lunedì 3 giugno 2013

Cose da domenica mattina



In attesa che la libreria apra mi siedo sullo scalino davanti all’entrata,  il più in disparte possibile per non oscurare la vetrina,  e comincio a leggere un libro. Un signore guarda la vetrina laterale, lo sento borbottare qualcosa, si sposta, mi supera, guarda la vetrina alla mia destra e borbotta ancora. Sollevo lo sguardo e vedo che mi sta fissando.
“Se lei sta lì seduto io come faccio a vedere la vetrina?”
È domenica mattina, ho dovuto prendere un treno che mi ha portato a Bologna un ora e mezza prima dell’apertura del negozio, il mio orari di oggi è 10,30 – 13.00 16,00 – 19,30, significa rimanere in giro tutto il giorno. Ma va bene, c’è il sole, che di questi tempi è già qualcosa.
Guardo il signore e mi dico: non ho ancora timbrato il cartellino dopotutto, potrei anche essere scortese, per una volta. Gli sorrido e lo spiazzo perché secondo me era in cerca di rogne mattutine. Uno impiega il tempo come  meglio crede. Io preferisco leggere. Considerando che non ci sono cantieri in funzione oggi in qualche modo il signore il tempo dovrà pur passarlo.
“Quella vetrina l’ha già vista?”
Chiedo cortese indicando la vetrina che sta guardando. Dal suo atteggiamento comprendo che non capisce, mi alzo e lascio libero lo scalino e la vetrina, lui si avvicina, io mi siedo sullo scalino davanti alla vetrina che ha già guardato, mi metto contro il muro, come ho fatto prima, per evitare di coprire i libri che abbiamo esposto.
Il signore si sente, probabilmente, preso in giro. Non era mia intenzione volevo solo leggere qualche pagina del mio libro. Lo sento borbottare ancora, la vetrina che ho lasciato libera nemmeno la guarda. Mentre mi passa davanti lo sento dire qualcosa in dialetto bolognese che ha a che fare con la mia mancanza di educazione.
“Buona giornata.”
Gli sussurro con un sorriso educato e lui se la batte in ritirata.
Spero vivamente che abbia trovato un cantiere da osservare per trascorrere in pace il resto della domenica.

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