giovedì 14 marzo 2013

Ode alla collega Femminista (e infortunata)

O collega Femminista che per far l'ecologista vai all'Ikea in bicicletta e finisci stesa come una bamboletta , chissà se al tuo orecchio è giunta la novella della torta alla cacarella. Tu che fai l'ecologista finisci stesa sulla pista che da macchina privata alla fin vieni abbagliata. E di cinque settimane la tua prognosi all'ospedale, che di scuse, bella mia, ne potevi ancor trovare ma di corsa hai voluto tornare a lavorare. Con quella caviglia azzoppata cinque settimane son volate mentre io in libreria, solo, triste e abbandonato al suicidio ho pensato.
Ora ti aggiri zoppicando e le sedie vai bramando che appena puoi ti posi e la gamba un po' riposi. Ma di corsa devo andare, ho un cliente da servire che di questo tuo (ri)posare non ho fatto un bell'affare! O collega Femminista la tua gamba tutti l'han vista che di rotture e di gonfiore non c'è traccia neppure minore. Ora in versi te lo dico perché son davvero fico: se le gambine un po' non muovi il collega a casa trovi che con forbici e falcetta la rossa chioma non rispetta.

4 commenti:

  1. Wow, ti rivolgi ai tuoi colleghi in versi!!

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  2. Meravigliosa!! L'ho letta ad alta voce e mi è venuta con accento toscano :)

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  3. ok, però limitati alla prosa in futuro

    ciao marino

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  4. Una metrica un po'... zoppicante! XD

    minty

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