martedì 14 maggio 2013

ZeroZeroZero (Polemiche a parte)

Due parole sul caso ZeroZeroZero di Saviano e sulle polemiche che sono nate in questi giorni sul presunto “flop” editoriale e sulle vendite inferiori alle aspettative.
Voglio premettere alcune cose: stimo Saviano, la trovo una persona coraggiosa e intellettualmente onesta. Non faccio parte di quelle persone che si strappano i capelli per attori/cantanti/scrittori, non credo nella mitizzazione delle persone, penso che ci siano, in moltissimi casi, costruzioni attorno ai vari personaggi. Nonostante Saviano sia diventato un personaggio caro a una certa fetta dell'establishment radical chic di sinistra (anche se dire “sinistra” oggi, in questo paese, mi fa un po' ridere) e la sua massiccia presenza televisiva, in alcuni casi, sia quasi fastidiosa, continuo a credere che questo giovane scrittore sia una figura positiva e tutt* noi sappiamo di quanto questo paese abbia bisogno di modelli positivi. Ma ci sono sempre molti rischi nell'innalzare una persona a mito e trovo anche che, a parte pochissimi casi, sia quasi sempre un problema (parlo da un punto di vista creativo ovviamente e non economico) per un esordiente avere un enorme successo al primo libro. Una cosa è certa, chi ha successo “alla prima” deve affrontare da una parte le sanguisughe che cercano di vivere o sfruttare il suo successo e, dall'altra, le tante persone che, per gelosia o frustrazione, cominciano ad attaccare la scrittrice o lo scrittore che ha raggiunto la parte più alta del podio.
Detto questo vorrei dire che mi fanno un po' ridere le polemiche relative alle vendite del libro di Saviano. Mi fanno ridere perché, in questo paese, soprattutto le grandi case editrici puntano su poche autrici e autori l'anno a tutte/i le/gli altri, quando riescono a pubblicare, va bene se vedono stampate due o tremila copie. Guardate che pubblicare non significa necessariamente vendere così come non significa necessariamente arrivare in libreria o avere spazio sui media. Se vendi mille copie ti va già alla grande, cominci ad essere davvero interessante se arrivi a diecimila copie. Gomorra è stato un successo editoriale, probabilmente ZeroZeroZero non raggiungerà le vendite di Gomorra ma di certo non si può parlare di flop. Lasciamo perdere il fatto che spesso i libri di “successo” si comprano anche solo per un fattore di moda e/o curiosità. Spesso il libro rimane sul comodino come oggetto di arredamento. Se guardo la classifica del sito IBS (e vorrei fare un post proprio sulle classifiche un giorno di questi) al primo posto troviamo Inferno di Dan Brown (esce proprio oggi ma grazie alle prenotazioni è già finito in classifica), Saviano è al secondo posto (Del resto anche Giordano, altro enorme successo al primo libro, per il secondo è rimasto in classifica poche settimane) al terzo c'è Donato Carrisi e al quarto, udite, udite, c'è Il mio diario. Violetta.
Pare che di ZeroZeroZero, in prima tiratura, ne siano state pubblicate 460 mila copie. Vendute, nei primi 40 giorni, 200 mila copie. Che sia vero o no non lo sapremo mai, ho smesso da tempo di credere a numeri e cifre del mercato editoriale ma, in un paese in cui si legge pochissimo attraversato da una grande crisi economica e culturale, sostenere che Saviano sia stato un flop mi sembra davvero ridicolo. A prescindere dai meriti (non ho ancora letto il libro, trovo la scrittura di Saviano un po' fuori dai miei gusti) stiamo comunque parlando di un saggio e non uno di quelli che va tanto di moda a desso che spara sulle varie caste. Sono certo che a breve verrà sostituito, in classifica, da qualche sfumatura, intrigo rinascimentale o colazione da qualche parte ma, per una volta, non potremmo essere semplicemente felici che in classifica ci sia un libro che tratta un argomento importante?

12 commenti:

  1. Marino al di là di Saviano che anche x me è una figura molto positiva, il mio prof. di scrittura, direttore editorale in mondadori de agostini in tempi passati poi credo silurato da qualche politica aziendale, dice che sotto le 30mila copie in Italia non sei nessuno. Del resto esistono case editrici che fanno una tiratura di 250 copie che fa ridere. Però dai non mi mettere la parola colazione nelle cose negative, scusa la marchetta, ma il mio libro si intitola frollini a colazione, uscito 3 anni fa direi in tempi non sospetti di cup cakes, pasticcerie ed altre dolcezze. Un bacio Sandra

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  2. non ho ancora letto l'ultimo libro di Saviano però contavo di farlo....
    Secondo me Gomorra è Gomorra....ed è impossibile pensare che un altro suo libro possa raggiungere quel successo... il merito di Gomorra è stato anche quello di essere il primo nel suo genere... è un libro forte di spaccatura...lui si è anche giocato la sua vita privata per poter pubblicare quel libro....
    Difficilmente un altro suo testo raggiungerà quelle cifre

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  3. Mi "piace" Gomorra (virgolette perché insomma, "piacere", dato l'argomento, suona quasi cinico), sono assolutamente di sinistra, ma agli antipodi del radical chic, anche per banali questioni di classe (essendo povera). Non credo che siano i radical chic a fare il successo di Gomorra, ma proprio le persone economicamente e socialmente "normali" come me, ben più numerose, ma con una certa coscienza, magari non sempre sveglia, magari non sempre desiderosa di approfondire, a cui quel libro però è riuscito a parlare. Radical chic è una definizione che piace molto a certa destra per inveire contro un autore poco comodo, che racconta cose che si preferirebbe tacere, e contro cui è facile drizzare il becerume dei frustrati.
    Detto ciò non farei un mito di Saviano, ma come tu dici questi discorsi sembrano più conti in tasca di invidiosi che ragionamenti sensati.

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    1. No Pellegrina io mi riferivo agli ambienti "televisivi" e mass mediali di una certa "sinistra" (Vedio Fazio ecc...)

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  4. Ho letto ZZZ .. è un saggio.. a volte un po' pesante ma indubbiamente c'è dietro un grosso lavoro di ricerca e di fonti... non ho assimilato tutte le storie e i personaggi al 100%, perché i nomi che cita sono davvero tantissimi, ma alla prima lettura mi ha impressionato il suo modo di raccontare la cocaina dal punto di vista economico e merceologico... come dice anche lui, dopo aver letto e conosciuto certe cose, non guarderai più ad una nave, ad una persona incrociata in aeroporto, ad un collega, con gli stessi occhi...

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  5. Forse è un po' presto parlare di flop; il libro non è uscito da moltissimo tempo. Se sono nate polemiche, potrebbero essere frutto di un'operazione di marketing ad hoc, oppure lo scatenarsi di qualche invidia, che fa presto a manifestarsi.

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  6. @Blackswan: purtroppo non mi funziona il tasto rispondi. Il trattare di criminalità dal punto di vista dei traffici di merci è esattamente quello che più mi ha colpito in Gomorra, perché la mafia non è sparatoria o lupara bianca, venute dal nulla, quelle ci sono per proteggere gli affari. E gli affari sono le merci entrate senza pagare dogana, il lavoro in nero per i grandi marchi di moda, il trasporto delle merci da un mercato all'altro.
    Nessuno parla mai di questa dimensione, che è poi quella che mette più direttamente a contatto le organizzazioni criminali con il "mercato pulito", l'economia italiana e internazionale, rendendola contigua agli interessi di molti.

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  7. Che paese...Saviano è primo ancora una volta con tantissimi lettori. Ho letto il libro, convincente e forte, con momenti di altissima scrittura. Mi dispiace per chi si augurava un suo flop...si mangi pure le mani. Alla sua età e con la vita che fa, potrebbe anche non pubblicare più niente, la sua vita e la sua scrittura hanno segnato la nostra società e da napoletana lo ringrazio doppiamente per tutto quello che ha fatto e continua a fare. Tra i suoi nemici ci sono quei giornali che sono al soldo di uno statista che voleva strozzare chi parlava di mafia. Se uno è grande si vede dagli amici, ma anche dai nemici che ha.

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  8. sono un semplice cittadino di nazionalità italiana, non appartengo alla "casta", non ho a disposizione "gratuita" I media pubblici e neppure sono amico né parente di chi in Italia oggi "conta" (o pensa, finora, di contare!), da solo, senza raccomandazioni, e con tanti sacrifici ho fatto carriera,
    tuttavia - e ne sono orgoglioso - il mio recentissimo "Il manuale pratico del benessere" (edito dall' Editore Ipertesto e patrocinato club UNESCO, che ha creduto in questo Manuale!), ha, oggi in Italia, molto più successo del celebre ultimo libro di Saviano!
    . Solo con il "passaparola" di chi in Italia ha finora letto il libro (anche solo alcuni capitoli significativi) e ha, the subito, ottenuto quanto propone a chi non può permettersi di pagare esosi onorari ad un terapeuta!
    oRA da poco è uscita anche LA seconda edizione italiana!
    alla faccia dei vip e paravip

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  9. sono un semplice cittadino di nazionalità italiana, non appartengo alla "casta", non ho a disposizione "gratuita" I media pubblici e neppure sono amico né parente di chi in Italia oggi "conta" (o pensa, finora, di contare!), da solo, senza raccomandazioni, e con tanti sacrifici ho fatto carriera,
    tuttavia - e ne sono orgoglioso - il mio recentissimo "Il manuale pratico del benessere" (edito dall' Editore Ipertesto e patrocinato club UNESCO, che ha creduto in questo Manuale!), ha, oggi in Italia, molto più successo del celebre ultimo libro di Saviano!
    . Solo con il "passaparola" di chi in Italia ha finora letto il libro (anche solo alcuni capitoli significativi) e ha, the subito, ottenuto quanto propone a chi non può permettersi di pagare esosi onorari ad un terapeuta!
    oRA da poco è uscita anche LA seconda edizione italiana!
    alla faccia dei vip e paravip

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  10. calcolando AnobiiX30, che è campione di solito affidabile, vengono la miseria di 45'000 copie. Anche raddoppiando nell'ipotesi che sia molto diffuso tra le fasce della popolazione poco informatizzate – e già significa tirare la statistica per i capelli – vengono 90'000.

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  11. al signore psicologo lì sopra invece possiamo dire che, secondo la medesima statistica, il suo libro ha venduto circa 120 copie :D

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