché si continua a “massificare” prodotti che hanno tutti? Perché si continua a proporre le benedette classifiche? Perché non si può guardare il singolo territorio, differenziare, uscire dagli schemi?
Credete forse che una libreria funzioni grazie agli sconti? Tutte hanno gli sconti. Grazie al bar o al ristorante? Certo, magari funzioneranno il bar e il ristorante.
Non sarebbe forse meglio puntare sulla qualità del prodotto e su quella di chi quel prodotto lo propone e lo vende?

venerdì 17 febbraio 2012

La trilogia del Pa(cco)tto.

“Ciao hai di Giorgio Napolitano, edito da Il Mulino, Il patto che ci frega?”
Tesoro Il patto che ci frega non è ancora uscito, è il secondo libro di una trilogia iniziata con il libro: Il patto che ci lega. Il terzo volume si chiamerà: Il patto che ci annega. Storia di un popolo che vive nella terra di mezza(sega) a cui nulla frega!

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Oggi, venerdì 17 febbraio alle ore 18, sfidando la sorte e le superstizioni, presenterò il mio secondo libro: Un altro best seller e siamo rovinati, alla libreria Melbookstore di Piazza Trento Trieste a Ferrara. Se siete in zona e volete fotografare il libraio più sexy d'Italia (l'ho invitato per l'occasione) venite a trovarmi ;)

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO 2

Domani, sabato 18 febbraio, e domenica 19 febbraio, niente post. Sarò a Milano per registrare una puntata di Nero su bianco con Alessandra Casella per il suo booksweb
Ah, la dura vita dei librai....

giovedì 16 febbraio 2012

Un cliente sveglio

Un ragazzo alla cassa dal collega Totoro con in mano un'agenda con un'etichetta sopra con scritto in grande: "OMAGGIO":
"Scusa quanto costa questa?"
Tesoro tu farai carriera nella vita. Me lo sento!

mercoledì 15 febbraio 2012

Una cliente difficile

“Buongiorno sto cercando Harry Potter.”
La signora mi guarda e io mi trattengo dal risponderle che Harry Potter non ha mai lavorato in questa libreria.
“Quale volume cercava signora?”
“Ma il primo naturalmente!”
Con tono acido. Naturalmente, certo, come ho potuto per un solo istante immaginare che la signora potesse cercare uno qualsiasi dei sette libri della saga di Harry Potter? Cercano tutti il primo, no?
La accompagno nel settore ragazzi e le metto in mano Harry Potter e la pietra filosofale.
Lei sbuffa e mi guarda con occhi sbarrati.
“Ma no, santo cielo, sto cercando il film.”
Respiro.
“Allora deve salire al primo piano signora, i DVD li teniamo li.”
“Ma mi hanno mandato di sotto!”
“Probabilmente il collega pensava stesse cercando il libro.”
Se ne va piuttosto irritata. Io ricomincio a fare le mie cose e me la vedo tornare dopo dieci minuti.
“Sto cercando anche un libro!”
“Mi dica.”
“L'ultimo di Vittorino Andreoli.”
“Certo.”
Mi avvicino al settore di psicologia e prendo L'uomo di superficie. Mentre torno dalla signora capisco che c'è qualcosa che non va. 
“Non è questo il libro che cerco.”
“Questo è l'ultimo libro di Andreoli, signora.”
“No, non lo è.”
“Mi perdoni signora, sono sicuro che è l'ultimo.”
“Le dico di no. L'ho visto in televisione e non era questo il titolo.”
Faccio, per accontentarla, una ricerca a computer. Ovviamente il libro che le ho proposto è l'ultimo scritto dall'autore.
“Non ci sono titoli più recenti, signora.”
“Vorrà dire che andrò a comprarlo da un'altra parte!”
Bene, un altro paio di clienti così e sono pronto per il manicomio.

Poesia

martedì 14 febbraio 2012

San Valentino

Primo cliente di San Valentino:
“Buongiorno, devo fare un regalo alla mia ragazza.”
“Ha un genere letterario che preferisce?”
“No veramente pensavo al kamasutra, sai per farle uno scherzo....”

Secondo cliente di San Valentino:
“Ciao hai dei biglietti per San Valentino?”
“Sì, guarda lungo quella parete ce ne sono diversi.”
“Grazie. Cercavo anche... ehm... il kamasutra...”

Terzo cliente di San Valentino:
“Salve avete il libro del Kamasutra?”

Ma che trombate solo a San Valentino?

lunedì 13 febbraio 2012

Wisława Szymborska

Comincio il lunedì con un post difficile anche per me che lo sto scrivendo.
Difficile per due ragioni.
La prima è che Roberto Saviano mi piace. Mi piace come scrive, mi piace quello che scrive, mi piace il suo coraggio.
La seconda ragione è che, alla fine, in un paese in cui si legge pochissimo e in cui la poesia è quasi del tutto assente dal mercato,  l'importante è che gli scritti di una grande poeta siano arrivati a molti.
Mi spiego meglio anche se, probabilmente, qualcuno ha già intuito.
Sto parlando della poeta Wisława Szymborska. Ho conosciuto la sua poesia anni fa grazie a un'amica editrice, Luciana Tufani, che mi ha letto una poesia incredibilmente toccante dal titolo Il gatto in un appartamento vuoto.
Ho comprato le sue poesie, deliziandomi con la loro bellezza.
Come ho già detto la poesia, in Italia, non vende. A molte case editrici non importa proporla e, in molte librerie, la poesia ha pochissimo spazio. È quindi una cosa buona che, grazie a Saviano, la poesia di questa autrice meravigliosa, morta, se non erro, il 1 di febbraio, abbia conosciuto grande popolarità. Si parla di quindicimila copie vendute dopo che Saviano ne ha reso omaggio, domenica 5  febbraio alla trasmissione Che tempo che fa.
Vorrei rallegrarmi di questo ma c'è qualcosa che stona.
Mi rattrista il fatto che una poeta di 89 anni, piena di riconoscimenti a livello internazionale, Nobel nel 1996 e considerata la maggiore poeta polacca in Italia abbia conosciuto la popolarità della massa grazie alla televisione e a Saviano.
Mi rattrista anche perché ho imparato a conoscere gli acquirenti compulsivi, quelli che vedono il libro in tv e lo devono avere nel giro di qualche ora per poi passare al libro “popolare” successivo, mi hanno chiesto i libri della  Szymborska lunedì, martedì e mercoledì. Da giovedì il vuoto. Lo avranno comprato da altre parti, mi sono detto. Il problema è che sino a quando se ne parla in TV il libro vende, quando scompare dalla televisione, la nostra mente, abituata a incamerare e, subito dopo, dimenticare la notizia del momento, passa oltre.
È un'occasione per la poesia, mi dico, è un'occasione non indifferente. È vero. Ma forse autrici come la  Szymborska dovrebbero vendere a priori, dovrebbero avere un pubblico vasto e, soprattutto, consapevole. Mi direte che sono uno snob, che grazie alla televisione e a Saviano una poeta meravigliosa ha trovato un pubblico più vasto, un pubblico che nemmeno il Nobel, nel nostro paese, le aveva dato.
Eppure un po' di tristezza rimane.
Tristezza consapevole di come vanno le cose in questo paese e di opere che meriterebbero attenzione e studio e piacere e amore e passione, trattate come un qualsiasi best seller.


Il gatto in un appartamento vuoto
Morire – questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.
Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c’era qualcuno, c’era,
e poi d’un tratto è scomparso,
e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Cos’altro si può fare.
Aspettare e dormire.
Che provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all’inizio niente salti né squittii.

Wisława Szymborska

domenica 12 febbraio 2012

I consigli del libraio

Post velocissimo. Vi presento quattro titoli di una collana molto interessante, edita da Il Melangolo:

Frédéric Pagès Cartesio e la cannabis  (euro 6, traduzione Emanuela Schiano Di Pepe, 58 pagine)
Socrate Prendila con filosofia ( traduzione Mys, 7 euro, 96 pagine)
Donatella Di cesare Se Auschwitz è nulla ( euro 8, 125 pagine )
Benjamin Francklin Consigli per scegliere un'amante ( traduzione Marta Albertella, a cura di Simone Regazzoni, euro 6, 48 pagine )

A voi ogni ulteriore considerazione e, in queste fredde domeniche invernali, buone letture a tutt*

sabato 11 febbraio 2012

Un libraio sull'autobus

Seguendo l'esempio del grande Marc Augé  che ha scritto Un etnologo nel metrò io mi accingo a narrare le vicende di Un libraio sull'autobus.
Come ho già detto percorrere i 30 km che mi dividono dalla libreria è diventata un'impresa titanica. Solitamente mi sposto in treno ma il “piano neve”, che funziona, come ogni cosa in Trenitalia, alla perfezione, prevede un regionale ogni due ore che, di solito, segna ritardi che vanno dai 30 ai 250 minuti. Accade spesso che questi treni siano senza riscaldamento e che entri anche la neve. Quindi mi sveglio all'alba da una settimana e mi sposto in autobus che impiega, quando va bene, un'ora e mezza ma che, almeno, mi da la sicurezza di arrivare a destinazione.
Questa mattina, mentre ero assorto nella lettura di Urlo di Allen Ginsberg, alcuni inspiegabili eventi hanno attirato la mia attenzione.
Se in treno le ultime mode prevedono viaggiatori che si tolgono le scarpe e appoggiano i piedi sul sedile davanti, gente che si porta McDonald's impregnando dell'orrido tanfo tutto il vagone o altri che, in assenza di fazzolettini di carta, ripiegano sulle incolpevoli tende per soffiarsi il naso (per non parlare di quelli che ho definito “smanettoni” che migrano da una carrozza all'altra in cerca di prede e poi cominciano a toccarsi nelle parti basse pensando che  all'ignaro/a malcapitato/a faccia piacere assistere alle sue esibizioni sessuali) in corriera ho avuto il piacere di assistere a:
Un ragazzo che si toglieva, con la chiave, il cerume dalle orecchie e poi lo appiccicava sul sedile,
Un signore che si è ammazzato di birra e poi è stato male,
Un signore che ha esplorato le proprie cavità nasali, osservato bene il contenuto e poi lo ha appiccicato ai vetri,
Un ragazzo che non si è posto il problema che la signora accanto a lui, in piedi, aveva più o meno ottant'anni e magari sarebbe stato opportuno farla accomodare (si è alzata una signora prima che potessi farlo io),
La regola “non si parla al conducente” non interessa a nessuno,
Un gruppetto di ragazzi con musica a palla (ma non lo sanno che hanno inventato gli auricolari?),
E, infine, ho trovato uno smanettone anche sulla corriera che mi si è piazzato davanti e, guardandosi attorno con occhi meschini, ha fatto scivolare la mano dentro i pantaloni (i suoi). Quando gli ho chiesto, ad alta voce, che diavolo stesse facendo si è spostato mischiandosi alla miriade di persone in piedi.
E questo è davvero tutto, alle prossime avventure del libraio pendolare!

venerdì 10 febbraio 2012

Cristo si è fermato in libreria

Il Collega filosofo è, da oggi, il Prescelto. Ha avuto l'onore, martedì 7 febbraio (una data che rimarrà nella storia) di fare la conoscenza con un personaggio molto speciale.
Un uomo sui 37 anni gli si avvicina:
“Ciao. Sono arrivato dall'Egitto.”
Il Prescelto lo guarda e deglutisce.
“Sì.”
“Era nell'aria, vero?”
“Sì, in un certo senso lo sentivo.”
“Eh lo sapevo. Sai chi sono io? Sono la seconda reincarnazione di Cristo!”
“Hai delle mire un po' altine, eh?”
“Aspetta.... ascolta.... li senti?”
“Chi?”
“I bambini... dicono che sei bello!”
“Ah...”
“Sono venuto per salvarvi!”
Sì... mentre cerca il modo di farlo vuole comprare qualche libro o qualche dvd? Forse l'anima è persa ma almeno il monotono posto di lavoro fisso ce lo teniamo!

Chiedo perdono, mentre scrivevo il pezzo mi sentivo una persona orribile ma era un'occasione troppo ghiotta per non parlarne. A questo ragazzo va tutto il mio affetto, il mio collega, il Prescelto, è una persona di cui ho molta stima e a cui voglio molto bene. È stato carino, gli ha chiesto dove dormiva, se era seguito da qualcuno, se aveva bisogno di aiuto. Alla fine la verità che ne è uscita è quella di un ragazzo solo che vive per strada. Forse è davvero Cristo, del resto se ci credessi e se si reincarnasse credete forse che sceglierebbe un personaggio potente? Un uomo del Vaticano? Non sceglierebbe, forse, chi non ha nulla?
Ero indeciso se lasciare solo la parte simpatica del pezzo o inserire anche queste riflessioni che forse intristiscono un po' il blog. Ma sono abituato a sorridere a metà, ad avere un'ironia mai gratuita, a riflettere sulle piccole cose.

Comunque la reincarnazione di Cristo ha predetto che:
- il 25 maggio 2012 ci sarà un terribile terremoto in sud America con milioni di morti (speriamo di no)
- Che Milingo morirà nel 2013
- Che Sai Baba si è reincarnato ed è geloso di lui.


Ultima riflessione per il collega Filosofo, per il Prescelto. Sai che la reincarnazione di Cristo ti ha velatamente indicato la strada. Se succede veramente quello che ha detto e tu hai la consapevolezza di aver volutamente ignorato le sue richieste... so cacchi tuoi, eh?

giovedì 9 febbraio 2012

Curare i gay?

Vi segnalo l'uscita di un libro estremamente importante per quanto riguarda le tematiche legate all'ideologia riparativa dell'omosessualità, si tratta di Curare i gay? A cura di Paolo Rigliano, Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari (Raffaello Cortina, euro24, 270 pag. )
Spendo due parole sul tema delle terapie riparative, ne ho già parlato più volte sull'altro mio blog  ( in più post a dire il vero) ma ne accenno anche qui. Uno dei principali sostenitori delle terapie riparative è Joseph Nicolosi il quale sostiene che l'omosessualità, che egli non considera  naturale, è una condizione dalla quale si può uscire. Nicolosi sta molto attento a non utilizzare mai la parola “malattia” ma è chiaro, nel suo operato, che egli la considera tale. Si tratta del  fondatore del NARTH (Associazione per la Ricerca e la Terapia dell’Omosessualità) e, nonostante egli stesso sia iscritto all'APA (American Psychological Association), l'associazione ha redatto un documento sui danni che certe terapie possono provocare ai pazienti (per la versione in inglese qui  per quella in italiano qui  ). Nicolosi è un personaggio legato al mondo dell'estrema destra americana e a quello di un certo estremismo religioso. Con i suoi scritti riporta la psicologia indietro di decine di anni sostenendo di voler “curare” solo quei pazienti omosessuali che non si sentono in sintonia con il proprio IO senza tenere in minima considerazione i fattori esterni e di discriminazione. Inutile sostenere che lo stesso Nicolosi ha ammesso che i casi di “terapia” riuscita sono bassissimi e non ha mai potuto dimostrare che un omosessuale sia “diventato” eterosessuale grazie alla sua terapia ma solo che questi reprimono i propri istinti per allinearsi a una cultura e a degli atteggiamenti eterosessuali.
Lo dico con la massima libertà di cui sono dotato. Sono certo che un individuo possa innamorarsi di una persona del proprio sesso o del sesso opposto senza, necessariamente, essere gay, etero o bisex. La sessualità è qualcosa di molto complicato difficilmente riconducibile a imposizioni sociali.
Ma ognuno di noi sa quale sia l'aspetto preminente del proprio essere, che si rivolge a gente come Nicolosi lo fa principalmente a causa di un conflitto interiore che scaturisce da pregiudizi, ignoranza, odio. Il lavoro dello psicologo dovrebbe essere quello di far capire a chi non si accetta che non c'è proprio niente di sbagliato nella propria condizione e non spingere perché diventi qualcosa che non è.
In Italia il caso “terapie riparative” è scoppiato dopo un indimenticabile festival di Sanremo in cui partecipò un cantante di grande talento (sì sono ironico) con una canzone il cui titolo era “Luca era gay”. Subito si disse che il Luca della canzone è un noto “ex” omosessuale che, dopo aver vissuto una vita al limite (droga, alcol ecc...) e dopo aver contratto, purtroppo, una malattia per la quale ancora non esiste cura certa, ha visto la luce e si è convertito all'eterosessualità. Grazie alla fede dice lui e io non sono nessuno per mettere in discussione le sue scelte e le sue credenze. Ma dalla terapia riparativa (che prevede un mix di preghiera e incontri di gruppo e che spinge perché il “maschio” si riappropri della propria mascolinità frequentando altri eterosessuali e avendo rapporti con persone dell'altro sesso) hanno preso le distanze le maggiori associazioni di psicologi (anche in Italia un esempio lo trovate qui ).
Le terapie riparative vengono fatte in maniera quasi occulta, difficilmente troverete uno psicologo disposto a dirsi riparatore andando così contro le linee deontologiche del proprio lavoro. Potrei dirvi che spesso le terapie vengono attuate, a pagamento, in contesti religiosi e che, in alcuni casi, si ricorre anche all'esorcismo.
Ma preferisco che a parlare siano gli esperti e che ci si mantenga in un contesto scientifico. Paolo Rigliano è uno dei maggiori esperti in materia. Il libro smonta, passo a passo, l'ideologia riparativa e mette, spero definitivamente, ordine sull'argomento. Spero che grazie a questo libro nasca una discussione costruttiva, gli argomenti sono importanti. Peccato che nel 2012 si debba ancora affrontare temi che dovrebbero essere rilegati a un passato non troppo felice.
Marino Buzzi

mercoledì 8 febbraio 2012

Tutta colpa della neve 2

“Guardi si scivola un sacco sul marciapiedi qui davanti, eh!”
“Mi spiace signora.”
“Ma non potete mettere del sale?”
“Guardi è arrivato lunedì mattina e lo abbiamo messo.”
“Non abbastanza pare.”
“Lo farò presente alla direttrice.”
“E potreste anche spalare la neve mentre ci siete.”
“Mi perdoni ma il marciapiedi davanti alla libreria è libero dalla neve.”
“Sì ma non avete buttato il sale. Non voglio mica rompermi l'osso del collo per comprare un libro!”
Be' dipende dal libro che vuole acquistare. Se, per esempio, vuole comprare il mio può anche correre il rischio...

martedì 7 febbraio 2012

Tutta colpa della neve

“Buongiorno ho ordinato un libro venerdì, vorrei sapere se è arrivato.”
“Buongiorno, si ricordo l'ordine l'ho fatto io. Ma occorrono tra i quattro e i cinque giorni lavorativi per la consegna. Inoltre, viste le difficili condizioni climatiche, non sta consegnando nessuno in questi giorni.”
“Quindi?”
“Potrebbero esserci dei ritardi. Come le ho detto venerdì quando abbiamo fatto la prenotazione.”
“Ma le sembra possibile che cadono dieci centimetri di neve e si blocca tutto?”
“Guardi purtroppo non dipende da me anche se, in realtà, di neve ne è caduta in abbondanza.”
“Sì, va beh. Io ho bisogno del libro.”
“Comprendo ma quando abbiamo fatto la prenotazione le ho segnalato che avrebbero potuto esserci dei ritardi.”
“Senta queste sono scuse belle e buone, mi faccia arrivare questo libro in fretta!”
Guardi chiamo subito Babbo Natale e gli chiedo se con la sua slitta e le renne può andare a prendere il libro che le serve!
Faccio presente che per fare 30 km (Imola Bologna) impiego, in questi giorni di neve, fra cancellazione di treni e ritardi vari, dalle due alle quattro ore (quando va bene) per andare e tornare.
Capisco che sia un libro importante ma mica lo posso far teletrasportare!
O sì?

lunedì 6 febbraio 2012

Grande uovo e piccole menti

Qualche giorno fa ha avuto grande risalto mediatico la notizia che estremisti di destra, del gruppo di FN, hanno messo al bando ed espresso la volontà di bruciare il libro di Altan e Pardi Francesca, Il piccolo uovo (28 pagine, editore Lo Stampatello euro 11,90). Il libro, individuato dal gruppo di geni come divulgatore della “cultura” omosessuale atta a deviare i bambini, è un libro dolcissimo e narra le vicende di un uovo che non vuole schiudersi perché non sa dove andrà a finire. Parte quindi per un viaggio che gli farà conoscere diversi tipi di famiglie. Inutile ribadire, anche in questo contesto che dovrebbe essere più legato alla letteratura, che le famiglie omogenitoriali esistono già. Che, anche nel nostro paese, ci sono già bambini figli di coppie omosessuali. Inutile anche ribadire che non sono i contesti esterni a far diventare omosessuale un soggetto. Non sono le cattive compagnie, non sono la mamma protettiva e il papà assente. Nessuno si chiede: “Come mai sono nato eterosessuale?” perché eterosessuale non si diventa, si nasce. La stessa cosa avviene con l'omosessualità. Uno non “diventa” omosessuale. Magari ci sono persone che rinnegano la propria sessualità a causa della cultura che è stata loro imposta ma, in cuor proprio, tutti sappiamo ciò che siamo.
Comunque, condannato l'ignobile e codardo gesto di intimidazione portato avanti da questo gruppo (lo stesso che protesta contro la piece teatrale Sul concetto di volto nel figlio di Dio senza neppure averla vista), mi chiedo se esiste una cultura omosessuale o, nello specifico, se esiste una letteratura eterosessuale.
Premetto che il mondo gay è molto cambiato negli ultimi decenni, spesso i maschi omosessuali tendono a rivendicare il proprio essere maschio piuttosto che la propria diversità. Io, non so se ve ne siete accorti, non sono fra questi. Non perché penso che ci siano differenze fra esseri umani. Tutti e tutte dovremmo godere di eguali diritti e rispetto ma tutti/e noi, eterosessuali e/o omosessuali, bisessuali, trans/transgender, pansessuali ecc.... siamo profondamente differenti.
Per me essere gay non significa solo amare o desiderare una persona dello stesso sesso. Non accetto la cultura maschile, trovo che questa società sia profondamente ingiusta soprattutto a causa dell'impronta che il maschio ha dato. E con questo ovviamente non voglio dire che tutti i maschi sono uguali. Dico solo che hanno sempre avuto il potere e che non sempre lo usano o lo hanno usato bene.
È un discorso intricatissimo e lo accenno appena, spero che i maschietti che leggono questo blog non se la prendano e capiscano ciò che sto cercando di dire.
La differenza principale, a mio parere, dovrebbe essere nella cultura. Tutt* abbiamo retaggi culturali differenti e tutt* dovremmo portare e apportare qualcosa alla società. Essere omosessuali dovrebbe significare, dal mio punto di vista, avere la forza di essere diversamente maschi. Non è così, ve lo dico con un po' di delusione. I maschi omosessuali raramente si differenziano dai maschi eterosessuali.
Detto questo credo nella cultura GLBT e nell'importanza di farla conoscere. A mio parere esiste una letteratura omosessuale o, almeno, un filone GLBT. Alcuni sostengono che è discriminante e ghettizzante ma non è così. Esiste una letteratura femminile e/o femminista, esiste una letteratura che si può suddividere per luogo o per etnia. Scrivere di ciò che si conosce non è solo un modo per esprimere i propri pensieri è anche un mezzo per far conoscere le proprie abitudini, la propria gente, la propria cultura. Osservando il settore QUEER che ho allestito alla libreria in cui lavoro mi sono reso conto di quanta letteratura, anche sotterranea, GLBT ci sia e di quanti temi essa tratti. È un settore a cui difficilmente maschi eterosessuali si avvicinano (purtroppo, spesso, se si avvicinano non lo fanno per comprare i libri ma per “giocare” o divertirsi con gli amici). Ma sono moltissime, per esempio, le persone GLBT e le donne eterosessuali che si avvicinano e acquistano libri a tematica.
Sono anni che penso che la maggioranza delle donne sono  più libere degli uomini. Lo sono culturalmente, almeno. E sono certo che creare spazi dedicati alla letteratura GLBT non sia un modo per “ghettizzarci” ma, al contrario, sia un modo stimolante di far conoscere temi che, altrimenti, verrebbero ignorati.

domenica 5 febbraio 2012

I consigli del libraio. La libreria QUEER

In questa fredda e nevosa domenica  vi segnalo qualche titolo per la vostra biblioteca Queer. Come ho fatto già altre volte, se vi avvicinate per la prima volta alle tematiche omosessuali o se avete semplicemente voglia di leggere buona letteratura, vi consiglio le opere di  Pier Vittorio Tondelli pubblicate da Bompiani (Rimini, Camere separate, Opere, L'abbandono, Biglietti per gli amici, Dinner Party, Un weekend postmoderno, Opere: cronache, saggi e conversazioni, Opere: Romanzi, teatro, racconti) e da Feltrinelli ( Altri libertini, Pao, Pao). Tondelli è stato uno dei maggiori osservatori della società e i suoi libri sono diventati, prestissimo, un prezioso riferimento per la comunità GLBT e non solo. Il suo modo di vedere le cose, la sua freschezza, la sua voglia di far conoscere nuovi talenti ma anche lo stile fresco, dissacrante e ribelle hanno fatto di lui uno degli scrittori più innovativi degli ultimi decenni.
E, a proposito di letteratura dissacrante, non posso che continuare a consigliare Jean Genet ( Conversazioni con Hubert Fichte, Lettere all'editore, Paraventi, Diario del ladro, Il balcone, I negri, Le serve, Il funambolo e altri scritti, Il giovane criminale, Poesie, Pompe funebri, Querelle de BrestQuattro ore a Chatila, Palestinesi, Notre-Dame-des- Fleurs, Miracolo della rosa o il bellissimo cofanetto edito da Il Saggiatore: Opere narrative) e William Burroughs (Inizialmente erano nel catalogo di Sugarco che ormai fa solo libri legati a un certo estremismo religioso quindi credo che Burroughs non ce l'abbiano più. Di certo, in commercio, si trova ancora: La scimmia sulla schiena, Il pasto nudo, La macchina morbida, La città della notte rossa, Checca, Nova express, Strade morte, il biglietto che esplose, Terre occidentali, Le lettere dallo yage,  E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche). Come possa uno come me che viene definito, sottovoce, nell'ambiente gay un “bigotto”,  avere un retaggio culturale legato agli scrittori “maledetti” è un mistero che solo Santa Lady Gaga conosce.
Detto questo altri titoli che vi consiglio vivamente sono:
Gore Vidal La statua di sale (Fazie edizioni, traduziona Alessandra Osti 135 p. 9,50 euro),
Isherwood Christopher Un uomo solo ( Adelphi traduzione Dario Villa 148 p. 16 euro) struggente romanzo sulla perdita e l'amore. André Aciman Chiamami col tuo nome (Guanda traduzione Valeria Bastia 271 p. euro 12), un'estate, un incontro, le prime scoperte.
Desmon Hogan L'ultima volta, novità uscita per Playground (traduzione Gaja Cenciarelli 134 p 12 euro). Personaggi e racconti scritti da un autore che rende benissimo il senso delle cose e delle persone.

sabato 4 febbraio 2012

Succede spesso che:

I clienti prendano libri da altri settori, poi si siedano sui divanetti nella saletta di storia e, una volta finito di consultare il libro, lo gettino sui libri di storia impilati (e maniacalmente allineati da ME) distruggendo, non solo il mio ordine mentale, ma anche le mie scatole giusto per non essere volgare.
Vi costa così tanto rimettere il libro dove lo avete preso?
Mi avete preso per l'uomo di servizio? Li mortacci...

venerdì 3 febbraio 2012

Qualche lontano amore

Quello di Carla De Bernardi è un libro che si legge con la stessa impazienza per l'arrivo di una bella giornata. Una di quelle in cui ci si lascia cullare dalla brezza o si sta immobili a godere dei raggi del sole mentre ti accarezzano il volto. È un viaggio dentro e fuori la vita di Clara , donna curiosa, irrequieta e piena di vita, attraverso i suoi ricordi, l'infanzia in viaggio e la maturità trascorsa fra sogni e ricerca. La vita avventurosa di una fotografa che incontra l'amore della sua vita, lo assapora, ne avverte la pericolosità, trattenendo ogni istante, ogni goccia di piacere ed estasi, andando, ed è una cosa che odia, anche contro un'altra donna. La compagna ufficiale di Juan, che diviene ossessione e meraviglia, che compare nella sua vita riempiendo angoli di nulla e se ne va, allo stesso modo, portandosi dietro bugie e tradimenti.
Qualche lontano amore è un libro che costringe il lettore a guardarsi dentro, scoprendo i propri lati oscuri, andando, con la memoria, a quella volta che ci si è abbandonati ai propri istinti o a quando si è stati traditi, ti spinge ad avventurarti più lontano nel mare, con una barca a remi, solo per il gusto di scoprire come si sta in mare aperto e poi, una volta raggiunto il centro del mondo, a stenderti e a guardare il cielo.
Lontani dall'ipocrisia il coraggio di Carla De Bernardi è, principalmente, quello di mostrarci una donna che non ha paura di amare e soffrire, che non si allinea alle regole sociali, che sfugge il conformismo mettendosi a nudo. Clara è una donna che non si arrende, disposta a cedere al proprio desiderio di felicità ma, forse, anche una donna fragile che ricade sempre nello stesso errore e che non riesce a sfuggire dalle trappole degli uomini.
Pagina dopo pagina Carla De Bernardi mette a nudo la sua protagonista, seziona ogni parte della sua anima rendendola visibile anche a chi non vuole vedere, la racconta come si racconta di principesse e di draghi ai bambini, la mostra intima e spudorata, fragile e agguerrita ritagliando, in mezzo alla storia delle parole, un personaggio complesso e mai banale capace di emozionarsi ed emozionare.
Qualche lontano amore è un libro che non rinuncia all'ironia, leggero nel senso positivo del termine, che affronta la figura di una ribelle, che segue il cuore e l'istinto invece delle regole e dei diktat culturali imposti dagli uomini.
C'è da perdersi fra le pagine e nella vita di Clara, senza mai preoccuparsi di ritrovare la strada del ritorno.
Marino Buzzi


Carla De Bernardi
Qualche Lontano amore
218 pagine, 16 euro
Mursia edizioni

giovedì 2 febbraio 2012

Colori e profumi

“Buongiorno sto cercando il libro Il colore delle foglie di limone
“Sicura che non sia Il profumo delle foglie di limone di Clara Sanchez?”
“No, no sicurissima è il colore.”
Faccio una ricerca a computer, ovviamente nessun risultato.
“Signora non mi risulta nulla con quel titolo.”
“Impossibile mia figlia mi ha dato questo titolo.”
“Magari si è sbagliata. Ha la possibilità di sentirla per una conferma?”
“Ah se non si può fare altrimenti.... adesso la chiamo.”
Dopo una breve telefonata.
“Guardi è proprio come le dicevo io, il titolo è: Il profumo delle foglie di Limone!
“...”


Con grande gioia vi comunico che il mio pezzo La parola frocio è stato scelto da Ranieri Polese, curatore dell'Almanacco Guanda, proprio per l'Almanacco 2012 in uscita a maggio in occasione degli 80 anni della casa editrice.

mercoledì 1 febbraio 2012

Il fascino del libraio

Alla mia postazione si ferma un signore sulla settantina, ha in mano una prenotazione. Il suo nipotino corre nel settore bambini, lui si avvicina e mi mostra il foglio, io lo guardo e sorrido:
“Deve andare al settore scolastico per ritirare la prenotazione”
Ma lui non si muove.
Io lo guardo ancora, lui mi sorride, mi mette una mano appena sopra il sedere, poi mi dice:
“Sai che sei bello?”
Tesoro certo che lo so! Mica penserai che mi hanno assunto perché sono un bravo libraio, vero?
Ora.... hai circa tre secondi per togliere la tua mano dalle mie chiappe se non vuoi ritrovarti con un arto in meno.
Capisco che sono irresistibile ma qui si esagera!
Mai che mi capiti con un bel vichingo accidenti...