giovedì 14 febbraio 2013

Mamme serial killer

Evento in libreria con tantissimi bimbi, proiezione di un film d'animazione e merende varie. Fuori blocco del traffico e centro città piena di gente. L'evento inizia alle 17. Alle 17 56, quattro minuti prima del mio fine turno a evento ormai finito, arriva una signora di corsa con bimbo a presso.
Scena da fotografare: signora ansimante, capelli scompigliati, bimbo in lacrime, calza, della signora, smagliata, sguardo allucinato.
La signora ansimando: “Dov... dov'è l'evento? Eh?”
Io: “Ehm... è finito signora... iniziava alle 17... sono le 18...”
Sguardo assassino della mamma mentre il bimbo comincia a piangere più forte, lei a voce alta con tono minacciosissimo: “COSA?”
La prego signora non mi picchi! Non è colpa mia sono solo un povero libraio sottopagato, un tantino antisociale e anche un po' rompiballe.... se la prenda con quel bruto vestito da scoiattolo che intratteneva i bambini... la prego... ho moglie e figli... non mi uccida!

6 commenti:

  1. Ma i pop corn li hai distribuiti?

    RispondiElimina
  2. Da mamma, immaginando quello che la poveretta ha dovuto passare (saltare il pranzo per uscire prima dal lavoro e andare a prendere il piccolo dalla nonna, che però non lo aveva ancora vestito, quindi vestirlo, mentre lui urla e si dimena come un indemoniato, cacciarlo in macchina, sbloccare la cintura di sicurezza, che si blocca sempre inteappolandosi nel seggiolino, guidare nel traffico - o nel blocco dl traffico - cercare parcheggio, trovarlo a 5 km, farsela tutta a piedi, di corsa, con il bimbo in braccio urlante...) beh... Tutta la mia simpatia e solidarietà alla mamma... !!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. domanda: se la ricostruzione di Valentina è esatta, era proprio necessario portarlo a tutti i costi all'evento'? Chiedo scusa in anticipo a tutte le mamme (che considero le creature più forti del mondo) ma spesso si ha l'impressione che i bambini non muoiano dalla voglia di partecipare al ricco carnet di attività che vengono loro proposte (e talvolta imposte), e forse a volte invece di scapicollarsi a tutti i costi per 'esserci' sarebbe meglio per entrambe le parti sedersi a prendere un the insieme e a contarsela senza fretta. Non discuto che siano proprio i pargoli a 'pretendere' certi appuntamenti, ma non potrebbe essere che magari lo facciano perché non si aspettano nemmeno più che mamma invece di trasformarsi in Wonder Woman per accontentarli potrebbe anche dirgli di no preferendo rimanere semplicemente a casa con loro? Cosa serve farsi un tour de force che distrugge fisico e morale se si dimentica l'orario dell'appuntamento? E prendersela col primo che capita, davanti al figlio che così impara che 'è sempre colpa di qualcun altro', serve a qualcosa? Sinceramente, tutto questo correre e affannarsi per 'riuscire a fare tutto' non è soprattutto una gratificazione personale speculare all'iperlavoro in cui non esistono giorno e notte perché si deve stare nella 'corsia di sorpasso'? Non è che i genitori dovrebbero avere il coraggio di ammettere coi figli,almeno ogni tanto, che 'non ce la fanno più' invece di spingere sull'acceleratore? Chiedere comprensione e aiuto invece di caricarseli sulle spalle come zavorre e gettarsi nel percorso a ostacoli senza chiedersi se è davvero questo che si vorrebbe da loro? Insomma, invece di cacciarli in macchina mentre 'si dimenano come indemoniati' non sarebbe il caso di chiedersi per quale motivo si comporta così quando in teoria dovrebbe essere contento del posto in cui sta andando? Magari lo sarebbe se sentisse che per la madre non è soltanto una seccatura in più accompagnarlo, e constatando che se talvolta non si riesce a raggiungere l'obbiettivo si può anche sorridere della cosa invece che dare in escandescenze come se fosse sempre questione di vita o di morte.

      Elimina
  3. Jona ti ringrazio moltissimo per il tuo intervento sensibile e intelligente, che offre ai genitori molti spunti di riflessione concreti e interessanti.
    Solo una piccola precisazione, quando scrivo che "si dimena come un indemoniato", la frase è subordinata a "vestirlo", non a "cacciarlo in macchina". Per qualche ragione, infatti, i bambini sembrano essere allergici ai cambi d'abito... Beati loro!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, ti chiedo scusa per l'erronea citazione (vedi, la fretta?ci frega tutti!:)), anche se il senso del discorso resta immutato. Fare il genitore è il lavoro più difficile e faticoso del mondo, ma lo è anche essere figli e per questo credo che la cosa essenziale sia che le due parti non remino in direzioni opposte senza nanche accorgersene. Da figlio posso dire che spesso mi sono sentito sopraffatto dall'efficienza di mio padre, e in colpa per certe scenate pubbliche e private di mia madre. Da semplice zio mi è parso di scorgere questo stesso disagio nella mia nipotina in balia dei volenterosi ma spesso prevaricanti sforzi dei suoi genitori di dimostrarsi 'all'altezza'. Al punto da doversi, lei, rifugiare in un mondo fantastico in cui i Grandi non potevano più imporle i loro schemi. Quando finalmente hanno cominciato a chiederle cosa ne pensava davvero della faccenda, i malcapitati si son resi conto che fino a quel momento lei li aveva assecondati per non ferirli, non perché realmente interessata alle loro proposte. E' vero, facciamo tutti parte di una società che richiede degli standard di efficienza per potersi collocare al meglio in essa, ma non significa che gli 'impegni' siano più importanti delle persone, giusto? Comunque, mazel tov (è un augurio ebraico di buona fortuna) a tutte le famiglie!!!

      Elimina
  4. Che bello quest'augurio! Mazel Tov anche a te!!!

    RispondiElimina