lunedì 12 agosto 2013

Esci da questo corpo! Il Bancarella spiegato ai librai del... Bancarella.

Cari colleghi e care colleghe del Premio Bancarella,
senza voler alzare polveroni e senza polemiche vi chiedo, in modo pacato e sereno, come siamo passati da Enzo Biagi a Bruno Vespa? Da Ernest Hemingway a Anna Premoli?
Cosa vi è successo? Quali sono i criteri di scelta? La vendibilità del testo? Gli incassi? La pubblicità? Le fascette sul libro? Voglio dire, passi per me che sono un libraio di catena e che dovrei, in teoria, seguire le direttive che arrivano dall'alto e spingere solo i testi che vengono considerati “alto vendenti” ma voi, che mi sembrate tutti librai indipendenti e brava gente (non come noi librai di catena), in base a quale inconcepibile precetto decidete di dare il premio Bancarella a un libro che, sarà pure piacevole e leggero, ma, alla fine, non solo non entrerà a far parte della storia della letteratura ma è pure scritto male? È forse un tentativo di far avvicinare i giovani alla lettura? Di renderla più In e meno Out? Un tentativo disperato di “svecchiare” i libri? O, davvero, l'unico elemento che viene preso in considerazione è quanto ha incassato il libro? Perché se un premio importante come il Bancarella, un premio che dovrebbe, in teoria, rappresentare la cultura italiana e il buon lavoro dei librai e delle libraie, fonda le proprie basi sullo scontrino medio... allora è davvero la fine per tutti noi! E poi, diciamocelo, fra i libri che vendono tanto ce ne sono alcuni davvero molto belli! Perché non premiare quelli? Io preferisco pensare che sia successo qualcosa di molto diverso. Tipo che siete stati rapiti tutti dagli alieni sulla navicella Newton & Compton oppure che siete stati impossessati dallo spirito di uno scrittore frustrato (no, non è il mio!). Facciamo così, al prossimo Bancarella io mi presento con un esorcista. Non si sa mai....

8 commenti:

  1. Che poi il successo di certi libri - ok, diciamo certe collane Newton Compton et imitazioni - non lo concepisco. Non per ragioni snobboso-letterarie, ma perché noi non ne abbiamo mai venduto uno che sia uno. I Newton Compton non se li defeca nessuno. Men che meno quello che ha vinto il Bancarella, che quando ho letto la prima pagina pubblicata su Fb dalla NC pensavo a uno scherzo...

    RispondiElimina
  2. Infatti certe collane sono illeggibili, irrispettose per un lettore medio e non solo per i contenuti: cartaccia, caratteri sbavanti, copertine da rotocalco e refusi a manciate! Un delirio di cattivo gusto. In questo caso poi la fiera della banalità. Chissà quali saranno stati i criteri per tale scelta?! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dalla presentazione del libro sul sito della Newton&Compton: "Se è un caso editoriale ci sarà un perché". La risposta non la sanno nemmeno loro! :)

      Elimina
    2. ...e nemmeno si pongono la domanda!:)

      Elimina
  3. Perchè "Premoli" fa rima con "Pontremoli". Tutto qua. ;)

    RispondiElimina
  4. Non importa cos'è bello e nemmeno cosa vende importa solo spingere quello che fa comodo.

    RispondiElimina
  5. Posso chiederti tu quale libro avresti scelto tenendo conto delle caratteristiche del premio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fra quelli proposti, sinceramente, nessuno.

      Elimina