martedì 12 marzo 2013

Le cose cambiano

2006
Regola della libreria (quando ho cominciato a lavorare in libreria questa era la legge).
“Esiste un catalogo, libri che, anche se non vendono, devono essere presenti in libreria. Esiste una differenziazione in generi e stili, ci sono i classici e ci sono i contemporanei. Non posso rendere un libro di un autore che ha fatto la storia della letteratura, anche se non lo vendo, quel libro e quell'autore danno il senso al progetto librario, permettono di costruire un'identità, di mettere in evidenza la serietà della libreria. Quel libro, anche se non vende, mi farà vendere altri libri. Bisogna conoscere il prodotto libro, occorre leggere, avere una buona manualità, il cliente va seguito, servito, consigliato. Le librerie senza librai sono destinate a chiudere. Occorre avere un buon catalogo, gli scaffali non devono essere vuoti. Un cliente che entra in libreria deve trovare esposti dei bei libri. Un libro non si rende prima dei sei mesi.”

2013
“Occorre mettere tutti i libri in ordine per autore, il cliente deve essere in grado di servirsi da solo. Occorre ridurre lo spazio espositivo, serve maggior spazio per la cartoleria. Avete fatto la resa? Il monte merci è troppo alto. Questo libro quando è arrivato? Il mese scorso? Due mesi fa? Rendere, rendere! Gli scaffali sono troppo pieni, serve un'esposizione più ariosa. Questo libro perché non lo rendi? Catalogo? Ma vende? No? E allora che lo tieni a fare?”

Thats all folks

11 commenti:

  1. Fra non molto 'renderanno' anche noi, tanto che ci tengono a fare?

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  2. Tristezza.
    Ah, comunque ti ho plurimamente citato nell'ultimo post, eh!

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  3. ... E confesso l'inconfessabile: ho dei libri che non ho letto, ma che sono dei classici o che erano cosí straordinariamente belli (per la qualità della stampa, della carta, delle illustrazioni...) che, secondo me, DOVEVANO venire a casa da me e trovare posto in libreria... Okokokokokok... Sono una ragazza superficiale e spendacciona, ma sono libro-dipendente... Non posso farci nulla!!!

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  4. si però che il cliente debba potersi trovare i libri da solo mi sembra sacrosanto...

    marino, tu sarai simpà e colto ma quelli che lavorano in libreria a Roma te li vorrei far conoscere, se devo chiedere a uno di questi allora davvero ordino su amazon (cosa che faccio comunque)

    del resto aggirarsi per la libreria, fermarsi, sfogliare, tornare, ricordarsi di una curiosità di qualche tempo prima... tutti piaceri solitari, altro che onanismo, se mi si avvicina qualcuno e mi chiede "posso aiutarla?" mi smonta completamente

    oh cacchio vedo che qui sopra ha commentato Jona... oh Jona ignorami ok bella?

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    1. gigi er libraro16 marzo 2013 12:46

      Non per difende la mia categoria (librari romani), però devo fare una piccola postilla al commento qui sopra:
      spesso (NON sempre!), soprattutto nei mega store di catena trovate dei commessi; carucci, volenterosi, eccetera, MA non esattamente preparati a fare il libraio!
      Bravi ragazzi scelti per vendere libri un tanto al kilo, NON per fare cultura o sapere qsa di quello che vi rifilano!

      Poi certo, ci sono ANCHE commessi capaci & competenti, che amano il mestiere come (e fors'anche) più di noi librai indipendenti; ma non è una qualità richiesta per il ruolo.
      E qui si potrebbe aprire il capitolone delle policy aziendali di questi mega store, compresi quelli che sono emanazioni dirette delle case editrici; ma sarebbe un discorso mooolto lungo e, temo, noioso.
      Per cui, ve lo risparmio!

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  5. Marino, sei un mito. Continua così!!!

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