venerdì 29 giugno 2012

50 sfumature di noia.


L'anno scorso, di questi tempi, le lettrici e i lettori salutavano con soddisfazione la nuova collana da 9,90 della Newton & Compton tanto da regalare all'editore parecchi posti in classifica e molte soddisfazioni. A partire da quel momento il mercato del libro si è rivoluzionato, molte altre case editrici hanno seguito la strada del prezzo basso ( a prescindere dalla qualità, parlo solo di prezzo) puntando soprattutto su belle copertine e titoli accattivanti. Se guardiamo la classifica di quest anno ci rendiamo conto che le cose vanno diversamente. IBS segnala nei primi 10 posti libri che vanno dai 14 ai 19 euro, occorre arrivare all'11 per trovare un titolo a 9 euro (Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino ma c'è anche da considerare che è periodo di letture scolastiche e che il buon Calvino è spesso consigliato dalle professoresse e dai professori per fortuna) e al 12esimo per trovare un titolo Newton (la solita Melissa Hill che fra regali da Tiffany e innamoramenti a New York ha la pensione assicurata). Le cose non cambiano per Wuz, anche qui una massiccia presenza di libri a prezzi superiori a 9,90 (il primo titolo Newton in classifica è al 13 posto). Anche in libreria ci siamo resi conto che il giochetto del prezzo basso con altrettanto basso contenuto è durato il tempo di fregare, con diversi e accattivanti titoli, un po' di gente . Certo poi gli appassionati e le appassionate del genere Hill & Co. li si torva sempre. Del resto vendiamo sempre bene i vari John Gray, Kinselle varie, Barbara e Allen Pease o Sherry Argov. Ognuno legge quello che vuole non è questo il punto.
Dopo questo brevissimo colpo d'occhio a come il mercato del libro, per vendere, debba cercare continue novità (e non parlo certo di novità editoriali) non posso far a meno di notare, con un po' di fastidio, che anche quest anno è il marketing ad avere la meglio. Mondadori, che si è fatta fregare un'estate ma poi ha rimesso in campo le proprie strategie, ha cominciato a promuovere i titoli di James E.L, mesi fa costruendo ad arte la doppia aspettativa: il ritorno dell'erotico (che più erotico non si può) con frasi costruite per insinuarsi nell'immaginario morboso (“Scopri il libro di cui tutte parlano”) e ammiccamenti al sadomaso e al bondage in una storia che ricalca perfettamente altre storie (Il miliardario e l'ingenua studentessa, un copione già visto milioni di volte direi) e, soprattutto, l'idea del romanzo nato dalla rete e finito poi in e-book su Kindle e iPad. Il gioco è stato semplice e lineare, basta dire che è “un successo di passaparola” ed ecco che il best seller estivo, anzi la trilogia del best seller estivo, è servita.
La mia domanda è: ma perché ci facciamo sempre fregare? Perché basta promettere prezzi bassi o misteri o sesso estremo per vendere? Perché basta un po' di marketing mirato per far correre frotte di persone a comprare un libro che non merita, non solo il prezzo di copertina, ma nemmeno l'etichetta di libro erotico? L'erotismo, se ben scritto, è uno dei generi più difficili da creare e “raccontare”. Buona parte dei libri spacciati per erotici sono, in realtà, descrizioni anatomiche e di atti sessuali che, anche se a volte decisamente fantasiosi, hanno sul vostro libraio preferito (che lo ricordo sono io) l'effetto dello Xanax.
Mi spiace dirlo ma il mercato del libro non cambierà sino a quando non cambierà il nostro modo di acquistare letteratura. Se basta una fascetta per spingerci a comprare un libro allora dobbiamo rassegnarci a trovare in libreria soprattutto un certo genere di prodotti.
Va bene, va benissimo.
Però poi non lamentiamoci di quello che si pubblica.

giovedì 28 giugno 2012

Illusioni.


Una ragazza all'amica mentre guardano i libri:
“Quanto mi piacerebbe lavorare in libreria, pensa che bello puoi leggere tutti libri che vuoi mentre li vendi!”
Ma davvero? Ed esattamente quando vorresti leggerli tutti questi libri al lavoro? Fra uno scontrino e l'altro? Fra una richiesta imprecisa e, spesso, assolutamente inesatta e una prenotazione per un libro che non hai in libreria? Forse fra una presentazione e la sistemazione dei libri a scaffale? Oppure fra il ricevimento colli e l'apertura degli stessi? Potresti farlo mentre schizzi fra un piano e l'altro per dare supporto alla collega che è rimasta da sola al piano terra e ha assolutamente bisogno di fare pipì prima che le esploda la vescica e poi corri dalla collega in scolastica che è rimasta sola a servire una fila immensa di persone che devono acquistare, chiedere, vendere? Aspetta, aspetta, ci sono! Potresti leggerli fra una cedola da finire assolutamente entro mezz'ora e l'inserimento a computer dei libri venduti in giornata! Oppure, questa è bellissima, mentre sistemi le pilette di libri che qualcuno ha messo in disordine. O dopo aver allestito le campagne promozionali e tolto le vecchie. Magari prima di spiegare i vantaggi della nuova tessera all'ignaro cliente che vuole solo comprarsi in santa pace un libro. Dimmi, tesoro, quando esattamente li vuoi leggere tutti questi libri? Eh? Eh? Eh?
Una settimana, Signore, dalle anche solo una settimana in prova!

mercoledì 27 giugno 2012

L'alfabeto del libraio: B


Bambini
In origine erano locuste.


Barbari
I ragazzini (ma non solo) che scendono correndo le scale per arrivare per primi al banco della scolastica e non fare la fila. Corrono, si spingono, si voltano per assicurarsi di essere i primi.

Baricco
Di solito faccio seguire questo nome da un punto di domanda. La mia rimane una considerazione estremamente personale, non capisco non dico il successo, ma l'attenzione dei media nei confronti di questo scrittore. Sicuramente un grande venditore di se stesso. Ma anche una perfetta espressione dei tempi che corrono. Tristissimi.

Bassani
Uno degli scrittori più coraggiosi, intensi e struggenti che mi sia mai capitato di leggere.

Baudelaire
“Scusa ce l'hai quello scrittore... come si chiama? Dai, quello maledetto che si faceva di assenzio?”

Best seller
Correte a comprarlo. Non vorrete mica farvi mancare l'argomento di discussione sotto l'ombrellone, vero? (almeno prima di passare a: "Io la caponata la faccio con...." e a "Mio marito è uno che ci tiene alla famiglia..." e a: "Uh sapesse signora, mio figlio è un vero genio quest anno lo hanno rimandato solo in tre materie..." e prima di: "Ma quella Belen che prima fa vedere la farfalla e poi ruba il fidanzato a quella Emma...")

Bibbia
Il più grande fantasy della storia della letteratura.

Bologna
Ci sono arrivato con l'immagine di una città rivoluzionaria, creativa, aperta. Me ne torno a casa ogni sera con l'immagine di una città bigotta, chiusa, terribilmente borghese e conformista.

Brosio
Sono finito all'inferno e nessuno me lo ha detto?

Buongiorno/buonasera
Provate a ripeterlo mille volte . Poi ne riparliamo.

Buonumore
Solitamente la mattina, appena sveglio, mentre faccio le coccole alla mia gattona, poi mentre mi preparo il caffè e guardo fuori dalla finestra. Comincia a svanire quando arrivo in stazione, non se ne trova più traccia dopo l'ennesimo: “Mi fa un po' di sconto?”


martedì 26 giugno 2012

Sogni infranti


Passo davanti al settore ragazzi e mi fermo. Non posso credere ai miei occhi, la cosa che ho sempre desiderato è proprio davanti a me! La confezione che tutte le bambine come me hanno sempre desiderato: una coroncina e un piccolo scettro per sentirsi, finalmente, una vera principessa! Mi guardo attorno attento che nessuno mi veda e faccio un lungo sospiro. Ora metto la confezione da parte e a fine turno me la compro così poi, una volta a casa, potrò fare la Pippa (Middleton che avevate capito?) davanti allo specchio.
“Scusi posso vedere il gioco che ha in mano?”
Mi volto, davanti a me una signora con una bimba di cinque anni.
La guardo senza dire nulla, i miei occhi la stanno supplicando di non strapparmi quella meravigliosa coroncina glitterata dalle mani.
A malincuore consegno il gioco alla mamma.
“Guarda amore non è bellissima?”
“Sì mamma... me la compri?”
Ok bella siamo io e te ora e ti assicuro che ho strappato cuori pulsanti dal petto per molto meno!
Quella coroncina è mia, capito? MIA!!!! Aspetta che vado a prendere la mia spada (nella roccia) e poi potrà avere vita lo scontro del secolo: libraio principessa vs bimba viziata!
Ne resterà una sola!
“La posso mettere?”
Chiede a sua madre, la signora mi guarda.
“Posso aprire la confezione? Tanto poi la compro.”
Deglutisco.
“Certo!”
Dico a denti stretti.
La mamma apre la confezione,mette la coroncina sulla testa della bimba.
“Sembri proprio una diva.”
Cosa? Cosa? Cosa????? Qui l'unica diva sono io, capito? Ma che devo fare per avere un po' di rispetto? Strappare la pelle a Lady Gaga e poi indossarla come un abito?
Se ne vanno su per le scale, la bimba si volta e mi sorride guardandomi con quegli occhietti crudeli.
Quella coroncina ti ingrassa! Hai capito? TI INGRASSA!

lunedì 25 giugno 2012

Il punto della situazione. Oppure solo punto.


Mai, come in questo momento, ho percepito una situazione pericolosamente vicina al collasso.
Negli ultimi anni (e l'ho scritto anche nel mio libro: Un altro best seller e siamo rovinati) mi sono chiesto come le case editrici potessero immettere sul mercato una tal quantità di materiale. Sono rimasto sempre estremamente scettico davanti agli accordi commerciali che permettevano tempi di pagamento più lunghi e scontistiche più alte in cambio di un sempre crescente numero di copie per libro in libreria. In questo sistema schizofrenico abbiamo superato abbondantemente la legge secondo cui un libro deve rimanere in libreria il tempo necessario per essere notato. Prima il libro rimaneva un anno. Poi siamo passati a sei mesi. Poi tre. Ora sfioriamo il mese.
Di fronte a scelte commerciali così palesemente fallimentari ora si cerca di correre ai ripari.
Diciamo che, per le librerie, è iniziata la fase tre.
La fase due prevedeva (parlo sempre in generale e non per una libreria specifica perché il sistema ormai si ripete per tutte le catene o quasi): diminuzione del personale (contratti a termine non confermati, azzeramento delle collaboratrici e dei collaboratori, cassa integrazione, ecc...), monte ore base da non superare (38 o 40 ore settimanali a seconda del tipo di contratto) o ridurre (da full time a part time), diminuzione degli sprechi con conseguenti tagli, aumento delle responsabilità per le libraie e i librai.
La fase due è servita a mettere qualche cerotto su falle troppo grandi ormai e, in alcuni casi, ha creato l'effetto contrario a quel che si voleva ottenere. In librerie con poco personale entra sempre meno gente.
La fase tre consiste nell'alleggerire la libreria dalla merce che si era precedentemente fatta entrare, inoltre comporta una nuova riflessione sulle quantità di novità da far entrare in libreria. Presumibilmente se prima si faceva arrivare 20 ora si farà arrivare 3 (parlo sempre in generale anche grazie al confronto diretto avuto con colleghe e colleghi di altre catene). Come mai la semplice logica non abbia imposto sin dall'inizio della crisi (almeno) un “austerity” basata sul buon senso rimarrà, temo, un mistero paragonabile solo a quella della Sacra Sindone.
Da brava Cassandra posso fare le mie due profezie.
A questo punto della crisi sicuramente le case editrici meno forti cominceranno a soccombere (quelle che non lo hanno già fatto almeno) e, trattandosi di un mercato che è strutturato come un domino (sempre per via di quella legge che prevede che l'intelligenza degli uomini non possa mai superare una certa soglia) è molto probabile che alla prima pedina vadano giù anche tutte le altre. Per arrestare la caduta occorre una pedina particolarmente forte da sopportare il peso del crollo.
Ora, lo so che sembro un menagramo e vi vedo che siete tutti li a toccarvi e a fare gli scongiuri, ma la matematica non è un'opinione.
Nelle librerie arrivano libri in grosse quantità, spessissimo libri di pessima qualità ma questo è un fattore a parte su cui si potrebbero aprire altre mille discussioni, diciamo che ormai un buon 50% fatica a vendere anche solo una copia, che un 30% vende 1 o 2 copie, e che la rimanente percentuale vende più di due copie con, a seconda del potere d'investimento, la possibilità di avere qualche best seller (le percentuali prendete con le pinze, sono frutto di una mia opinione).
Apro piccola parentesi: quanto costa oggi creare un best seller? Per il mercato che abbiamo ne vale ancora la pena? La proporzione spesa pubblicitaria/marketing aggressivo/vendite permette ancora di coprire le spese investite? (chiusa parentesi)
Le librerie, che spesso hanno pagamenti a 60 o 90 giorni, non possono permettersi di pagare per materiale che rimane invenduto e quindi, prima della fatturazione, i libri vengono messi in resa (tornano cioè al distributore). Inizialmente c'erano regole che si rispettavano, oggi non è più possibile farlo.
La “resa di massa” da parte delle librerie potrebbe anche spingere ( e questo, da un mio personale punto di vista, potrebbe essere una buona cosa) le case editrici e puntare su meno prodotti curandoli meglio e lasciandogli il tempo di crescere e vendere. Ovviamente riduzione di titoli non significa aumento della qualità (e qui rimando al post che ho intenzione di scrivere a breve su libri come “50 sfumature di grigio” e via discorrendo) ma da qualche parte bisognerà pur iniziare.
Io, mentre ci siamo, comincerei anche a cercarmi un altro lavoro perché, come avrete capito, non sono particolarmente ottimista.

sabato 23 giugno 2012

Succede a: La collega Femminista.


Mentre la collega femminista, con il suo solito andamento da “sono una donna e forse anche il mio collega lo è”, scende le scale viene fermata da una signora .
“Scusi lei lavora qui?”
“Certo signora, mi dica pure.”
“Senta non ho voglia di scendere le scale, non è che andrebbe al settore ragazzi a chiamare i miei figli?”
Certo signora... posso fare altro per lei? Un massaggio ai piedi? Ha bisogno che venga a casa sua a fare le pulizie? Le serve un servizio di dog sitter?

venerdì 22 giugno 2012

Terrore in libreria


Due ragazzini passando dietro la mia postazione, sottovoce per non farsi sentire:
“Quello al computer sembra gay.”
Io, senza voltarmi e continuando a inserire gli ordini:
“Non lo sembro, lo sono!”
Attimo di smarrimento dei due ragazzini e poi corsa su per le scale.
Mamma mia che spavento, un gay al computer!

giovedì 21 giugno 2012

I hate you, Justin Bieber!


Due ragazzine di cui una particolarmente agitata:
“Ciao hai qualcosa su Justin Bieber?”
“Al momento ho terminato i libri che avevo, mi arriveranno in settimana.”
Lei sgomenta:
“Non hai niente su Justin?”
“No?”
“Nemmeno il libro che ha scritto sua mamma?”
L'altra: “Che donna meravigliosa!”
Io: “Temo non sia ancora uscito in Italia!”
Ragazzina agitata: “No ma dai è uscito da un sacco di tempo, impossibile che non ce l'hai!”
Io: “Guarda sono certo che il libro non è ancora uscito...”
Ormai gli One direction e Justin Bieber sono diventati il mio argomento preferito.
Ragazzina agitata: “Impossibile.”
Io mi connetto a internet e cerco informazioni sul libro della mamma di Justin, troviamo una fans page, la apro. Il libro uscirà in America in autunno.
“Come ti dicevo il testo non è ancora disponibile.”
Faccio per chiudere la pagina e lei, urlando:
“Aspetta!”
L'altra: “Guarda che amore... è bellissimo!”
Ragazzina Agitata: “Ma poi guarda che bella che è sua mamma.”
Faccio di nuovo per chiudere.
“Aspetta!”
“Guarda guarda che bella quella foto.”
“Puoi cliccare li sopra? C'è l'album fotografico completo.”
Ma che nun ce l'hai internet a casa tua?
“Certo, potrei!”
Le dico. Poi chiudo la pagina e vado a bermi un caffè...

mercoledì 20 giugno 2012

Fantascienza 2

Cliente: "Ma questo Bradbury era uno famoso che gli stanno facendo un sacco di pubblicità?"
Ma no, era uno scrittorucolo di provincia, mi sembra che abbia scritto qualche libro da poco, tipo uno che non ha letto nessuno, uno mi sembra che si chiami... Fard 451... un libro, tipo, che bruciano i trucchi... i rossetti... qualcosa del genere...

martedì 19 giugno 2012

Fantascienza 1


“Senti, scusa, hai i libri di AsiNov?”
Ma chi? Lo scrittore che raglia? Quello con le orecchie a punta e la coda?

lunedì 18 giugno 2012

L' alfabeto del libraio: A


A come:

Abecedario
Strumento che molti scrittori dovrebbe riprendere in mano.

Adelphi
Non sono religioso ma... che Dio la benedica.

Algoritmo
La nuova, geniale, invenzione per calcolare ogni singolo passo che si fa in libreria.

Altovendenti
Già ampiamente citati sono quei libri che trovi in ogni angolo della libreria, sono i prodotti su cui la casa editrice di turno punta per avere un ritorno economico. Li trovi all'entrata della libreria, in vetrina, lungo i corridoio, al piano di sotto e al piano di sopra. Pile e pile dello stesso titolo disseminato ovunque. Non ti liberi mai della sua presenza. Entri in libreria e lo trovi. Entri in un supermercato e lo trovi. Entri in autogrill e lo trovi. Hanno fascette che ti invogliano a comprarlo, titoli studiati da esperti del marketing, copertine ad effetto. Recensioni (quasi) tutte positive, passaggi televisivi, spazi sui giornali.
Come si fa a non comprarli?

Analfabeta
Pratica sessuale estrema particolarmente in voga fra alcuni calciatori.

Ancora tu? (Ma non dovevamo vederci più?)
Cliente che viene ogni giorno e ogni giorno mi dice: “Non posso venire mica tutti i giorni, anche se mi piace stare qui. Adesso rimango qualche settimana senza passare” (ma il giorno dopo è ancora in libreria).

Ansioso
Io mentre guardo la gente che si accalca davanti alla porta per venire a vendere i libri scolastici dalla Sergente istruttrice. Mi sento come in un film di Romero.

Anticoncezionale
Ne avessero usati un po' di più mi eviterei queste mandrie di ragazzini con gli ormoni sballati che ridono di qualsiasi cosa prendano in mano (compresi libri serissimi).

Appendice
In effetti dovrei farmi vedere, a volte mi fa un po' male.

Arte
Soprattutto quella di sapersi vendere.

Attenzione! Timide, astenersi
Ti prego, se hai bisogno di un'informazione chiedila! Non mi girare attorno come un condor distogliendo lo sguardo ogni volta che ti guardo.

Aulularia
“No signorina non è l'ultimo best seller sui lupi mannari”.

Autori/autrici
Sempre più star, sempre più “grandi scrittori”. Quelli veri, di solito, scrivono e dicono tutto attraverso i propri libri (spesso anche senza fascetta).

Autosuggestione
C'è uno scarafaggio in libreria. No, non è uno scarafaggio. È Gregor Samsa. Prendi l'insetticida.











venerdì 15 giugno 2012

Dicono di Capri...


Succede a: Il collega Totoro

“Scusi ha Léonie di Sveva Casati Modignani?”
“Certo, eccolo qua.”
“Sì però io vorrei l'edizione economica.”
“Signora è uscito da qualche settimana l'edizione economica arriva dopo qualche mese...”
“Ma io a Capri l'ho vista!”
“No signora è impossibile, le assicuro che non ci sono edizioni economiche di questo libro.”
“Eh vabbé... si vede che a Capri arrivano prima!”
Certo li fanno arrivare direttamente dal futuro!

giovedì 14 giugno 2012

Strega

Quando leggo i risultati dello Strega è già sera tardi. Penso che forse dovrei scrivere qualcosa e poi mi chiedo: "A che scopo?"
C'è ancora qualcuno che crede a questo premio? C'è ancora qualcuno che crede che un'autrice o un autore che non ha alle spalle una casa editrice importante possa arrivare in finale a questo (o ad altri) premi importanti?
Lo Strega è ormai contaminato dalla banalizzazione della letteratura da supermercato e non lo dico per tirarmela. Nell'ipotesi che avevo fatto per la cinquina dello Strega ne ho sbagliato solo uno. Quindi, sapete che c'è? Non ho proprio niente da scrivere. Domani mi arriveranno le fascette da mettere sui libri finalisti, poi mi chiederanno di metterli in vetrina e di ordinarne altre copie (anzi arriveranno centralizzate) nella speranza che lo Strega faccia vendere qualche copia in più di libri che superano i 9,90 € (a parte quello della Ghinelli che se non ricordo male costa proprio 9,90). E non è nemmeno una critica agli autori e alle autrici finaliste, alla fine c'è sempre qualcuno che ci rimane male. Siamo alla celebrazione delle belle copertine e dei titoli accattivanti è solo desolante che fra tutte le autrici e gli autori meritevoli si scelgano sempre i soliti o quelli con il marketing più forte.
Niente polemiche, alla parola Strega risponderò scandalizzato:
"Strega a chi????"

mercoledì 13 giugno 2012

Eh, quello! Non mi ci avevi mica capito eh!


Un cliente alla Collega Pazienza Finita:
“Scusi ha l'attilante?”
“Come scusi?”
“L'attilante.”
“Mi perdoni cos è l'attilante?”
“Uh ma come cos è? Quello di geografia.”
“Ah l'Atlante...”
“Eh, sì, l'attilante!”
Attenzione questa libraia si autodistruggerà fra: 5.... 4.... 3.... 2....

martedì 12 giugno 2012

Questioni di alimentazione


In libreria è arrivato il libro che noi tutti stavamo aspettando con impazienza: Scegli il sesso del tuo bambino con il metodo naturale basato sull'alimentazione edito da Sperling Kupfer. I due geni che lo hanno scritto, e che, a quanto pare, hanno avuto un enorme seguito in America (e vuoi non importare il grande successo americano?), sostengono che privilegiando alcuni cibi ed evitandone altri, si possono aumentare le probabilità di "decidere" il sesso del proprio bebè fino all'85%.
Ora, la domanda che mi affligge da questa mattina è: “Che diavolo si è mangiata mia madre quando aspettava me?”

lunedì 11 giugno 2012

Young Adult


Ok, voglio affrontare un argomento che si presta a innumerevoli equivoci e io e gli equivoci, di solito, facciamo merenda insieme ogni pomeriggio (da qui: “Un losco figuro un po' equivoco mangiava pane e burro alla stessa ora ogni giorno”). Siate buoni con me, è lunedì, ho avuto la splendida idea di trattare un argomento serio (di lunedì mattina, capite????), ho passato tutto il sabato a sculettare al Pride di Bologna per dare una ragione di vita a Giovanardi e tutta la domenica a progettare il nuovo libro e a scrivere dei miei sculettamenti con la gatta che, nonostante il caldo, mi ha dormito addosso tutto il tempo.
Insomma cercate di non fraintendermi, ok?
Nonostante l'enorme pubblicità che stanno facendo al film e l'enorme successo che ha avuto il libro non mi sono mai posto il problema di capire di cosa trattasse Hunger Games. Poi, interpellando la collega Pazienza Finita, che è anche l'esperta del settore ragazzi, è venuto fuori che questo libro racconta le vicende di una ragazza che si sacrifica al posto della sorellina per partecipare a un gioco cruento, dal quale non ci si può rifiutare di partecipare, una specie di Grande fratello in cui le persone che perdono muoiono (tema, fra le altre cose, abusatissimo già molto prima della nascita dei reality).
Il libro è entrato a pieni titoli nel filone che si chiama Young Adults e che comprende moltissimi libri di diverso genere destinati a un pubblico fra i 14 e i 18 anni.
Ora, come sapete non sono un bacchettone, io a sedici anni leggevo Genet e Burroughs (anche se mi viene il dubbio che quei libri, a quell'età, magari, non li avevo compresi a pieno) e sono cresciuto benino comunque (nonostante Il Pasto nudo mi abbia sconvolto).
Però da adulto e da operatore del settore mi devo fare delle domande. Ho letto qualche pagina qua e là e ci sono scene davvero cruente. Questo genere di letteratura, che a mio avviso non è propriamente per un pubblico di ragazzi/e, la leggono anche ragazzini/e di dieci, undici anni.
Lo dico, davvero, senza nessun tono paternalistico ma... siamo sicuri di sapere cosa leggono i nostri figli?
Ok scusate mentre scrivo questo post non credo ai miei occhi. Io che scrivo certe cose? Ma cosa sto dicendo? Io leggevo di peggio, ero appassionato di serial killer e i libri che affrontavo erano pieni di cose cupe e terribili! AIUTO sono diventato un bacchettone! Sapevo che non dovevo scrivere un post del genere dopo un fine settimana di Pride!
Ok, ok, sono l'altra parte di me stesso, il Marino serio che pensa al bene dei ragazzi.
Scusate.
Dicevamo: siete sicuri di quel che leggono i vostri figli?
Capisco che il genere Young Adult sia un filone che porta parecchia grana nelle tasche di qualcuno ma non dovremmo evitare di trattare i nostri figli come degli adulti? È vero al telegiornale va in onda di peggio ma non dovremmo proteggere i nostri figli dall'orrore del mondo?
Ok, ok basta sopprimetelo (sono l'altro Marino, quello fico e non noioso da morire) ma chi sei Sarah Palin? La Santanchè? I bambini pensate ai bambini? Non te la ricordi la voglia di leggere cose proibite? Che ai tuoi tempi quando eri giovane tu mica c'era il computer e ti leggevi di nascosto Ragazzi che amano ragazzi? Te lo sei dimenticato il desiderio di leggere nascosto in camera tua quei libri che non ti volevano far leggere? E adesso che fai? Stai qui a fare la morale agli altri?
Marino maturo: “No guarda non è per contraddirti ma sono sempre stato un lettore raffinato.”
Marino Fico: “Ma se leggevi Stephen king a dodici anni!”
Marino maturo: “Ok ma guarda i titoli di oggi, quelli destinati alla fascia 14/18 sono pieni di violenza. Una ragazzina l'altro giorno mi ha chiesto Break. Ossa rotte. Tratta di un ragazzino che si rompe le ossa per rendersi più forte e sopportare il peso di una famiglia difficile, ti rendi conto? Sto male al solo pensiero!”
Marino Fico: “E certo perché invece leggere Giardino di Cemento in cui c'è il padre che muore mentre il figlio si masturba e poi, dopo la morte della madre i figli la mettono in una cassa e la coprono di cemento e poi i due fratelli maggiori hanno un rapporto incestuoso mentre il fratello più piccolo vuole essere una bambina non è traumatizzante, vero? E che dire di Arancia meccanica? Ti ricordo che avevi quindici anni quando li hai letti...”
Marino Maturo: “Ok, ok dico solo che forse è il caso di non esagerare a mostrare l'orrore ai ragazzi... avranno tutto il tempo di scoprirli da soli.”
Marino Fico: “Non avrei mai pensato di dirtelo ma... sei davvero vecchio!”
Ecco adesso sono diviso in due e questi non si parlano nemmeno più!

sabato 9 giugno 2012

venerdì 8 giugno 2012

Capire le persone.


Si avvicina una ragazza:
“Scusa hai qualcosa per individuare la psicologia delle persone?”
Adoro queste domande generiche.
“Dobbiamo restringere un po' il campo, è un po' vaga come domanda.”
“Uhm sì... qualcosa... per individuare... la psicologia... delle persone...”
Non è che se parli più lentamente il campo si restringe...
“Sì ma da che punto di vista? Vuoi una catalogazione dei tipi psicologici? Cerchi qualcosa per riconoscere il carattere dai gesti delle persone? Qualcosa sul linguaggio non verbale? Sulla grafologia?”
“Uhm... cioè... qualcosa per capire le persone...”
“Ok, sto cercando di capire da che punto di vista ti interessa, se vuoi un saggio di psicologia, per esempio sull'interpretazione dei gesti o della mimica facciale o sulle metodologie utilizzate in psicologia per inquadrare una persona...”
“Sì qualcosa del genere tipo... non ha niente per capire le persone attraverso i segni zodiacali?”
No... ma io... che ho fatto... di male?

giovedì 7 giugno 2012

Magazziniere Vs Libraio fighetto


Ecco il magazziniere che esce dal magazzino con il suo fido carrello, impila, uno sull'altro, quattro pesanti scatoloni, percorre mezza libreria, sale al piano terra con il montacarichi e percorre nuovamente mezza libreria. Posa i colli all'accettazione (zona dedicata allo scarico e al carico merci), solleva il fido carrello e scende le scale. Torna in magazzino e ripete l'operazione una quindicina di volte.
Il magazziniere, che solitamente indossa maglie con citazioni da film, fumetti, serial tv o cartoni, si ferma, grondante di sudore, alla postazione del libraio fighetto (che sarei io) e, senza batter ciglio, prende in mano la cornetta del telefono e se la porta all'orecchio.
Ed ecco che il sudore del magazziniere, che ormai sembra un ghiacciaio sotto il sole equatoriale, finisce tutto sulla cornetta del telefono. Il magazziniere riappende la cornetta e ricomincia il suo viaggio.
Ed ecco che il destino beffardo fa sì che la collega al piano terra faccia un annuncio che dice così: “Marino mi puoi chiamare al tredici?” (numero interno per chiamare la postazione al piano terra.)
Or bene vi prego di notare che il libraio fighetto, pantaloni abbinati con camicia, entrambi provenienti da manifatturieri locali, che si sposano magnificamente con scarpe e cinture (per non parlare del foulard scelto appositamente per creare un delizioso contrasto), si muove come una farfalla dalla postazione dei fumetti a quella delle informazioni, con grazia raccoglie la cornetta, la porta delicatamente all'orecchio e...
Credo che abbiano udito il mio urlo sino in Cina.

mercoledì 6 giugno 2012

Sguardi (persi)


Due ragazzine scendono di corsa la scala e incrociano il Collega filosofo, una delle due lo guarda e con voce squillante dice:
“Scusi lei è qui di passaggio?”
Collega filosofo: “Tutti lo siamo!”
Sguardo perso nel vuoto della ragazzina che lo guarda a bocca aperta, interviene l'amica:
“Stiamo cercando il dvd degli One direction!”
Sguardo perso nel vuoto del Collega filosofo....

martedì 5 giugno 2012

Tu come tutto quello che tocchi


La bellezza di Tu come tutto quello che tocchi di Clara Nubile è nelle parole. Parole intense e dolorose che disegnano una terra che pare, a tratti nelle descrizioni, un piccolo pezzo d'inferno in cui “tutto è cemento” persino il mare. Ed è su quel mare, attraverso quel mare, che arrivano le stecche di sigarette di contrabbando che permeano ogni singola pagina del libro. Siamo a Brindisi, nel periodo che va dagli anni '80 ai '90 e l'autrice del libro ci accompagna, attraverso le voci dei protagonisti, in capitoli brevi e intensi, in una storia fatta di miserie e voglia di riscatto, di amori e violenza. Le storie attraversano il mare e approdano in Montenegro fra le braccia di una ragazza scavata dalla vita, su barche che pescano stecche di sigarette, dove si muore per uno schiaffo perché la vita vale meno di una boccata di fumo.
È un'umanità desolante quella che descrive Clara Nubile attraverso uno stile e una sensibilità rari, la sua forza sta proprio nelle parole. Clara riesce ad entrare e uscire dalla testa dei suoi personaggi rendendo ognuno di loro unico. Ogni voce è una tessera che va a comporre un mosaico di carne e sangue, di anime e lacrime, di sogni e morte. Ogni pagina ci regala un'intensità che riempie gli occhi e la mente, che fa tremare le mani e la voce. L'autrice riesce a mostrarci la storia senza farsi prendere da simpatie o antipatie per i propri personaggi. Sono tutti carnefici e vittime, spesso i ruoli si invertono, si confondono, non c'è mai una sola verità, la storia la leggiamo attraverso gli occhi delle persone, delle case, degli animali che affollano le pagine del libro. Non ci sono vincitori ma solo vinti. Vinti sono coloro che si credono invincibili e finiscono morti ammazzati da un colpo di pistola, vinti sono quelli che fuggono dalla propria terra alla ricerca di una vita migliore, vinti sono coloro che rivivono la vita di qualcun altro attraverso lettere e diari incapaci di liberarsi dal proprio male di vivere.
È un libro doloroso e bellissimo che, attraverso una narrazione scorrevole e profonda, giocando con gli idiomi linguistici e dialettali, ci mostra l'insensata violenza dell'uomo. Non ci sono personaggi che soccombono al proprio destino, ognuno di loro sa quello che fa, sa a cosa va incontro, conosce ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Uccidere diviene un mestiere, si spara senza provare nulla, si rompono le costole alla propria vittima senza provare pietà alcuna. Una pietà che torna nell'unico personaggio con un po' di misericordia del libro. L'unico personaggio che non sceglie cosa essere, incapace di ribellarsi alla mano dell'uomo che lo affama, lo tortura e lo spinge a uccidere. Airòn, un cane da combattimento, a lui è affidata l'unica voce narrante che lascia alla vita una luce di speranza. Lui è l'unico personaggio che, in un violento e dolorosissimo capitolo, ci mostra quanto “bestia” può essere l'uomo.

Clara Nubile
Tu come tutto quello che tocchi
Edizioni Bompiani
171 pagine
16 euro

lunedì 4 giugno 2012

E se fosse già troppo tardi?


L'esempio è sotto gli occhi di tutti ed è un esempio di cui moltissimi, nel mondo culturale e librario, amano riempirsi la bocca. Sto parlando della catena di librerie inglese Waterstones acquistata (e salvata dal fallimento) da un oligarca russo (Aleksandr Mamut) che ha, subito dopo l'acquisto, messo a capo delle librerie James Daunt, un libraio che ha fondato le Daunt Books, una catena di cinque librerie che puntano tutto sulla preparazione dei librai, sulla qualità dei libri ( e non , come avviene da noi, sulla quantità) e su un catalogo forte.
La prima obiezione che mi viene fatta, quando faccio questo esempio è: “Sì ma noi non siamo l'Inghilterra”.
E non lo saremo mai, aggiungo io. E neppure la Germania o la Francia. E allora? Noi abbiamo un patrimonio di lettori forti che è un numero irrisorio rispetto ad altri paesi europei, ma è anche il bacino d'utenza che noi dovremmo riconquistare e riportare in libreria. Riportare, certo. Perché, nel caso non ve ne foste accorti, le librerie sono sempre più vuote.
Leggo interventi anche molto interessanti ma che rimangono per aria senza mai trovare il modo di concretizzarsi. Chi parla dell'amore per il libro, chi ci mette la faccia con una storia “letteraria” di famiglia, chi, ancora, chiede al pubblico di adottare una libreria.
Noi librai abbiamo visto mutare le cose così in fretta che neppure ci siamo resi conto di quel che accadeva. Nel giro di quattro anni è crollato tutto, è crollata anche la qualità del nostro lavoro.
E mi odio mentre ve lo dico ma è successo che a un certo punto della nostra bella favola qualcuno ha deciso di trattare il libro come una qualsiasi confezione di biscotti. E non di quei biscotti fatti a mano con la ricetta della nonna. No, di quelli industriali che usano polvere chimica al posto delle uova. Qualcuno ha pensato che bastava puntare tutto sulla confezione e poi, d'accordo con qualcun altro, ha avuto la brillante idea di riempire le librerie con questi biscotti scadenti. E adesso i biscotti sono vecchi e ammuffiti e nessuno li vuole più.
La cosa più stupida che potevamo fare, e l'abbiamo fatta naturalmente, era di sacrificare i lettori forti sull'altare del Dio Marketing.
Bisogna semplificare le librerie, ci hanno detto, e allora via con i percorsi tematici. Togliamo pure le “macchie” (disposizione dei libri per casa editrice) e il settore dei classici, mettiamo tutto in ordine di autore che tanto poi il cliente il libro non lo trova lo stesso e non trova nemmeno più il libraio, a dire il vero, perché non c'è più. Tanto che ce ne facciamo di uno che conosce i libri? Prego, prego, pescate pure un libro a caso nel mucchio dei best seller.
A casa mia si dice: fare i conti senza l'oste.
Infatti il giochino ha funzionato per un po', il tempo giusto per far arricchire qualcuno e per far sprofondare il mercato del libro.
E pensate, a questo punto, che qualcuno abbia deciso di mettere una bella pezza su quel buco? Ovviamente no. Non è possibile che le politiche librarie di qualche super manager siano fallimentari. Sarà colpa dei librai (che non ci sono più), mettete in evidenza le campagne promozionali che la gente se vede 25% di sconto corre a comprare, fate proposte più appetibili che c'è la crisi e la gente mica ha voglia di esser triste.
Ponetevi nel modo giusto, dovete essere convincenti ma non insistenti e mentre ci siamo, oltre a vendere i libri, non è che mettereste in evidenza anche borse, borsette, cancelleria varia? Che quella vende e margina di più.
Se il sistema non funziona non è pensabile rivedere il tutto. No, puntiamo sul lettore e book che tanto avere un libro o un file, fra le mani, è la stessa cosa. E poi un file lo scarichi anche da casa e mica hai più bisogno dei librai e delle librerie.
No, ma prego, prego, continuiamo pure a dire: “Bravi, bravi in Inghilterra che hanno salvato capra e cavoli puntando su qualità e assistenza. E ma noi mica siamo l'Inghilterra, siamo l'Italia! Qui bisogna rincorrere il lettore che compra un libro l'anno!”
Bravi. Ottima strategia.
Poi voglio vedere se qualcuno avrà il coraggio di prendersi le proprie responsabilità una volta che sarà crollato tutto.
 E non ditemi: "è colpa dei libri che costano troppo e della legge Levi che non permette sconti" perché sappiamo bene che non è così e un giorno vi spiegherò perché il prezzo dei libri è gonfiato alla base.
Non oggi, però. Sono già troppo amareggiato.
 E arrabbiato. Anzi, no.
Furioso. 

sabato 2 giugno 2012

venerdì 1 giugno 2012

Introduzione


“Scusa sto cercando La consolazione filosofica con testo a fronte.”
“Dovrei avere la versione della UTET.”
Vado a parete, prendo il libro e lo consegno alla cliente. Lei lo sfoglia e con fare spazientito mi fa:
“Ma cosa dice? Non vede che è solo in italiano?”
Mi avvicino e guardo il libro.
“Signora sta guardando l'introduzione, deve andare al testo di Boezio per avere il testo a fronte.”
E lei:
“E mi scusi ma se non hanno tradotto anche l'introduzione io che me ne faccio?”
“...”