martedì 9 aprile 2013

Cani randagi

Ci sono diversi temi cari a una certa letteratura Gay: il sesso, l'abbandono, gli amori difficili, il sesso, la disperazione, l'HIV, il sesso e ancora... il sesso. Non che ci sia qualcosa di male, al contrario, ma occorre anche avere la giusta penna per poter narrare, senza scadere nel pornografico, nel banale o, ancora peggio, nel noioso, temi del genere. Nell'infinito e vario panorama della letteratura GLBT questi temi, e molti altri (rapporto con la famiglia, con la società, omogenitorialità, difficoltà di accettazione ecc...) sono stati ampiamente trattati attraverso diversi sguardi e diverse sensibilità: dal tragico all'ironico, dal giallo all'erotico non c'è tema che non abbia trovato spazio sulle pagine di letteratura omosessuale. Nel libro di Roberto Paterlini, Cani Randagi, molti di questi temi sono presenti con l'aggiunta della visione “storica” di un episodio che, da diversi anni, sta venendo alla luce grazie alla ricerca di alcun* studios* e giornalist*.
La storia, che come idea non è niente male, inizia con il ritrovamento di un nastro da parte di una coppia di ragazzi: Giacomo e Federico. Sul nastro lo zio di Giacomo, Francesco, giornalista e omosessuale, ha registrato l'intervista a Luigi de Lorenzi omosessuale catanese che ha conosciuto l'ingiustizia del confino fascista. Le tre storie, quella di Luigi, quella di Francesco e del suo compagno che, negli anni ottanta, scopre di avere l'HIV e quella di Giacomo e Federico si alternano rivelandoci scorci di vita omosessuale in epoche diverse.
Inutile negarlo, ho trovato il libro davvero noioso, una scrittura piuttosto autoreferenziale (continue citazioni a un certo punto davvero fastidiose), i personaggi sono, con l'esclusione di Luigi, caratterizzati da un infantilismo cronico. La cosa peggiore, a mio parere, è che il libro non riesce a emozionare. Non si crea il giusto Pathos, non mi sono sentito partecipe del dolore e della disperazione dei protagonisti. I singoli episodi sono asettici, la parte legata alla storia del confino sembra presa passo, passo dal bel libro “La città e l'isola” (Goretti Gianfranco, Tommaso Giartosio 275 pagine, 13,50 euro Donzelli) o dalla Graphic Novel “In Italia sono tutti maschi” (Luca de Santis , Colaone Sara, 173 pagine, 16 euro, Kappa edizioni). Il rapporto fra il giornalista e il suo ragazzo insiste in modo quasi ridicolo (soprattutto nei dialoghi) sulla “libertà” sessuale della coppia. Mentre la storia dell'ossessione di Giacomo è piatta e inespressiva.
C'è da dire che il libro ha vinto un premio prestigioso, il premio La Giara, con una commissione nazionale di tutto rispetto (Ginevra Bompiani, Pier Luigi Celli, Antonio Debenedetti, Gian Arturo Ferrari, dacia Maraini, Mario Orfeo e franco Scaglia) e che ogni lettura, e di conseguenza ogni giudizio, è sempre estremamente personale. Forse sono io ad essere “saturo” di letterature di genere.

Roberto Paterlini
Cani randagi
RAI-ERI 303 p 15 €

6 commenti:

  1. Mi spiace, ma non riesco a concordare con quanto dici. Ho trovato il libro molto bello, interessante e capace di creare empatia col lettore. Sarà che ognuno di noi quando legge un libro lo fa con spirito diverso, ma non riesco proprio a capire come, tu, possa definirlo noioso.

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    1. Come ho detto il mio è un giudizio personale. È il bello della lettura è proprio questo suscitare in ogni persona emozioni e pensieri diversi. Solitamente non parlo di libri che non mi piacciono. Questa volta ho fatto uno strappo alla regola.

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  2. "cari a una certa letteratura Gay", forse HIV a parte (che certo non è poco), direi che sono cari alla letteratura di sempre, con prevalenza di quella intimista dilagante da tre decenni...
    Quanto all'infantilismo cronico, in letteratura come nella vita, è altrettanto pervadente e noioso. E apparentemente inconsapevole.
    Comunque la tua lettura è chiara, e grazie dell'informazione, è esattamente il genere di libro e personaggio che mi fa cercare altrove.

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  3. ho letto con molta attenzione i tuoi post e non puoi immaginare quanto ti capisco eehehehehe anch'io lavoro in una libreria e di persone che mi chiedono: "Senta non ricordo nè l'autore nè il titolo però la copertina è marroncino..." Mi piace qui. ti seguo e ti aspetto da me.

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  4. Ciao, trovo per caso questa recensione... O, meglio, mi viene segnalata da un amico. Certo non posso dire che mi faccia piacere, ma credo sia utile di tanto in tanto leggere qualcosa di "fuori dal coro"...

    Non metto in dubbio che altri, oltre a te, abbiano mal digerito il mio libro, ma è la prima voce in questo senso che leggo. Che devo dire? Il lettore ha sempre ragione, e come dici tu ogni lettura e ogni opinione sono soggettive... C'è gente che apprezza film e libri che io considero orribili, e viceversa, ma chi avrà ragione?

    Spero non troverai sgradevole se lascio ai tuoi lettori il link al mio blog, dove, se crederanno, potranno trovare altri punti di vista (dal Corriere della Sera con Ermanno Paccagnini a Pride con Francesco Gnerre, passando per Il Mondo espanso dei romanzi Gay - anche se Francesco ha già detto la sua tra i commenti - e molti altri)

    http://robertopaterlini.blogspot.it

    Chiudo specificando che mi sono documentato su La Città e l’Isola (saggio bellissimo che consiglio a tutti), e l'ho dichiarato in calce al mio libro ringraziando Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti (oltre a Giovanni dall'Orto e Lorenzo Benadusi per i loro lavori che sono stati ugualmente importanti), ma non ho mai letto “In Italia sono tutti maschi”... Tuttavia, me l'hanno consigliato e lo farò al più presto.

    Nonostante lo “sgradimento”, ti ringrazio per la lettura,

    Roberto Paterlini

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    1. Ciao Roberto grazie per il tuo intervento e per aver segnalato il tuo sito. Ovviamente il mio è solo un parere estremamente personale spero di non averti offeso. Buon lavoro.

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