giovedì 2 maggio 2013

Frisk

Che cosa sono le ossessioni? Come nascono le perversioni? A quali processi mentali andiamo incontro quando sentiamo nascere dentro di noi pulsioni sessuali lontane da schemi abitudinari?
Nonostante in copertina, sotto al titolo, compaia la frase “Il romanzo di una perversione” Frisk di Dennis Cooper, uno dei peggiori libri che abbia mai letto, non si presta a uno solo dei quesiti sopra elencati.
Cooper, cercando continuamente di sconvolgere il lettore, riesce solo a creare un romanzo estremamente banale in cui il disgusto e il facile ricorso all'immagine forte toglie al lettore (o alla lettrice) il gusto di scoprire quali siano i meccanismi che scatenano la perversione nei personaggi che si muovono, fra sballi e sesso occasionale e violento, fra le pagine di questo romanzo.
L'autore insiste talmente tanto sullo strazio del corpo da apparire quasi imbarazzante. Non è un libro disturbante, per disturbare un romanzo dovrebbe raccontare una storia e non limitarsi all'elenco anatomico dello strazio. Sicuramente è fastidioso e inutilmente voyerista.
Benvenute/i nel mondo di Dennis che rimane affascinato da una foto snuff (falsa) mostratagli (non si sa bene perché) da un edicolante che solitamente gli lascia guardare le riviste pornografiche nel retro del suo negozio. Da quel momento sogna continuamente di squartare i suoi amanti. Il suo è un mondo fatto di droghe, di sesso violento e privo di sentimento in cui tutti i protagonisti, nessuno escluso, sono macchine senza cuore e senza cervello che hanno continuamente bisogno di sballarsi e scopare.
Scusate la recensione feroce ma raramente mi è capitato di leggere un libro più imbarazzante. I meccanismi della psiche umana sono affascinanti, per raccontare l'orrore occorre avere una padronanza incredibile della penna e della letteratura. Forse dovremmo rileggere Hannah Arendt per capire come trattare l'orrore o McEwan per poter godere di una buona narrazione dell'ossessione.
Avevo completamente rimosso un altro libro letto dello stesso autore, I miei pensieri perduti, tanto da credere che Frisk fosse il mio primo Cooper. Ora ricordo il perché. A Cooper il tema della morte violenta sembra molto caro tanto da averne fatto un proprio filone letterario.
Sarà che ho bisogno di stimoli intellettuali per provare piacere, anche semplicemente il piacere dell'immaginazione, ma quando incontro libri del genere mi chiedo in che modo abbiano a che fare con la letteratura.

Dennis Cooper
Frisk
trad. Giovanna Granato
176 p 6,70
Einaudi
 

3 commenti:

  1. "Sarà che ho bisogno di stimoli intellettuali per provare piacere, anche semplicemente il piacere dell'immaginazione, ma quando incontro libri del genere mi chiedo in che modo abbiano a che fare con la letteratura." Sono d'accordo con te. Rifuggirò da questo libro sulla fiducia.

    RispondiElimina
  2. Ho letto le recensioni su IBS e ne parlano bene ma.....mi fido di te e non lo leggerò.
    Lafata

    RispondiElimina