giovedì 12 dicembre 2013

Natale in libreria 8


Proposta tutta Queer oggi. Mi rendo conto che due dei libri proposti (solo in lingua inglese) non siano facili da reperire ma si tratta di due libri davvero da collezione. Se siete in zona Bologna secondo me alla libreria Igor li trovate.


Samuele Grassi, Anarchismo Queer, 201 p. 18 euro, ETS editore
Il corpo muta, l'ideologia si trasforma, il pensiero è in continua evoluzione. QUEER, termine poco usato in Italia (e anche poco conosciuto), rifiuta l'etichetta standard dell'identità sessuale. Non siamo caselline su cui mettere una croce, la sessualità non è una linea retta. Ma sessualità non è solo corpo è anche pensiero, azione, rivoluzione. Cosa accade quando l'ideologia QUEER incontra il pensiero anarchico? Saggio coraggioso e molto interessante.





Nude men, from 1800 to the present day. 348 p. 49,32 € Hirmer editore
Catalogo della mostra del Leopold Museum di Vienna (finita a marzo) ora in esposizione al Musée d'Orsay di Parigi. Una storia del nudo maschile attraverso l'arte e la fotografia, il corpo e gli artisti, la macchina umana e la censura. Un catalogo davvero bellissimo che non può mancare in una libreria QUEER.







A QUEER history of fashion: from the Closet to the Catwalk (testo in inglese), 248 p. 37,03 €
Altro catalogo di una mostra, questa volta al Fashion Institute of Technology di New York. Il particolare rapporto fra omosessualità e creatività, fra diversità e arte, alcuni dei più grandi stilisti e design sono omosessuali e hanno influenzato la moda a livello mondiale. La mostra è uno sguardo al mondo della moda dal punto di vista omosessuale, le creazioni, le artiste e gli artisti, il desiderio di creare, rendere visibile, appartenere, esistere.

7 commenti:

  1. Marino, solo domani vedrò la mostra.
    http://www.musee-orsay.fr/fr/evenements/expositions/au-musee-dorsay/presentation-generale/article/masculin-masculin-37292.html?cHash=45fdb5b13d&tx_ttnews[backPid]=254
    Ma, perdona l'ignoranza abissale, perché un catalogo di quadri sulla storia del nudo sarebbe ipso facto queer? Grazie.

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  2. Ci sono molti quadri e molte fotografie che riprendono icone GLBT, o fotografi queer. E poi in una libreria gaya gli uomini nudi ci stanno sempre bene ;)

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  3. Grazie Marino, sì c'è una sezione della grandissima e molto articolata mostra che giustamente presenta anche questo tipo del nudo maschile, sia come lettura di opere precedenti sia come produzione recente più specificamente gay. Per il resto si parla di nudo come studio di anatomia, nudo eroico, nudo atletico, nudo antieroico (e antimilitarista), nudo realistico, nudo nella pittura religiosa contemporanea, nudo straziato (tra cui un minatore colpito dal grisou), nudo oggetto del desiderio... Il catalogo in francese devo dire mi ha un po' delusa dal lato dei testi. Sono molto elementari, riproducono le didascalie della mostra che vanno bene per una visita, ma non permettono di andare più oltre e scavare a fondo in tanti aspetti e quadri. Ad esempio l'Accademia platonica che riproduce in linguaggio preraffaellita una sorta di ultima cena fra tredici uomini chiaramente gay di Delaunay (1898) resta esplicita quanto misteriosa. Accanto, un quadro barocco con Zeus Ganimede e un cane, simbolo della fedeltà coniugale e un gran drappo rosso attorno alla testa del giovanissimo Ganimede, quasi un infante... ma tante altre cose si potrebbero dire. Forse il catalogo in inglese che presenti tu è diverso?
    Mi permetto solo di dire che i nudi stanno bene in diversi posti, non c'è esclusiva :- P.

    Comunque piccolo aneddoto cretino. Nella piccola sala con immagini più esplicite varie persone gironzolano, coppie e singoli, di diverse età, sesso, orientamento, origine, come normalmente a Parigi. Le immagini sono appunto esplicite, ma sempre scelte con una chiave ironica e leggera, mai volgare. A un certo punto squilla una voce italica, anzi romana, nettamente maschile, che si rivolge così alla compagna/moglie, con l'aria del diavolo che si dibatte nella pila dell'acqua santa: "Non vuoi ancora andare? Ma non ne hai visti abbastanza?". Il provincialismo ci ucciderà - peraltro la signora sembrava molto più aperta dell'accompagnatore, come spesso accade.

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    1. Non sai quanto ti invidio :) Vorrei trasferirmi a Parigi, è la mia città ideale.

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    2. Allora condividiamo un sogno. Purtroppo ci posso stare solo sei mesi l'anno, che comunque sono un dono della sorte - per un po', almeno.

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    3. Sono curioso, che fai a Parigi 6 mesi l'anno? (E ti sembrano pochi???????????????) ;)

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    4. Caro Marino studio. Per vivere. Mentre gli altri sei mesi li passo nei patri inferi. Lavorando. Per poter mangiare. Ma non durerà in eterno. Auguri!

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