mercoledì 8 maggio 2013

Tre allegri ragazzi scemi

Tre ragazzi, maggiorenni, probabilmente universitari, mentre scendono le scale:
“Ne ho visti due che si facevano le coccole al ristorante l’altra sera… una cosa guarda….”
Già intuisco, il narratore dell’evento sconvolgente (per lui), prosegue la sua avvincente narrazione:
“Poi mi hanno anche spiegato chi faceva l’uomo e chi la donna”! (Presumo i suoi amici, geni come lui).
Ora, so che non potete udire il rumore delle mie braccia che cadono. Ma, santo cielo, possibile che nel 2013 ci sia davvero gente così ignorante? Ma pensano davvero che un rapporto fra due persone dello stesso sesso possa esistere solo a livello sessuale? Ma tutto il resto? È come se io pensassi che in un rapporto di coppia eterosessuale l'unico aspetto da prendere in considerazione sia quello sessuale. Ma perché? Perché non si riesce a capire che non c'è nessuna differenza fra l'affetto e l'amore eterosessuale e quello omosessuale? Ma questi pensano davvero che l'unica cosa che ci interessa sia fare sesso? Ma poi cosa significa che “uno fa la donna e l'altro l'uomo”? A parte che a volte venderei l'anima al diavolo pur di cambiare sesso visto gli imbecilli che trovo sul mio cammino quasi mi vergogno ad appartenere al genere maschile (non me ne vogliano i maschietti che leggono questo blog, se lo seguite non fate parte della categoria sopra citata) ma perché si deve dare per scontato che una preferenza sessuale, sempre che ne esista una perché non è detto che lo schema attivo/passivo esista all'interno di una coppia, non funziona esattamente così, debba fare del “passivo” una donna? E perché continuare a considerare la donna come quella “sottomessa”? Insomma, scusate se mi girano, ma si può che nel 2013 io debba essere ancora giudicato per il mio ano e non per quello che sono?
Ma poi, cavolo, fatti venire qualche dubbio no? Magari pensa che quel libraio che ti sta guardando dal fondo della scala prima con uno sguardo incredulo e poi con un'espressione furiosa forse è omosessuale e forse le tue parole lo stanno infastidendo! Invece NIENTE! Nemmeno le basi proprio. Meritiamo di ritornare nel brodo primordiale!
Ma questi dove vivono? Possibile che non siano mai venuti a contatto e non si siano mai confrontati con persone omosessuali? No, perché, io il confronto oggi glielo avrei dato sulla fronte!

36 commenti:

  1. Marino quello che mi fa + orrore è che questi discorsi vengano da ragazzi giovani, le persone di altre generazioni magari hanno ancora dei tabù, penso a 70enni moderni finche vuoi ma che fanno oggettivamente fatica a uscire da schemi di filmetti di pessima qualità. Comunque ieri sera ero nella mia libreria preferita di cui ogni tanto ti parlo e abbiamo parlato di te, perchè anche la libraia ti legge ed è stato proprio un bel momento. Un abbraccio Sandra

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  2. Mi pare che tu abbia centrato la questione: in Italia si è ossessionati dall'ansia di dimostrare di far parte di una sorta di 'ortodossia eterosessuale machista' che considera la donna non una persona ma una proprietà da conquistare e difendere con violenza (e temo che anche lo stupro si debba considerare uno sfregio diretto anzitutto verso gli altri maschi, potenziali rivali, prima ancora che nei confronti della vittima, oggetto passivo nella lotta territoriale tra uomini) ; in questo contesto l'omosessualità va demonizzata e rappresentata soltanto nei suoi aspetti più torbidi e grotteschi, proprio per poterla schernire 'virilmente' cementando un substrato sociale fasullo in cui purtroppo molta gente ancora si rispecchia (e il trionfo di certi putribondi figuri in politica e sui media lo dimostra). Purtroppo stiamo regredendo a un tipo di mentalità reazionaria ben sintetizzata da una vecchia vignetta di Altan: Prete 1: "Sono contratrio ai matrimoni gay" Prete 2: "La vedo tiepido. Perché non li chiama culattoni?!" (chiedo scusa, ma trovo che renda il clima imperante: non solo occorre essere omofobi ma esprimerlo pure con una certa protervia!)

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  3. Il problema è che queste persone non sanno che cos'è l'Amore altrimenti non potrebbero non riconoscerlo nei gesti e negli occhi delle persone che ne sono affette.
    Io ho coppie di amic* in cui riconosco gli stessi sguardi, le stesse attenzioni, le stesse complicità che abbiamo io e mio marito e quando li guardo vedo solo delle persone che hanno avuto come me la fortuna di incontrare la parte di se stessi che cercavano. Nulla di più. E nulla di meno.
    Fabiola

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  4. Sai cos'è che mi spaventa di più? non questi 4 co...lli impomatati e con le sopracciglia definite, ma i "nuovi" futuri cittadini.Quando al mio fruttarolo egiziano ho detto che non avevo una compagna che facesse la spesa per me ma un compagno ,mi ha chiesto:"E chi fa l'uomo e chi la moglie?".Come vedi la stessa angosciante domanda!

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  5. possibile che nel 2013

    Purtroppo comincio a temere che questa frase (che a volte uso anche io, eh!) prenda il problema sul fronte sbagliato, perché implica che un procedere degli anni porti automaticamente a un progresso dell'apertura mentale e della conoscenza individuale.
    Invece, come dice anche jona (interessante e molto vera tutta la riflessione sull''ortodossia eterosessuale machista'), stiamo palesemente regredendo. Le aperture mentali e i livelli socio-culturali raggiunti in altri periodi storici, nei primi decenni post-bellici, sono ormai un ricordo.
    Mio nonno, buonanima, che era nato a fine I Guerra Mondiale e s'era visto/subìto tutto il resto del secolo, nei suoi ultimi anni ha sempre sostenuto che "ci stanno riportando indietro!".
    A 10 anni di distanza la mia impressione è che avesse completamente ragione: tutto, dalla politica, ai diritti, alla cultura, la mentalità, ecc. mi pare sia molto regredito. A partire dal rispetto per l'altro.

    minty

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  6. Essenzialmente io penso che ciascuno abbia il sacrosanto diritto di pensarla come ritiene più opportuno. Così, se qualcuno non è d'accordo con i matrimoni e le adozioni omosessuali, o se viene infastidito da baci e coccole in pubblico, non vedo perchè non dovrebbe poterlo dire.
    Per altro, i due ragazzi in questione se lo stavano dicendo tra di loro, non sono andati a cercare un omosessuale per sbandierargli in faccia la loro verità e le loro opinioni, nè, da quel che racconti, hanno avuto comportamenti offensivi.
    Capisco bene che la tua sensisbilità possa esserne rimasta toccata, ma è la stessa sensibilità che può avere una persona molto grassa, o molto brutta, o molto bassa quando sente discorsi inerenti l'argomento che più lo rappresenta.
    I gay non sono più vilipesi di tanti grassi, di tanti brutti e di tanti bassi (e parlo della vita di tutti i giorni) a partire dal fatto che uno basso lo vedi che è basso, un gay, a meno di casi specifici, no.

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    1. A scuola, o altrove, per ferire un ragazzino e sminuirlo socialmente secondo voi fa più male dargli del 'cicciobomba', del 'racchio' o del 'frocio'? Mi direte: sono equivalenti! E invece no, perché se migliorare il proprio aspetto in qualche modo è possibile, essere considerato un 'finocchio', una 'checca' ,ovvero in pratica la cara vecchia 'femminuccia', ti bolla per il resto dell'adolescenza (e oltre, a volte). Sei stato scelto per essere la sputacchiera di tutti, maschi e femmine, belli e brutti, magri e grassi, che ALMENO sono etero, cioè 'NORMALI'. Ah, giusto: si può sempre togliere il disturbo, come nei recenti fatti di cronaca ... Che oggi a livello mediatico l'omosessualità ostentata sia ritenuta di moda non cambia la faccenda: un conto è il presentatore o il comico frou-frou che pare proprio li pigli in giro, i gay, un altro è sapere che i tuoi vicini, apparentemente seri professionisti, sono due uomini (o due donne) che vivono insieme come coppia ... non si ride più, allora, e si pensa: 'ma come si permettono, 'sti pervertiti? coi bambini che li possono vedere?!' - dopotutto, meglio saperli sui marciapiedi, corrispondenti all'idea di perversione con cui li si ritrae di solito nei discorsi comuni, piuttosto che accettare la realtà, ovvero che si tratta di cittadini comuni, con pregi, difetti e financo pregiudizi come tutti, meritevoli pertanto, come tutti, di rispetto in quanto persone. Ma esiste ancora il rispetto in Italia?

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    2. Sai, il rispetto passa anche nel sapere che ci sono persone che non condividono la tua opinione. Nello stesso modo in cui non mi interessa se uno è eterosessuale, non mi interessa se è omosessuale. La valutazione di un individuo non passa per la sua sessualità. Ma quando quella stessa sessualità mi viene in qualche modo imposta (etero od omo non fa differenza) ecco che diventa anche affar mio.
      E se diventa anche affar mio, sono costretta a farmi una idea sull'argomento, favorevole o contraria che sia a coloro che mi ci han portato.
      Quindi: io rispetto te in qualità di inviduo, tu rispetta me e le mie idee. Serve dire che il "tu" non riferisce a te jona, ma te persona generica?

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    3. Perfettamente d'accordo sulla teoria. Solo, qual'è il limite oltre il quale la propria sessualità viene 'imposta'? Personalmente posso anche trovare esibizioniste delle normali effusioni, o meglio le 'coccole' tra due etero per strada, tanto quanto quelle tra una coppia omosessuale ... ma questo cosa comporta? che non devono farlo perché io, individuo, non gradisco la cosa? e quando lo facessi io con la persona che mi piace? sto autorizzando implicitamente il prossimo a stigmatizzarmi o a riempirmi di legnate? Cosa succederebbe se un gay prendesse a ceffoni due etero intenti a baciarsi per strada? E' facile sostenere che le persone non si giudicano in base al loro orientamento sessuale, molto meno dimostrare che sia vero basandosi sulla realtà dei fatti ... e non mi pare che il contesto italiano ci dia esempi di civile convivenza e tolleranza. A me pare che viga la massima generale 'integrazione senza se e senza ma, purché ognuno stia a casa propria'.

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    4. L'ho detto infatti: etero od omo che siano, lo sbandierare mi dà fastidio, e non è il bacetto o l'abbraccio ovviamente.
      Tra l'altro, se ognuno a casa propria ci tenesse gli aspetti più privati ed intimi della propria vita, sarebbe megio per tutti. Non si tratta di nascondersi, anzi ma di normale pudore.
      Per quel che mi riguarda, infine, trovo assolutamente sbagliato considerare l'integrazione un doversi per forza tutti omologare ad un unico modello di idea. Penso invece che le differenza siano fondamentali, e che sia più che giusto rivendicare, in un mondo che ci vuole fatti con lo stampino, che non siamo per niente tutti uguali. Penso non solo all'omosessualità, penso anche al femminismo. Non siamo tutti uguali: abbiamo il coraggio di dirlo e di accettarlo, di accettarci anche per quello che siamo, con i nostri limiti, con le prerogative di ognuno. E poi, solo dopo, parliamo di integrazione, altrimenti è fuffa che rimane sulla carta e non serve a niente.

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    5. ripeto: d'accordo in linea teorica, ma la realtà è un po' meno lineare. Anzitutto, continuo a chiedermi quale sia la soglia limite del cosiddetto 'pudore' e per quale motivo a volte sembra essere spostata in base al tornaconto del momento. Qui non si tratta di 'integrare' qualcuno, ma di riconoscere come tali dei cittadini come gli altri. E spesso l'ostentazione è l'unica arma rimasta per uscire dall'invisibilità sociale, purtroppo.

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  7. per me è ovvio che se c'è consensualità non c'è mai una vera sottomissione qualunque sia il modo in cui si vive il sesso

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  8. Magari ti avevano visto, sanno chi sei e lo facevano apposta.
    Comunque, ovunque ci giriamo, riceviamo conferme che gli omosessuali non sono graditi. Per me è così.

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  9. @Alahambra: ok il rispetto delle opinioni, ma non mi sembra questo il caso del post. Ci si sgomenta del fatto che un pregiudizio falso (cioè pensare all'amore omosessuale come fatto di solo sesso) sia ancora oggi così forte e penso che lo sgomento ci stia tutto. Non si stava parlando di opinioni sui matrimoni tra gay, su cui, come dici tu, è legittimo avere opinioni diverse. Qui siamo a ben altri livelli (cioè pura ignoranza e superficialità).
    Noto anch'io, come altri commentatori, che purtroppo più che a un progresso stiamo assistendo a un regresso sotto molti aspetti; siamo una società tremendamente sessuofoba, ogni comportamento che si discosti da ciò che è considerato la "norma" viene violentemente stigmatizzato.

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    1. Intendevo dire che chiunque ha il diritto di non gradire di vedere due persone (dello stesso sesso o di sessi diversi) che si sbaciucchiano. Ed ha il sacrosanto diritto di esprimersi in tal senso.
      Quanto al discorso della sessuofobia, a me sembra proprio che dipenda in larga misura da quanto il sesso viene invece proposto in maniera assillante e spesso fuori contesto, tanto da lasciare nauseati. Per questo dico che un minimo di pudore, di lasciare le cose più intime all'interno delle mura domestiche, è assolutamente necessario.
      Mi sembra poi, per finire, che il voler a tutti i costi scindere la parte sessuale dall'amore gay sia quanto meno sciocco, considerato che quella è la base fondante della differenza tra coppia omo e coppia etero. Se poi vogliamo negarlo va bene, ma è un mettere la testa sotto la sabbia.

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    2. Tu (come chiunque altro, me compreso) hai il sacrosanto diritto di esprimerti e di non gradire gli 'sbaciucchiamenti', ma ribadisco che questo non comporta che chi si sbaciucchia debba smettere di farlo perché i potenziali osservatori non gradiscono: oppure, torno a chiedere, esiste un limite OGGETTIVO oltre il quale non bisogna trascendere? E non attribuiamo atteggiamenti pseudo provocatori a chi si limita a vivere serenamente la propria vita affettiva e, naturalmente, sessuale. Il sesso 'nauseante' proposto dai media è un dato di fatto, ma non certo dell'ultim'ora, e se le reazioni di fronte a due persone dello stesso sesso che, semplicemente, si 'coccolano' al ristorante (non penso stessero copulando sulla tavola) è ancora quello che avevamo nel dopoguerra, bè ... allora non ci siam proprio mossi di un millimetro. Poi, non ho ben capito la faccenda dello 'scindere la parte sessuale dell'amore gay' ... in che senso sarebbe 'la base fondante della differenza tra coppia omo e coppia etero'? A parte l'anatomia, mi pare che alla fine si tratti sempre di rapporti intimi tra persone che si amano, o almeno si piacciono ... o no? Forse ai gay piace farlo di più? In modo più articolato? Bè, in tal caso: beati loro!:) Il sesso resta comunque un elemento fondamentale in qualsiasi rapporto, non vedo dove stia la differenza tra etero e omo, bò? ma forse ho capito male, in tal caso chiedo scusa.

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    3. Appunto dico: se il sesso rimane comunque un elemento fondamentale in un qualunque rapporto di coppia, mi sembra che non ci si dovrebbe stupire se si parla pure di questo quando si tratta di coppie gay. Intendevo che la differenza anatomica è evidente (non meglio e non peggio semplicemente differente) e far finta di niente è sciocco. Tutto qui.
      Per il resto, siamo d'accordo: io ho il diritto di non gradire, gli altri hanno il diritto di fare. Quello che non nessuno dei due ha il diritto di fare è di considerarsi migliore o di lamentarsi se ad un'azione corrisponde una reazione.

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  10. Bah, però guarda caso se sono due eterosessuali a baciarsi, ormai solo una preside pazza ci fa caso, usando il suo piccolo e meschino potere per sospenderli.
    Questo mi pare il vero punto da cui partire.
    Il perché è abbastanza semplice, siamo un paese sessuofobico, ignorante, ipocrita e clericale.
    A me personalmente dà invece fastidio che l'affetto, l'amore e il piacere sinceri e profondi siano visti con scandalo, irritazione e supponenza, mentre l'esibizione vera (dalla mentalità bunga bunga, alla "culona inchiavabile", al cartellone pubblicitario) passa senza scalfire più nulla. Vedi un po'.
    E su tante cose stiamo solo peggiorando è più che vero.
    Marino, un abbraccio. Probabilmente quei ragazzi erano più turbati che consapevoli di cosa stessero vedendo/dicendo, il che non consola certamente. D'altra parte immagino che come libraio tu non potessi nemmeno rispondere, neppure nelle forme più civili...

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  11. mi sembra che non ci si dovrebbe stupire se si parla pure di questo quando si tratta di coppie gay
    Il punto è che per molte persone, nel caso di coppie gay quel "pure" diventa un "solo"... cioè ci si focalizza solo sul sesso come se ci fosse solo quello, mentre le stesse persone quando pensano a una coppia eterosessuale non pensano che l'unico collante che la tiene insieme sia il sesso.
    Riguardo alle effusioni in pubblico, anche qui bisogna intendersi, perché spesso si usano due pesi e due misure. Tralasciando le effusioni più ostentate, nessuno si sente turbato da un uomo e una donna che camminano tenendosi per mano, mentre alcuni (o molti, non so) si sentono turbati nel vedere due uomini che lo fanno (due donne no). Idem per lo scambiarsi un bacino affettuoso o per altri gesti teneri da innamorati e non ostentati. Il nostro sguardo non è neutro. Quindi, sono d'accordo con te quando dici che ognuno ha il diritto di non apprezzare le effusioni fatte in pubblico; il problema è quando questo qualcuno si infastidisce per effusioni omosessuali e non per quelle etero; ha comunque tutto il diritto di farlo ma non vedo niente di male nel sottolineare come in quest'ultimo caso sia vittima di un pregiudizio o compia in un certo senso una discriminazione. Poi sarà libero di continuare a compiere questa discriminazione, se crede; ma almeno sia consapevole di stare discrimando in modo arbitrario.

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    1. Solo che le discriminazioni esistono, per tutti. Io nella mia taglia 48 subisco delle discriminazioni rispetto ad altre di taglia 40, uno con un qi basso subisce discriminazioni rispetto ad uno con un qi più alto e via discorrendo. Si può anche essere tutti dei Don Chisciotte, ma prendere atto della realtà è fondamentale.
      Quanto al discorso sul sesso come collante per una coppia conosco assai più gente che la pensa così che non il contrario (purtroppo sottolineo), e si sta parlando di coppie etero.

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    2. Dunque: ognuno di noi è potenzialmente discriminabile da parte di chi ragiona in base al pregiudizio. E fin qui niente da dire. Ma, abbi pazienza, dubito fortemente che per la tua 'taglia 48' qualcuno ti abbia mai considerata una pervertita, una peccatrice o una malata da curare. E non si tratta di essere dei cavalieri dalla triste figura (che c'entra, poi?) per sostenere che la realtà vede gli omosessuali fortemente caratterizzati secondo la loro attività sessuale (l'anatomia conta ben poco, si tratta sempre di maschi e femmine), alla meglio per la loro 'innata sensibilità' (così come i neri hanno il ritmo nel sangue, i gay sono i migliori amici delle donne, le quali si sa che vedono la vita in rosa), ma raramente in base al loro essere semplicemente persone. Devono essere sempre QUALCOSA. Esprimere valori positivi, per compensare il fatto che sono, alla fine della fiera, 'anormali'. Se hanno la fortuna di avere una vita sessuale attiva ecco che ciò diventa simbolo della loro 'natura', come se passassero il tempo a cercare avventure sessuali e non avessero i problemi quotidiani di tutti noi. Credo che una coppia gay 'di lungo corso' viva fasi di stanca nel sesso come tutte le altre, in cosa sarebbero differenti? La clandestinità in cui sono stati costretti per lungo tempo non se la sono scelta loro. No, Alahambra, mi dispiace ma non tutte le discriminazioni hanno lo stesso peso e la stessa gravità, e se a Marino saltano i nervi udendo certi discorsi non mi sento di biasimarlo, dato che vanno ad aggiungersi a quelli sopportati nell'arco di tutta una vita.

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    3. Chiedo scusa: come puoi dire che le discriminazioni di cui sono stata oggetto (e sono oggetto) mi han segnata meno di quanto le tue han segnato te? Esser messa da parte non ha ferito, non mi ha fatto sentire inadeguata e sbagliata? Non mi ha spinto a chiedermi cosa avevo io di diverso dagli altri, non mi ha fatto sentire piccola come un lombrico?
      Quindi, onestamente, prima di dire che le discriminazioni non hanno lo stesso peso, magari ragioniamoci per bene.

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    4. E invece lo sostengo e lo ribadisco. Non si tratta di quanto una discriminazione ti segni sul piano personale: non ho diritto nè intenzione di sminuire il dolore che ti possono aver arrecato quelle di cui sei stata oggetto; anche io, personalmente, mi sono sentito a lungo sbagliato e inadeguato per vari motivi. Ma non ritengo che ciò che ho passato per le mie (presunte) carenze estetiche e caratteriali sia allo stesso livello della sofferenza che si prova nel venire inseriti a forza in categorie considerate 'contronatura' e socialmente riprovevoli. Certo che mi ha fatto male essere trattato da 'sfigato' o da 'cesso' ma lavorando su me stesso senza vittimismo ho infine trovato la mia strada anche in campo sentimentale ... in quanto etero però non ho dovuto sentirmi un paria perché baciavo o stringevo la mano in pubblico alla persona che amavo, questo ludibrio mi è stato risparmiato e non è poco. Perché non si tratta di essere offesi 'in quanto individui' bensì di venire disprezzati in quanto rappresentanti proprio malgrado di una categoria che tra l'altro spesso è stata usata come valvola di sfogo e capro espiatorio per la rabbia e il malcontento della gente. In quanto ebreo, so cosa vuol dire quando l'interlocutore si irrigidisce solo perché è venuto a sapere che sei 'uno di quelli là'. Nel nostro piccolo soffriamo tutti enormemente quando ci trattano come pezze da piedi, non discuto ... ma vi sono pregiudizi da cui la società con un po' di sforzo ti permette di affrancarti, altri no. Ancora no, perlomeno.
      Comunque, la risposta di Marino resta molto più esauriente della mia.

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  12. Basta parlare di omosessualità, che tutti si scatenano. E questo la dice lunga.
    Marino, tu rimani sempre il libraio più libraio che che c'è.

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  13. Ma come si può paragonare l'omosessualità alla bruttezza o al peso? essere gay non è una scelta, e tanta gente viene perseguitata/picchiata/stuprata/assassinata solo perchè gay. Fammi sapere la prossima volta che qualcuno viene torturato e ucciso perchè brutto o grasso. Non si può paragonare il livello di odio e discriminazione che le persone gay subiscono in tutto il mondo con qualche commento maligno sulla taglia delle cosce. Non sopporto neppure il discorso sull'ostentazione: stiamo parlando di un bacio, mica di un atto sessuale. E le tante declamate ostentazioni dei gay, che tanti etero sotto sotto omofobi condannano (fai quello che vuoi ma guai a farti vedere in pubblico), sono uno dei pochissimi modi con cui ci si può esprimere. Le avanguardie, l'arte, la letteratura sarebbero ferme al Medioevo (con tutto il rispetto per il Medioevo) senza persone che hanno osato/spinto oltre i limiti di ciò che all'epoca veniva considerato accettabile, consono, anche con mezzi che la maggioranza giudicava immorali, sconci, esqagerati. Ma sì, non solo senza diritti e picchiati per strada, pure silenziosi sulla nostra natura. Però alle forme di eccesso degli etero queste forme di condanna non le vedo. Dall'Islanda, dove sono scappata dopo essere stata stuprata e pestata in quanto lesbica, vi dico: non sto zitta, non mi faccio mettere in un angolo, non nascondo di amare mia moglie solo per farvi sentire a vostro agio. La bacerò ogni giorno in pubblico perchè mi va, perchè la amo, perchè è naturale. Alla paura e a queste persone che parlano senza avere idea di cosa significa avere paura per qualcosa che sei e non puoi cambiare dico: not today, not ever.

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  14. Io credo che se le cose si conoscono non si temono più, né ci arena in stupidi luoghi comuni. Quando anche nella mia stupida testolina mi si è formata la domanda di come funzionasse il rapporto sentimentale e anche sessuale in una coppia di persone delle stesso sesso, mi sono mossa e l'ho chiesto. Sono andata da un mio amico che, oltre ad essere un attore ed un fantastico barista e gli ho chiesto: scusa, ma in una coppia di due uomini ci sono ruoli prestabiliti? Lui mi ha sorriso e semplicemente mi ha spiegato che no, non funziona così. E mi si è aperto un mondo. E istintivamente mi è venuto di pensare, però cavolo, da un certo punto di vista è meglio! Hai il vantaggio che non devi superare le convenzioni culturali per uscire dai ruoli prestabiliti, copri il ruolo che ti è congeniale in quel momento. Fai di cucina, passi l'aspirapolvere, ripari un rubinetto, pianti un chiodo, l'uno o l'altro, l'una o l'altra. E ho realizzato che la mia migliore amica è in una coppia lesbica. Ma per me è una coppia e basta. Due persone che si amano e dicono l'una dell'altra lei mi fa bella la vita.
    Poi certo ci sono tante difficoltà e tante diffidenze e barriere e stupidità da superare, ma io per me stessa non trovo di meglio di augurarmi di trovare quello che le mie amiche hanno trovato per sé stesse, un amore forte e sincero, certo e complice. Tutto il resto affanculo (senza doppi sensi!), anche l'età non verdissima!

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  15. Intervengo solo ora, ho avuto una giornata piuttosto pesante, scusate.
    Vorrei solo dire alcune cose: le discriminazioni sono orribili, tutte, a prescindere da chi sia il o la discriminat*
    Non esistono, a mio avviso, discriminazioni peggiori di altre. Ma, per favore, non venite a parlarmi di "libertà di parola" perché in questo caso ci sono delle persone discriminate e ci sono delle persone che discriminano. Vero, Alahambra, le persone grasse spesso sono discriminate. Ma se due persone grasse eterosessuali si baciano o si scambiano affettuosità in un ristorante nessuno, il giorno dopo, andrà in giro dicendo: "Ho visto due persone grasse che si baciavano, guarda, una cosa...." così come non accadrà mai (scusate ma è così) di sentir dire: "Ho visto una coppia eterosessuale che si faceva le coccole, che schifo!"
    In questa società si da per scontato che le persone eterosessuali siano quelle dalla parte giusta e quelle omosessuali stiano dalla parte sbagliata, a volte le si "tollera" ma non venite a dirmi che un qualsiasi omofobo ha il diritto di dirsi tale. Chiedereste mai la libertà di "pensiero" per uno che pensa che tutti i mali del mondo provengano dagli ebrei? Io credo proprio di no.
    Seconda considerazione, visto che anche quando non si parla di matrimonio e adozione omosessuale il discorso esce comunque. Non mi stancherò mai di dire che le coppie omosessuali con figli già esistono e che sono apertamente discriminate dallo stato. Tornando alle persone grasse, giusto per fare un esempio, io posso pensare quello che voglio sul tema ma le vedete le manifestazioni di piazza contro i matrimoni fra i grassi? Di fatto la mia relazione con il mio compagno viene considerata di serie B, non al pari di quelle eterosessuali. Come se il mio amore e il mio affetto valesse meno di quello di una persona eterosessuale. Di fatto mi viene impedito di tutelare la mia relazione.
    Altro argomento, le coccole in luogo pubblico. Come sapete sono stato a Londra al matrimonio lesbico di una cara amica. Gli/le omofob* esistono ovunque ma il concetto di civiltà in certi posti è decisamente più sentito. Se prendo la mano del mio compagno non è che voglio ostentare qualcosa, non è una crociata contro qualcuno. Si tratta semplicemente di un gesto d'affetto. Perché non devo essere libero di farlo? Nello specifico poi io ho raccontato la vicenda di tre ragazzi che pensano che all'interno di una coppia gay ci sia qualcuno che fa il maschio e qualcuno che fa la femmina il che, se mi permettete, mette in evidenza, oltre a una profonda ignoranza in campo sessuale/sentimentale, anche un pregiudizio fortissimo contro le donne e il loro ruolo.
    Ultima cosa: se vedete due persone eterosessuali che stanno insieme non pensate (almeno voglio sperare) subito all'atto sessuale. Se invece la coppia è gay la prima domanda che sento è: "Che faranno"? o "Come faranno"?
    C'è molto di più, c'è anche il sesso, ma non solo.

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    1. Dunque Marino: siccome non siamo qui a fare la "lotta tra sfigati" per chi sia più o meno segnato/discriminato lascerei da parte questo discorso, su cui del resto già ho detto a sufficienza il mio punto di vista.
      Quello che vorrei sottolineare è che il non apprezzare non significa essere omofobi, ma semplicemente avere un punto di vista diverso sulle cose. Esattamente come per il discorso delle adozioni e dei matrimoni (ed eviterei di impelagarmi sul come la penso io a riguardo) avere un pensiero negativo non significa necessariamente disprezzare, ma aver elaborato, razionalmente, un pensiero opposto.
      Per l'integrazione di cui tanto si parla, penso che sia un punto di vista importante riuscire anche a comprendere che chi non è d'accordo forse lo è per motivi differenti da pregiudizi, precontetti o diffidenza. Magari ci ha ragionato sopra e rispetta ma non condivide.
      Alahambra sloggata

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    2. Bè, i confronti 'tra sfighe' mi pare che abbia cominciato a metterli in campo tu, Alahambra, e tutto 'sto discorso sul rispettare il pensiero altrui per me naufraga nel momento in cui si parla di diritti civili negati alle persone ... un conto è se si parte tutti sullo stesso piano e con le stesse opportunità, ma quando si nega in partenza di discutere la possibilità che alcune 'categorie' (chiedo scusa per il termine) possano almeno sperare di poter avere una vita equiparata agli altri cittadini per il loro orientamento sessuale (come se si trattasse di una scelta arbitraria o un capriccio) bè, libera di avere i tuoi ragionamenti ma con lo stesso principio io potrei sostenere che le donne debbano limitarsi a fare gli angeli del focolare perché è sempre stato così e del resto si vede che a 'far le libere' non sono felici. E i giovani ubbidivano di più quando li si cresceva a ceffoni? Devo essere 'rispettato' anche come sostenitore di opinioni del genere? la libertà di espressione non è solo un diritto, ma anche un'enorme responsabilità. Così come una discriminazione non vale l'altra, allo stesso modo le opinioni non sono tutte valide: la luna non diventerà di formaggio solo perché lo gridano in tanti.

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    3. E' proprio il discorso dei diritti negati che non mi trova affatto concorde. La genitorialità non è un diritto, così come non lo è il matrimonio, così come l'eredità, così come la reversibilità delle pensioni. E questo, mi pare chiaro, vale nella mia testa per gli etero e per gli omo. E proprio perchè la luna non diventerà di formaggio continuo a sostenerlo con fermezza ogni qualvolta posso.
      Per quel che mi riguarda è una gran brutta prassi considerarli tali.
      Alahambra

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    4. Certo, perché a me e a te tali 'non-diritti' non vengono negati ... comodo! Un conto è poter scegliere di essere o non essere genitori, un conto dover supplicare uno Stato che ascolta solo certe vecchie campane. Poi, non è che tutte le cose che citi siano una sorta di 'regalo': sono il frutto di battaglie civili e di anni di discussione politica e sociale. Legalmente e costituzionalmente, e se proprio vogliamo anche religiosamente, matrimonio e genitoralità SONO diritti, solo che allo stato attuale vengono riservati solo a chi 'sta dalla parte giusta'. Quando toglieranno anche agli etero tali 'privilegi' acquisiti (e lo sono anche divorzio e aborto, per fortuna) allora potremo parlare in generale, ma fin quando solo alcuni continueranno a venire discriminati non credo proprio che la discussione potrà risultare equilibrata. Che poi i gay non siano gli unici (per citare il commento in basso) 'cittadini di serie C' questa è quasi un'ovvietà ... ma che la società discrimini a iosa non è un buon motivo per fare di tutta l'erba un fascio.

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    5. Scusa Alahambra se mi ripeto ma la genitorialità non è un diritto di nessuno. Di fatto però la genitorialità eterosessuale viene protetta all'interno della coppia quella omosessuale solo per la/il singola/o genitrice/genitore biologica/o. L'omogenitorialità esiste, è un dato di fatto, allora perché non prenderne atto? Io credo che il mio amore e il mio rapporto di coppia non valga meno di quello di un eterosessuale. faccio parte della società, pago le tasse ma sono, di fatto, un cittadino di serie Z. Mi dispiace ma la discriminazione verso le persone GLBT è proprio questa. Uno può essere pro o contro ma non dovrebbe impedire alla legge di tutelare le persone. Questo è ciò che accade in Italia. Comunque vorrei dire che il mio post riguardava tre ragazzi che parlavano di omosessualità senza saperne un fico secco con l'aria di quelli che ne sanno a pacchi e con un tono vagamente infastidito e schifato. Perdonami ma il razzismo e l'omofobia non rientrano nel diritto di pensarla come si vuole, sono atteggiamenti che vanno combattuti.

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    6. Sono donna. Eterossessuale. Con famiglia e figli. Recentemente sono uscita con alcuni amici/amiche, tutti gay/lesbiche. Hanno parlato per tutta la sera di argomenti in cui io non ho avuto nulla da dire perché non ho l'esperienza per poter esprimere un opinione (ad esempio quale sia il miglior locale gay dei dintorni etc..). Mi sono sentita io dalla parte sbagliata. Mi sono sentita piccola e non integrata. Mi sono sentita ignorante.
      Dunque, è solo una questione di prospettiva.

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  16. Dovrebbe esser un diritto poter restare accanto al proprio compagno ricoverato in ospedale all'ultimo stadio d'un cancro e non sentirsi dire "Se lei non è un parente non può restare oltre l'orario di visita"! E potrei andare avanti all'infinito con gli esempi su chi è destinato in quest'Italietta ad essere un cittadino di serie c....

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  17. A me da fastidio la parola "omofobia"... non è una fobia, non hanno paura, sono degli ignoranti e basta....

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  18. "Quello che vorrei sottolineare è che il non apprezzare non significa essere omofobi, ma semplicemente avere un punto di vista diverso sulle cose."
    il punto di vista diverso sull'orientamento sessuale di altri mi pare un eccesso di onnipotenza.
    il punto di vista diverso lo puoi avere sulla base di uguali diritti. qua a nessuno interessa far cambiare punto di vista. qua si parla di tolleranza. e non mi piace nemmeno il termine perché nessuno dovrebbe essere "tollerato". tutti dovremmo essere amati e rispettati a prescindere da quanti chili ci portiamo sulle natiche o da chi ci portiamo a letto.
    uguaglianza: si tratta di persone, esseri umani con drammi dolori gioie famiglie amici vizi e virtù.
    per non parlare del fatto che due lesbiche attizzano e due uomini gay fanno schifo (scusate l'espressione ma è quello che la gente dice)
    quindi diciamolo pure che la non tolleranza è appannaggio dei gretti eterosessuali con la fobia della penetrazione.
    quindi, in conclusione, son tutti gli esclusi dalla categoria sopra citata quelli che tollerano la suddetta categoria.

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