giovedì 4 luglio 2013

Il cercatore (maledetto) di libri a computer!

Al telefono:
“Pronto libreria.... buongiorno, sono Marino.”
“Sì senta io...”
“Sì, mi dica.”
“Ehm.... lei è quello che cerca di libri a computer?”
Tesoro mi hanno chiamato in tanti modi nella mia vita ma “Quello che cerca i libri a computer” mai!

12 commenti:

  1. Parzialmente OT. Ieri ho comprato un libro su internet, italiano, che avrei potuto trovare in teoria in qualsiasi libreria, un banale libro recente di cucina, relativamente poco costoso. Avrei potuto, in teoria. In pratica diventa più complicato. E ho pensato che sarebbe pure più piacevole, per chi sta in città ecc., comprarsi i libri in libreria e evitarsi i problemi di consegne e le spese di spedizione. Ma senza doverselo cercare a suon di telefonate, attese, viaggi a vuoto ecc. Se metteste in rete i vostri db, almeno di catena, anche se il massimo sarebbe farlo su base cittadina, vi evitereste un bel po' di telefonate, noi andremmo a colpo sicuro, e verremmo più volentieri in libreria.

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    1. Pellegrina non è così semplice purtroppo, il catalogo in libreria varia continuamente e servirebbe un tecnico solo per occuparsi di tutte le librerie e dei cataloghi, ci sono poi i furti, gli errori di catalogo, i mancati scarichi da cassa e un milione di altre variabili purtroppo. Aggiungi che manca il personale e non per mancanza di persone con capacità ovviamente. perdonami Pellegrina però, a volte, capisco la mancanza di tempo, ma di mezzo di metto anche un po' di sana pigrizia da parte dell'acquirente :)

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    2. Il fatto è che comprare non dovrebbe essere un impegno in più, da cui scuotere la pigrizia. Se non si accetta questo, secondo me non si coglie il problema e in libreria ci si andrà sempre meno e sempre più "se".

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    3. non riesco a considerare una libreria alla stregua di un negozio qualunque in cui conta soltanto reperire in fretta ciò che si cerca sul momento ... in libreria si dovrebbe andare anche per il gusto di aggirarsi senza fretta tra gli scaffali. Non sempre se ne si ha il tempo, certo, ma pretendere che tutto salti fuori al primo colpo mi pare un po' riduttivo ... e se la gente non andrà più in libreria per questo, allora ben vengano i centri commmerciali e la vendita on line, che tanto bastano e avanzano al popolo degli Acquirenti. La libreria dovrebbe essere un luogo diverso, con una fruizione diversa. E fare una telefonata o due ogni tanto per sapere se c'è un libro non penso stronchi la vita di nessuno, tenuto conto del fatto che si passa metà o più del proprio tempo attaccati a un cellulare ... forse 'il problema' è che per i libri non si vuole attendere né far quel minimo di fatica che per altri beni ci si sobbarca senza fiatare; secondo me la ricerca stessa di un libro ha valore di per sé in quanto porta a scoprire nuovi luoghi e incontrare persone che valgono la pena anche se il volume in questione non salta fuori. Certo, se tutto ciò che conta è ottenere subito la merce ... comunque, magari il tizio del post semplicemente il computer non ce lo aveva!

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    4. Jona, forse non è chiaro. Dove avrei "preteso che salti fuori tutto al primo colpo"? Nemmeno io cosidero il libro una merce qualsiasi, ma sempre una merce è; la sua maniera di essere diffuso influisce su come e quanto e dove viene consumato, poco da fare. Nelle grandi città o nelle più piccole realtà trovare il modo di girare finché becchi la libreria giusta, o telefonare finché qualcuno ti risponda, può non essere semplice, e non vedo perché cercare di superare questo ostacolo debba essere in alcun modo etichettato come comportamento poco consono e proprio al "popolo degli Acquirenti". Tra l'altro, mi permetto di dire che anche sul vituperato internet di scoperte se ne fanno, e l'ho visto proprio in occasione dell'acquisto di questo libro, perché i suggerimenti del s/w mi hanno fatto conoscere testi di cui non sospettavo l'esistenza. Quest'idea che compri in libreria=sei un lettore doc, compri su internet=lo fai come al supermarket mi pare miope. Nessuno, o molto pochi, è lettore di un solo tipo, specialmente i lettori forti, dovremmo saperlo da un po'. Oltretutto ciò che suggerivo a Marino è esattamente un modo per far venire la gente in libreria, non allontanarla da essa. La questione è solo di evitarle di girare inutilmente da Ponzio a Pilato, perché allora si stufa e va su internet e in libreria non ci viene davvero più.
      Ci sono le volte che in libreria ci entro per guardare e soppesare, poi magari compro; ci sono le tante volte in cui ci entro per scoprire e imparare e poi compro, ci sono le volte in cui (dato che con e sui libri ci lavoro, e ciò non è semplice, ma potrebbe essere anche per fare un regalo mirato, perché qualcuno me lo ha chiesto, perché me lo devo portare in viaggio, perché lo voglio leggere subito, perché diecimila motivi) ho bisogno di trovare un titolo e stop. A quel punto, o tu venditore mi favorisci, o vado altrove, non ci sono santi. Dopotutto, se si ritiene normale che si trovi "subito" un vestito, il libro sarebbe meno importante e quindi può aspettare come e qualmente si vuole? non mi pare un gran modo di sottolienarne il valore. Sono le cose più imoprtanti che dovrebbe essere più facile procurarsi, e con meno fatica, proprio perché meritano di essere diffuse a tutti con la maggiore semplicità.
      Vogliamo trovare il modo di continuare a favorire le esigenze del lettore/cliente, o preferiamo darne valutazioni morali? Francamente non credo che la seconda strada sia utile a nessuno, se non a un modello che impone di comprare sempre e in fretta l'ultima cosa che l'ultimo e più potente editore ha deciso di mettere in vetrina dappertutto.
      E proprio perché il libro non è un vestito né l'ultimo gadget di moda, a questo non sono ancora disposta.

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    5. "Vogliamo trovare il modo di continuare a favorire le esigenze del lettore/cliente, o preferiamo darne valutazioni morali?" - mi pare che valutazioni morali ne abbia fatte tu, e anche parecchie: tutto sto bla bla bla su miopia, lettori forti e automatica messa sul personale di un discorso che voleva essere generale, condito con affermazioni perentorie come ".. sono le cose più imoportanti che dovrebbe essere più facile procurarsi, e con meno fatica, proprio perché meritano di essere diffuse a tutti con la maggiore semplicità ... " - ma chi l'ha detto?! le cose importanti occorre anche guadagnarsele! - le esigenze del lettore/cliente francamente mi hanno un po' stufato: non sarà che i 'potenti' editori vengano favoriti proprio dal fatto che non si ha più la pazienza di aspettare? La fretta è una scelta, Pellegrina, e non diamo sempre la colpa alla vita 'nelle grandi città' o alla fretta (anche io lavoro con e sui libri, e i 'diecimila motivi' sono un problema nostro non della libreria, anche per fare un regalo ci vuole il suo tempo e se ti chiedono di reperire un libro avranno anche la compiacenza di attendere). E nessuno 'vitupera' Internet, nè i centri commerciali! Sono strumenti come gli altri, fatti appunti (e in abbondanza) per chi non ha tempo (o voglia) di andare in giro 'pilatescamente' ... legittimo, ma NON sono librerie. Punto.

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  2. Ciao!! Vorrei distrarti un attimo dalla discussione polemica "del piano di sopra" per dirti... sei un fenomeno! Oggi pomeriggio una mia amica mi dice "Ti ho mandato una mail", la apro e vedo che c'è un link... si apre il tuo blog... ti assicuro che mi hai fatto fare talmente tante risate, che mi sono dimenticata della collega vipera con cui ho dovuto avere a che fare oggi pomeriggio!! Grazie, davvero!! Continuerò sicuramente a seguire le tue (dis)avventure da libraio!!
    Ciao!

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    1. Benvenuta sul blog :) fallo leggere anche alla tua collega vipera, magari si trasforma in un Kobra!
      (cantiamo tutt* insieme!)
      Il kobra non e' un serpente
      ma un pensiero frequente
      che diventa indecente
      quando vedo te
      quando vedo te
      quando vedo te
      quando vedo te
      il kobra non e' una biscia
      ma un vapore che striscia
      con la traccia che lascia
      dove passi tu
      dove passi tu
      dove passi tu
      dove passi tu


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    2. Ahahah ahimé non è una persona di spirito e non ha nemmeno mai lavorato in un negozio, quindi certe cose non le puoi capire se non le hai mai provate!!

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  3. Ma neanche per sogno. Se si ritiene una cosa importante, si cerca al contrario di farla avere a chi ne ha bisogno nel modo più semplice e rapido. Si cerca persino di far nascere questo bisogno... Vogliamo far aspettare chi ha un infarto perché deve pur guadagnarsi l'assistenza sanitaria, o perché "la fretta è una scelta cara Pellegrina" (qual bizzarra confidenza nel rivolgersi a una sconosciuta)? O rendergli difficile un'alimentazione corretta preventiva perché deve capire che va guadagnata? Ah, ma forse l'infarto è "un problema nostro", giusto, vogliam mica disturbare il cardiologo con la nostra frettolosità? Tornando dalle nostre parti, vogliamo rendere più difficile l'accesso al libro, mentre già pochi leggono, perché è più importante di una maglietta firmata e quindi bisogna guadagnarselo? O non facilitargli piuttosto il comprare un libro, magari non mainstream, rispetto a una coca cola? I "potenti editori" vendono di più proprio per la facilità di accedere a ciò che producono: non sarebbe molto meglio che anche i meno potenti e più interessanti fornissero altrettanta se non maggiore facilità di accesso? E perché mai noi invece dovremmo trovare che sia una cosa poco augurabile? E chi le ha detto che chi non desidera girare per un libro sarebbe automaticamente disposto a mettere in conto di farlo per altro, se non perché c'è obbligato "forse 'il problema' è che per i libri non si vuole attendere né far quel minimo di fatica che per altri beni ci si sobbarca senza fiatare" - notare "il problema" virgolettato? Vogliamo che sia un fastidio andare a pescarsi un libro per chi ne ha bisogno per lavoro, in modo che ancora una volta siano favoriti quelli che hanno più soldi, più tempo o magari più schiavetti da mandare in giro al loro posto? Ma che razza di criterio sarebbe? O vogliamo continuare con la buona solida tradizione del sacrificio cattolico, per cui più si soffre e meglio è per le nostre anime eterne?
    A chi giova che per trovare un libro si debbano fare 10 telefonate (mi è successo più volte) o perdere mezza giornata? Al lettore che potrebbe occupare tempo e denaro in altri modi? Alla cultura generale di un popolo? O a ben altre esigenze? O pensate che in queste condizioni uno entra in libreria fresco e riposato e si mette a guardare pacifico e sereno anche il più bello scaffale appena ripulito da un Marino in giornata di grazia? Non è in queste condizioni che lo si fa. Lo hanno capito le biblioteche che per quanto possibile nella scarsità di fondi odierna hanno messo i cataloghi online (e han visto aumentare l'uso di quei libri rispetto a quelli che online non sono), in modo di andare a colpo sicuro (o quasi, almeno nelle realtà migliori). Le librerie no, tutt'altro; e qualcosa mi dice che il problema (senza virgolette) non è esattamente perché vogliono contribuire all'edificazione del lettore (un sistema del genere esiste, ma è per gli addetti ai lavori...).
    Quanto a espressioni come "ben vengano i centri commmerciali e la vendita on line, che tanto bastano e avanzano al popolo degli Acquirenti" (o le definizioni di "pigrizia" fatte da Marino), sarebbero un mio o un suo "blabla" morale? E le meno che implicite valutazioni di tali frasi sulle persone che si servono dei servizi online?

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  4. (segue) O "anche per fare un regalo ci vuole il suo tempo e se ti chiedono di reperire un libro avranno anche la compiacenza di attendere"? Di nuovo, a parte il fatto che non si capisce chi l'abbia (mal) informata che di richiesta si tratta, la più elementare educazione dovrebbe impedire di comportarsi così per partito preso con le persone che si ritengono degne di un proprio regalo. Quanto ai motivi che sarebbero "problema nostro": no guardi, nemmen per sogno: pago per un servizio (la libreria) esattamente perché mi risolva un problema, nella fattispecie, e cerco quello che meglio si adatta ai miei motivi di persona, non di acquirente, che non si ferma al gesto di aprire il portafogli o porgere la carta di credito; con la differenza che, contrariamente a quel che scrive lei, l'acquisto su internet non è solo per "il popolo degli Acquirenti". Mi piacerebbe che il migliore servizio fosse la libreria piuttosto che internet e ho suggerito qui un modo per renderlo tale, ma se così non ha da essere, passare il tempo a spendere e comprare, o a tentare di farlo, non son mica dogmi, mi aiuta a dire.
    Insomma tutto e tutti possono andare a spasso, o beccarsi il titolo di "popolo degli Acquirenti" purché non si tocchi l'organizzazione attuale delle librerie. Però.

    Commenti rigurgitanti degnazione come i suoi verso chi esce dal suo privilegiato quadro di persone che possono scegliere la non-fretta forniscono ahimé la migliore giustificazione allo (sciagurato) antintellettualismo odierno nel nostro paese.

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    1. Pellegrina scusa ma non hai tenuto in considerazione le obiezioni che ti ho fatto sopra. Se tu vedi che un libro in libreria c'è attraverso il sito e poi, mentre vieni in libreria, io il libro le vndo? O è un errore di giacenza? O è una prenotazione? Non è così semplice e immediato. Inoltre occorre guardare anche alla realtà: in libreria ormai c'è pochissimo personale, come e chi dovrebbe seguire questa cosa?

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